Riflessione del giorno

mercoledì 8 aprile 2026

By Patronato S. Vincenzo

April 08, 2026

Ottava di Pasqua

 

Aforisma di Madre Teresa di Calcutta

“La gente è affamata d’amore perché siamo troppo indaffarati, aprite i vostri cuori oggi, nel giorno del Signore risorto, e amate come non avete mai fatto”

Preghiera Colletta

O Dio, che ci dai la gioia di rivivere ogni anno la risurrezione del Signore, fa’ che mediante la liturgia pasquale che celebriamo nel tempo possiamo giungere alla gioia eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

Parola di Dio del mercoledì dell’ottava di Pasqua Atti 3,1-10 – Salmo 104 – Luca 24,13-35

Ed ecco, in quello stesso giorno, [il primo della settimana], due [dei discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Emmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto». Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

Riflessione di Franco Nembrini

Così Franco Nembrini ha parlato della Trinità e del mistero dell’amore nel terzo incontro del ciclo Il dito e la luna nei quaresimali su San Francesco d’Assisi tenuti nella cattedrale di San Giovanni in Laterano, in particolare il giorno 11 marzo 2026.

Esiste una grande questione, la più grande, quella della Trinità: Dio è amore. Trinità vuol dire che sono tre, non uno. Tre persone distinte, diverse, eppure uno. Sono tre che vivono un rapporto tale per cui ciascuno dei tre si realizza nell’affermazione degli altri due, nell’esserci degli altri due, nel godimento che gli altri due ci sono. Dio vive in modo così perfetto che i tre sono uno. Si amano in modo così perfetto che l’affermazione dell’altro nella sua diversità, nella sua complementarietà, è l’essenziale di sé stessi, è più importante che essere sé stessi, è essere sé stessi. Come quando nell’amore l’altro è parte di me, è me, è più me di me. Io non sono se non affermando lui. Così è del Figlio che è sé stesso perché afferma il Padre e da Lui tutto riceve e in Lui tutto ama. Così è del Padre che genera il Figlio e vive per il Figlio e lascia tutto al Figlio. Io non posso essere se non amando, se non amando l’altro. Io debbo affermare te, perché in questa affermazione di te io consisto. Tu sei più me di me stesso. L’altro è parte di me, è me, è più me di me. Noi “funzioniamo” così. Perché l’amore è legge dell’essere. Per poter essere, non perché sei buono o più arrendevole dell’altro e per questo perdoni. Dio è così e tra noi la “legge” dovrebbe essere questa.

Intenzione di preghiera

Preghiamo per tutte le persone che ogni giorno si raccomandano al nostro ricordo nella preghiera e per tutti i nostri cari defunti.

Don’t Forget! Avvenne l’8 aprile…

217 – L’imperatore Caracalla viene assassinato; gli succede il suo prefetto del pretorio Macrin 1143 – Manuele Comneno diventa imperatore bizantino alla morte del padre Giovanni;1271 – Il sultano mamelucco Baybars conquista il castello dei Cavalieri Ospitalieri, oggi noto come Krak dei Cavalieri. 1866 – Italia e Prussia, nella 3.a guerra di indipendenza, si alleano contro l’Impero austriaco. 1904 – Francia e Gran Bretagna sottoscrivono la cosiddetta entente cordiale. 2005 – Al funerale di papa Giovanni Paolo II partecipano più di 200 delegazioni ufficiali;