21.a settimana tempo ordinario
Alessandro patrono di Bergamo
Avvenne il 26 agosto…
55 a.C. – Giulio Cesare inizia l’invasione della Britannia;
1537 – Gli ottomani iniziano l’assedio di Corfù durante la terza guerra ottomano-veneziana;
1542 – Francisco de Orellana conclude la completa navigazione del Rio delle Amazzoni;
1789 – La Dichiarazione dei diritti dell’uomo è approvata dall’Assemblea costituente a Versailles;
1978 – Il cardinale Albino Luciani viene eletto papa con il nome di Giovanni Paolo I;
Aforisma dalla 2 Timoteo 2
“Se moriamo con Cristo, con lui anche vivremo; se perseveriamo, con lui anche regneremo…se siamo infedeli, lui rimane fedele, perché non può rinnegare sé stesso.”
Santo del giorno
Preghiera Colletta
O Dio, che al martire Alessandro hai donato la grazia di immolare la vita per Te in suprema testimonianza di amore, fa’ che tutti i credenti siano pronti a riconoscere il loro Maestro davanti agli uomini e a seguirlo con intrepida devozione sulla via della croce. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen
Parola di dio Giovanni 15,9-16
Il Signore disse ai suoi discepoli: “Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando.
Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda”.
Riflessione di Maurizio Misinato (Santi e Beati)
Alessandro, patrono della città di Bergamo, è raffigurato tradizionalmente in veste di soldato romano col vessillo recante un giglio bianco. Il vessillo sarebbe stato quello della Legione Tebea comandata da S. Maurizio (legione romana composta secondo la leggenda da soldati egiziani della Tebaide) nella quale Alessandro sarebbe stato secondo gli Atti del martirio, comandante di centuria. La legione romana utilizzata in prevalenza in oriente, venne spostata nel 301 in occidente per controbattere gli attacchi dei Quadi e dei Marcomanni.
Durante l’attraversamento del Vallese alla legione fu ordinato di ricercare i cristiani contro i quali era stata scatenata una persecuzione. I legionari, cristiani a loro volta, si rifiutarono e per questa insubordinazione vennero puniti con la decimazione (che consisteva nell’uccisione di un uomo ogni dieci) eseguita ad Agaunum (oggi S. Moritz). Al perdurare del rifiuto dei legionari di perseguitare i cristiani, fu eseguita una seconda decimazione e quindi l’imperatore ordinò lo sterminio. Pochi furono i superstiti, tra cui Alessandro, Cassio, Severino, Secondo e Licinio che ripararono in Italia.
A Milano Alessandro fu però riconosciuto e incarcerato, dove rifiuta di abiurare. In carcere riceve la visita di S. Fedele e del vescovo S. Materno. Proprio S. Fedele riesce a organizzare la fuga di Alessandro, che ripara a Como, dove fu nuovamente catturato. Riportato a Milano fu condannato a morte per decapitazione, ma durante l’esecuzione ai boia si irrigidivano le braccia. Fu allora nuovamente incarcerato. Riuscì nuovamente a fuggire e raggiunse Bergamo passando per Fara Gera d’Adda e Capriate.
A Bergamo fu ospitato dal principe Crotacio, che lo invitò a nascondersi, ma Alessandro iniziò a predicare e a convertire molti bergamaschi, tra cui i martiri Fermo e Rustico. Fu perciò scoperto e nuovamente catturato e condannato a morte: la decapitazione venne eseguita pubblicamente il 26 agosto 303 nel luogo ove oggi sorge la chiesa di S. Alessandro in Colonna. Probabilmente Alessandro fu effettivamente un soldato romano, originario o residente a Bergamo, torturato e ucciso per non avere rinunciato alla propria fede cristiana.
Intenzione di preghiera
Preghiamo per quegli infelici che confondono l’indignazione con l’odio; lo sdegno col disprezzo; l’ironia col sarcasmo; la verità con l’intolleranza; la giustizia con la violenza…sono malati e hanno urgente bisogno di 2 medicine che solo Dio può concedere: l’umiltà e la misericordia.
Don’t Forget! Santi della carità
S. MARIA DELLA CROCE
(GIOVANNA JUGAN)
1792-1879
GIOVANNA JUGAN, nacque a Cancale (Bretagna, Francia) nel 1792. Suo padre era un pescatore, la madre stava in casa ad accudire 7 figli. Il padre morì inghiottito dal mare in tempesta e la madre, vedova, non aveva più nessuno che procurasse cibo e legna per la famiglia. Era la miseria estrema. Giovanna aiutò la mamma in casa e in campagna, poi andò a lavorare come domestica e in seguito diventò infermiera nell’Ospedale di St-Servan, dove imparò a curare i malati.
Un pescatore avrebbe voluto sposarla, ma Giovanna un giorno, mentre pregava capì quale sarebbe stata la sua missione: occuparsi degli anziani malati e poveri, abbandonati da tutti. Grazie ai risparmi ereditati da una signora a cui aveva prestato assistenza, aiutata dall’amica Francesca Aubert, Giovanna prese in affitto una casa dove ospitò alcune vecchiette malate, sole e ridotte in miseria. Acquistò poi, uno stabile dove accolse 12 anziane, ma non aveva mezzi per nutrirle e riscaldarle e li procurò filando la lana e chiedendo l’elemosina.
Nacque così la Congregazione delle “Piccole Sorelle dei Poveri” e Giovanna prese il nome di suor Maria della Croce. Altre città le chiesero di far nascere ospizi per poveri anziani: Rennes, Dinan, Tours, Nantes, Parigi, Angers. Nel 1850 gli ospizi erano 11, le suore 100 e i poveri vecchietti da nutrire 600. La casa madre fu insediata a Saint-Pern, nell’ex Convento “La Tour Saint-Joseph”.
A causa di alcune incomprensioni, la fondatrice fu destituita da superiora e incaricata di svolgere le mansioni più umili. La “povera cercatrice di pane” (o “lo zero sulla Terra”, così si definiva lei) ubbidì e fino alla fine della sua vita pregava, recitava il Rosario e chiedeva l’elemosina. Morì nel 1879 a Saint-Pern lasciando ospizi sparsi in tutti i Paesi del mondo con 177 case, 2.400 Piccole Sorelle e 25.000 poveri anziani da accudire.