VIII Settimana del T. Ordinario
Avvenne il 27 maggio…
1703 – Lo zar Pietro I di Russia fonda la città di San Pietroburgo;
1905 – Guerra russo-giapponese: decisiva sconfitta della flotta russa nella battaglia di Tsushima;
1941 – Il presidente Franklin D. Roosevelt proclama l’emergenza nazionale per la 2.a guerra mondiale
1964 – Fondate le FARC, il gruppo di guerriglia più potente della Colombia, inizia il conflitto armato;
1974 – Valéry Giscard d’Estaing viene eletto presidente della Repubblica francese.
1999 – Il Tribunale dell’Aia incrimina Slobodan Milošević e altri 4 per crimini commessi nel Kosovo;
Aforisma di Cechov
“Là dove noi non siamo, si sta bene. Nel passato noi non ci siamo più, ed esso ci appare bellissimo.”
Santo del giorno
Agostino era nato a Roma nel 534 d.C. Diventato abate benedettino del monastero del Celio, fu invitato dal papa Gregorio Magno ad evangelizzare l’Inghilterra, ricaduta nell’idolatria sotto i Sassoni. All’inizio Agostino resistette all’invito del Papa, che lo convinse ad accettare. Inviato in Inghilterra, fu ricevuto da Etelberto, re di Kent che aveva sposato la cattolica Berta, di origine franca.
Etelberto si convertì, aiutò Agostino e gli permise di predicare in piena libertà. Nel Natale successivo al suo arrivo in Inghilterra, più di diecimila Sassoni ricevettero il battesimo.
Il Papa allora inviò altri missionari e nominò arcivescovo e primate d’Inghilterra Agostino, che cercò di riunire la Chiesa bretone a quella sassone senza riuscirci perché troppo forte era il rancore dei bretoni contro gli invasori sassoni. Suo merito però è stato quello di aver convertito quasi tutto il regno di Kent. Morì nel 604 e venne sepolto nell’Abbazia SS. Pietro e Paolo di Canterbury, ora a lui intitolata.
Preghiera Colletta
Concedi, o Signore, che il corso degli eventi nel mondo si svolga secondo la tua volontà di pace e la Chiesa si dedichi con gioiosa fiducia al tuo servizio. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen
Parola di Dio Giovanni 10,32-45
In quel tempo, mentre erano sulla strada per salire a Gerusalemme, Gesù camminava davanti ai discepoli ed essi erano sgomenti; coloro che lo seguivano erano impauriti. Presi di nuovo in disparte i Dodici, si mise a dire loro quello che stava per accadergli: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani, lo derideranno, gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e lo uccideranno, e dopo tre giorni risorgerà».
Gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
Riflessione don Arturo commenta don Bepo
«Chiama S. Ignazio – Tu mi seguirai. Chiama don Bosco. Chiama il chierico Bulla. Chiama tutti al massimo bene cui siamo capaci. Ma io sono peccatore. Un roseto si taglia al 99/100». Don Giuseppe Vavassori (18-05-1965 – diario Ricorrenze e omelie 1962-1969).
La missione che Dio Padre ha affidato al Figlio, Gesù la consegna ai suoi discepoli: «Come il Padre ha mandato me, così io mando voi». E di anello in anello si forma una grande catena di uomini e donne impegnati a diffondere la buona novella del Vangelo I discepoli chiamano altri e li mandano. E così la catena dei chiamati si allunga: i nuovi discepoli chiamano altri con la stessa passione con cui hanno pronunciato il loro sì all’invito di Gesù. S. Charles de Foucauld ha scritto: “Gesù è il segreto della mia vita: io ho perduto il mio cuore per questo Gesù di Nazareth crocifisso 1900 anni fa e passo la mia vita a cercar di imitarlo per quanto possa la mia debolezza”.
Al tempo della propaganda antireligiosa, in Russia, un commissario del popolo aveva presentato brillantemente le ragioni del successo definitivo della scienza. Si celebrava il primo viaggio spaziale. Era il momento di gloria del primo cosmonauta, Gagarin. Ritornato sulla Terra, aveva affermato che aveva avuto un bel cercare in cielo: Dio proprio non l’aveva visto. Il commissario tirò la conclusione proclamando la sconfitta definitiva della religione. Il salone era gremito di gente. La riunione era ormai alla fine. “Ci sono delle domande?”. Dal fondo della sala un vecchietto che aveva seguito il discorso con attenzione disse sommessamente: “Christòs ànesti”, “Cristo è risorto”.
Il suo vicino ripeté, un po’ più forte: “Christòs ànesti”. Un altro si alzò e lo gridò; poi un altro e un altro ancora. Infine tutti si alzarono gridando: “Christòs ànesti”, “Cristo è risorto”. Il commissario si ritirò confuso e sconfitto. Al di là di tutte le dottrine e di tutte le discussioni, c’è un fatto. Tutto il cristianesimo vi è condensato. Un fatto: non si può niente contro di esso. I filosofi possono disinteressarsi del fatto. Ma non esistono altre parole capaci di dar slancio all’umanità. Il fatto che Gesù è risorto spalanca l’orizzonte della nostra vita, ci fa assumere lo sguardo di Dio sulla storia e ci fa scorgere la grazia di Dio nelle fatiche e negli slanci, nello smarrimento e nel grido e anche nell’indifferenza o lontananza di chi ci sta accanto. Dio non si lascia rinchiudere nei nostri schemi. Solo nell’ascolto si lascia trovare.
Intenzione di preghiera
Preghiamo perché la gioia e l’ottimismo di S. Filippo Neri e di molti santi caratterizzi anche la chiesa di oggi rendendola capace di vivere e testimoniare la gioia del Vangelo.
Don’t Forget! Santi della carità
BEATO CAMILLE COSTA DE BEAUREGARD
Il don Bosco Savoiardo
CAMILLE COSTA DE BEAUREGARD, nacque a Chambéry il 17 febbraio 1841, quinto di 11 figli, dal marchese Pantaleone, gentiluomo del re Carlo Alberto, e da donna Marta Saint-George de Vérac. Compiuti gli studi in collegi religiosi sotto la guida di un sacerdote precettore, ebbe però un periodo di smarrimento: ma a 22 anni, entrando nella cattedrale di Chambéry, riprese a credere con forza e determinazione. Nel novembre 1863 entrò nel seminario francese di Roma e il 26 maggio 1866 ricevette l’ordinazione sacerdotale nella basilica di S. Giovanni in Laterano.
Dopo aver trascorso ancora un anno a Roma per perfezionare i suoi studi, rifiutò di entrare nell’Accademia dei Nobili Ecclesiastici per intraprendere la carriera diplomatica e ritornò in diocesi a Chambéry, dove fu assunto come viceparroco della cattedrale il 3-8-1867. In quello stesso anno, una epidemia di colera lasciò un certo numero di orfani che egli raccolse inizialmente nel presbiterio della cattedrale, consacrandosi interamente alla loro educazione. Si dedicò anche alle classi povere e bisognose, in particolare agli operai appartenenti all’associazione mutualistica “S. Francesco di Sales”.
L’orfanotrofio, dopo umili inizi a Le Bocage (Chambéry), ebbe un notevole sviluppo: furono costruite varie dipendenze, capaci di ricevere fino a 175 ospiti. Curava personalmente, anche nei minimi particolari, l’andamento delle sue case, i laboratori e la fattoria per la preparazione dei giovani agricoltori. Come educatore era zelantissimo nella formazione cristiana dei giovani, li seguiva individualmente, riservava a sé l’istruzione religiosa. Era conosciuto ed ammirato da tutti nella Savoia ed era chiamato il “padre degli orfani”. Per poter attendere completamente alla sua opera rifiutò due volte l’episcopato e fece donazione di tutte le ricche sostanze della sua famiglia all’opera che nel tempo venne affidata ai salesiani di Francia ed ora è gestita dalla “Fondation du Bocage”.
Umile, povero, distaccato dai beni e dagli onori terreni, visse solo l’impegno eroico della carità verso gli orfani. Morì il 25 marzo 1910. I suoi resti mortali furono traslati al Bocage, nel 1911. Il 14 marzo 2024 papa Francesco autorizzò la promulgazione del decreto relativo a un miracolo per sua intercessione, aprendo la via alla sua beatificazione. Papa Leone XIV ha autorizzato che la solenne cerimonia di beatificazione avesse luogo sabato 17-5-2025 nella Cattedrale di Chambery, presieduta dal nunzio apostolico in Francia Mons. Celestino Migliore. La data della memoria liturgica è stata fissata al 27 maggio, anniversario della prima Messa celebrata dal novello Beato.