II Settimana di quaresima
Avvenne il 4 marzo…
1152 – Federico I Barbarossa viene eletto re di Germania
1436 – Benedizione e inaugurazione della cupola di Santa Maria del Fiore a Firenze
1848 – Carlo Alberto emana lo Statuto Albertino
1979 – Papa Giovanni Paolo II pubblica la sua prima enciclica “Redemptor Hominis”
1997 – Il presidente Bill Clinton vieta le sovvenzioni federali per la ricerca sulla clonazione umana
1999 – Il marines Richard Ashby assolto dall’accusa di aver causato la morte di 20 sciatori sul Cermis recidendo il cavo di una funivia col suo aereo
Aforisma dei padri del deserto
“Chi risponde prima d’avere ascoltato, fa una sciocchezza. Così: parla se sei interrogato; altrimenti resta in silenzio.”
Santo del giorno
Preghiera Colletta
Custodisci con continua benevolenza, o Padre, la tua Chiesa e poiché, a causa della debolezza umana, non può sostenersi senza di te, il tuo aiuto la liberi sempre da ogni pericolo e la guidi alla salvezza eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
Parola di dio Matteo 20,17-28
Mentre saliva a Gerusalemme, Gesù prese in disparte i discepoli e lungo il cammino disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché venga deriso e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà». Allora gli si avvicinò la madre dei figli di Zebedeo coi suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?».
Gli rispose: «Di’ che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono coi due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dominano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti».
Riflessione Paul Evdokimov: l’ascesi cristiana
L’ascesi cristiana non è mai stata fine a sé stessa, è solo un mezzo, un metodo a servizio della vita, e come tale cercherà di assuefarsi alle nuove necessità. Un tempo l’ascesi dei Padri del deserto imponeva digiuni e privazioni intense ed estenuanti; oggi la lotta si sposta. L’uomo non ha bisogno di cilicio, catene, flagellazioni che rischierebbero inutilmente di sfibrarlo. La mortificazione del nostro tempo consisterà nella liberazione dal bisogno di stupefacenti: fretta, rumore, eccitanti, droga, alcolici di tutti i generi.
L’ascesi consisterà più che altro nel riposo imposto, nella disciplina della quiete e del silenzio, dove l’uomo ritrova la facoltà di concentrarsi nella preghiera e contemplazione, perfino in mezzo a tutti i rumori del mondo, nella metropolitana, fra la folla, ai crocicchi di una città; ma più di ogni altra cosa, l’ascesi consisterà nella facoltà di comprendere la presenza degli altri, gli amici di ciascun incontro. Il digiuno, all’opposto della macerazione inflitta, sarà la rinuncia gioiosa al superfluo, la sua spartizione con i poveri, un equilibrio sorridente, spontaneo, pacato.
Al di là della ascesi fisica e psicologica del Medio Evo si dovrebbe ricercare l’ascesi escatologica tipica dei primi secoli, cioè quell’atto di fede che faceva dell’essere umano nella sua complessità l’attesa gioiosa della Parusia, l’attesa non cronologica, ma qualitativa, che sa discernere il termine ultimo ed unico; In quanto, secondo il Vangelo, il tempo è breve: “lo Spirito e la Sposa dicono: Vieni!”. In questo modo, l’ascesi si trasforma in attenzione ai richiami del Vangelo, alla scala delle beatitudini; cercherà umiltà e la purezza del cuore, al fine di liberare il proprio prossimo e restituirlo a Dio.
In un mondo affaticato, schiacciato dalle preoccupazioni e dagli affanni, che vive a ritmi sempre più frenetici, il compito è di trovare e vivere «l’iniziativa spirituale» che conduce a sedersi alla tavola dei peccatori, a benedire ed a spezzare il pane insieme con loro…Nessuna ascesi, priva dell’amore, avvicina a Dio: «Noi saremo giudicati per il male che abbiamo compiuto, ma soprattutto per il bene che abbiamo omesso e perché non amiamo il nostro prossimo», dice S. Massimo. Oggi l’ascesi nella vita spirituale protegge lo spirito dal dominio del mondo e raccomanda di «vincere il male creando il bene».
Ne consegue che l’ascesi non rimane nient’altro che un mezzo, che una strategia. L’uomo può suscitare un’atmosfera morbosa, allucinante, in cui vede ovunque il male ed il peccato. Ora, l’ascesi evangelica trascina non tanto per eccesso di paura, quanto per eccesso d’amore traboccante di tenerezza cosmica. S. Dorotea offre una bella immagine della salvezza sotto forma di un cerchio il cui centro è Dio e la cui circonferenza è formata da tutti gli uomini.
Più ci si avvicina al centro – Dio – più i raggi del cerchio, il prossimo, si avvicinano gli uni agli altri. S. Isacco diceva al suo discepolo: «Ecco, fratello, un comandamento che ti affido: la misericordia trabocchi sempre dalla tua bilancia, fino al momento in cui sentirai in te stesso la misericordia che Dio prova per te e per il mondo».
Intenzione di preghiera
Preghiamo perché i pericolosi fuochi di guerra divampati in Medio Oriente tra Pakistan e Afganistan siano spenti prima possibile dal ricorso al dialogo e alla diplomazia.
Don’t Forget! Storia dei martiri Cristiani
3.a PARTE: STORIA DELL’ARMENIA
L’AVVENTO DEL CRISTIANESIMO. Il 301 d.C. fu anno fondamentale per la storia Armena e del popolo armeno. Infatti in questa data il cristianesimo fu dichiarato religione ufficiale, e l’Armenia divenne il primo paese al mondo ad adottare la fede cristiana. Questo passaggio epocale si deve a S. Gregorio Illuminatore, che riuscì a convertire il Re Tiridate III. Infatti secondo la tradizione S. Gregorio, imprigionato a Khor Virap dal re pagano, compì un miracolo in seguito al quale Tididate decise di convertirsi e fece costruire un monastero sul luogo della prigione del santo. Ufficializzata la fede cristiana nel paese, S. Gregorio istituì la sede apostolica a Echmiadzin, (in alto a sinistra) cuore spirituale della nazione.
GLI ANNI DELLO SPLENDORE E IL REGNO DI CILICIA Con l’avvento dei bizantini e la vittoria definitiva sui persiani, l’Armenia cadde sotto il dominio dell’Impero Romano d’Oriente. Però, il credo dei bizantini si differenziava troppo da quello della Chiesa Armena, che non fu libera di professare la sua fede e i Bizantini tentarono invano più volte di convertire gli armeni i quali però nell’884 riconquistarono l’indipendenza, costruirono la nuova capitale Ani (ora in Turchia) e professarono di nuovo il loro credo religioso. Iniziò per gli armeni un periodo di rinascita culturale. La città di Ani era nota per splendore e immensa ricchezza: detta anche “città delle 1001 chiese”, aveva 200.000 abitanti. Anche nelle zone interne del Caucaso l’arte armena rifiorì, grazie ai tanti monasteri come Tatev, Geghard, Noravank e Sevanavank, sul Lago Sevan. Il nuovo Regno di Armenia dovette però arrendersi alle invasioni dei Turchi Selgiuchidi nel 1071. L’ultimo Re armeno Gagik II scappò da Ani e trovò rifugio in Cilicia, nel sud della Turchia. Qui venne fondato il Regno Armeno di Cilicia, mentre l’antica capitale di Ani veniva distrutta e saccheggiata dalle tribù turche.
da sinistra:
1. Cattedrale di ETCHMIADZIN Armenia
2. GREGORIO L’illuminatore
3. GAGIK II l’ultimo Re armeno