XIV Settimana del T. Ordinario
Avvenne l’8 luglio…
390 a.C. – Battaglia del fiume Allia, sconfitta delle truppe romane contro i Galli Senoni di Brenno; 1099 – 15mila soldati cristiani affamati, durante la prima crociata, marciano in processione attorno a Gerusalemme mentre i difensori musulmani li sbeffeggiano.
1497 – Vasco da Gama salpa da Lisbona e inizia il suo primo viaggio verso l’India.
1978 – Sandro Pertini viene eletto settimo presidente della Repubblica Italiana con 832 voti su 995.
1997 – La NATO invita Repubblica Ceca, Ungheria, e Polonia a entrare nell’alleanza nel 1999.
Aforisma di Angelus Silesius
“Dio non dona nulla a nessuno: con tutti è generoso. Cosicché, se vuoi Lui solo, Egli è solo tuo.”
Santo del giorno
Preghiera Colletta
O Padre, che nell’umiliazione del tuo Figlio hai risollevato l’umanità dalla sua caduta, dona ai tuoi fedeli una gioia santa, perché, liberati dalla schiavitù del peccato, godano della felicità eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen
Parola di Dio Matteo 10,1-7
In quel tempo, chiamati a sé i suoi dodici discepoli, Gesù diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità. I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì. Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino».
Riflessione di Gilbert K. Chesterton
Le due caratteristiche dei bambini che attraggono quasi ogni persona normale sono, in primo luogo, il fatto che sono molto seri e, in secondo luogo, il fatto che sono di conseguenza molto felici. Essi godono di quell’allegria totale che è possibile solo in assenza di humour. Le scuole e i saggi più ermetici non hanno mai avuto la gravità che alberga negli occhi di un neonato di tre mesi.
La sua è la gravità dello stupore di fronte all’universo, e questo stupore non è misticismo, bensì buonsenso trascendente. Il fascino dei bambini sta nel fatto che con ognuno di loro tutte le cose vengono rifatte, e l’universo messo alla prova. Quando camminiamo per strada e sotto di noi vediamo le deliziose teste bulbose di questi funghi umani, il triplo delle dimensioni che dovrebbero avere in proporzione al corpo, dovremmo sempre ricordarci innanzitutto che ognuna di quelle sfere contiene un universo nuovo fiammante, nuovo quanto era nuovo il mondo il settimo giorno della creazione.
In ognuna c’è un nuovo sistema di stelle, nuova erba, nuove città, nuovo mare…Tuttavia, l’ascendente dei bambini non si limita al primo futile tentativo di rifare il cielo e la terra, ma ci costringe a rimodellare la nostra condotta sulla base di questa teoria rivoluzionaria che sostiene la meraviglia di tutte le cose.
Intenzione di preghiera
Preghiamo per la chiesa cattolica ferita da questo ennesimo scisma, perché trovi la forza di reagire dando il meglio di sé e non limitandosi a scomunicare.
Don’t Forget! Parrocchie Bergamasche: Almenno S. Bartolomeo (1.a parte)
La storia della parrocchia di Almenno S. B. è strettamente legata, fin dalle origini, alle vicissitudini di LEMINE che era un vasto territorio situato tra la sponda occidentale del Brembo e quella orientale dell’Adda che nel corso dei secoli aveva acquisito una sua individualità sociopolitica. Il centro politico-amministrativo che si era costituito, nel basso medioevo, attorno alla chiesa plebana di S. Salvatore era diventato il 3-3-1220 il comune di Lemine o Almenno, che successivamente si era diviso in Lemine Superiore e Lemine Inferiore, guelfo il primo e ghibellino il secondo.
La contrapposizione politica tra i due Lemini, intrecciatasi con la guerra viscontea-veneziana che si combatté tra il 1423 e il 1454, divenne lotta armata che portò alla scomparsa, come entità autonoma, di Lemine Inferiore, distrutta il 13-8-1443. Sotto la dominazione veneziana Lemine Superiore conobbe un periodo di crescita economica e demografica che portò alla costituzione di una nuova parrocchia oltre il torrente Tornago che fa da confine fra i due paesi.
Attorno alla nuova parrocchia si sviluppò il nucleo abitato già presente che divenne presto un grosso borgo urbanizzato che ottenne il 30-3-1601 la separazione da Lemine diventando Almenno S. Bartolomeo mentre l’altro assumeva il nome di Almenno S. Salvatore. Non si conosce la data di edificazione della chiesa di S. Bartolomeo, ma è certa quella della consacrazione, il 3-6-1453, effettuata dal vescovo Giovanni Barozzi.
La chiesa fu ampliata nel XVI secolo per le esigenze liturgiche della popolazione che dopo la separazione da Almenno S. Salvatore, era diventata parrocchia nel 1520 con bolla pontificia di papa Leone X. A fine 1700 la chiesa fu abbattuta e sostituita da una nuova su progetto di Girolamo Salvatore Luchini, terminata nel 1820 e consacrata dal vescovo Pier Luigi Speranza nel 1861
La chiesa è posta in posizione eminente sull’abitato cittadino, con orientamento est-ovest. La facciata intonacata, si compone in sezioni divise da lesene complete di zoccolo in pietra arenaria e culminanti con capitelli d’ordine ionico. Le lesene terminano con la cornice marcapiano che divide la facciata su due livelli.
In quello inferiore vi è il grande portale in pietra di Sarnico sagomata barocco con colonne d’ordine dorico complete di modiglioni e timpano. Al suo interno sono custodite diverse pregevoli opere pittoriche, alcune di particolare importanza per sia per l’autore che per la qualità pittorica: come la Madonna e S. Caterina di Giovan Battista Moroni (3.a foto da sinistra) del 1578, la Madonna in trono di Bartolomeo Vivarini (2.a foto da sinistra) del 1485, l’Educazione della Vergine con i santi Anna e Gioacchino di Giovanni Carnovali detto il Piccio, (4.a foto da sinistra) datato 1826 e la coeva tela della Presentazione di Gesù al tempio di Francesco Coghetti.
Laterale all’ingresso la tela di Giuseppe Carnelli che raffigura Gesù Cristo Crocifisso. Nella controfacciata, sopra il portale vi è la tela seicentesca di Pietro Ricchi raffigurante Martirio di S. Bartolomeo. La cappella di Sant’Antonio ospita la tavola San Pietro in trono (5.a foto da sinistra) parte del Polittico di Cornalba di Cristoforo Caselli che era composto da sette tavole, originariamente destinate alla chiesa di Cornalba, poi disperse in varie parti. Di Fra Massimo da Verona è la tela raffigurante S. Timoteo e altri santi su uno sfondo di paesaggio.