Riflessione del giorno

Sabato 14 marzo 2026

By Patronato S. Vincenzo

March 14, 2026

 

III Settimana di quaresima

 

Avvenne il 14 marzo…

1489 – La regina di Cipro, Caterina Cornaro, vende il suo regno alla Repubblica di Venezia;

1492 – La regina Isabella I di Castiglia ordina ai 150.000 sudditi ebrei di convertirsi al cristianesimo, pena l’espulsione;

1861 – Il Tricolore diviene la bandiera del Regno d’Italia

1943 – 2.a guerra mondiale: i tedeschi liquidano il Ghetto di Cracovia; migliaia di ebrei inviati nei campi di sterminio

1972 – G. Giacomo Feltrinelli, editore e fondatore dei Gruppi d’Azione Partigiana, rimane ucciso da un’esplosione presso un traliccio dell’alta tensione a Segrate (Milano);

 

Aforisma dei padri del deserto

«Chi considera piccoli certi peccati, rischia di collezionarne un’infinità, fino a bloccare l’accesso sulla strada della santità».

 

Santo del giorno

 

Preghiera Colletta

O Dio, nostro Padre, che nella celebrazione della Quaresima ci fai pregustare la gioia della Pasqua, donaci di contemplare e vivere i misteri della redenzione per godere la pienezza dei suoi frutti. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen.

 

Parola di dio Matteo 18,9-14

In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri: «Due uomini salirono al tempio a pregare: l’uno era fariseo e l’altro pubblicano.

Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”.

Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”. Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato».

 

Riflessione Mons. Ravasi da “il mattutino”

Satana è molto spirituale. La sua natura è la stessa di un puro spirito. In lui non vi è neppure un’oncia di materia. Non ha propensione per il materialismo banale. E quindi – ci si può scommettere – la spiritualità è il suo stratagemma. Ci si potrà sorprendere, ma è difficile contestare queste righe del libro La fede dei demoni (Marietti 1820, 2010) del filosofo francese Fabrice Hadjadj, nato nel 1971, di origine ebraica, convertito dall’ateismo al cattolicesimo.

Satana, come insegna la dottrina tradizionale, è «puro spirito»; perciò, non è così ingenuo da affidarsi al materialismo greve per convertire a sé le persone più avvedute. No, sceglie spesso un’altra via, quella dello spiritualismo etereo, magico, esoterico che colma ormai intere biblioteche specializzate e si vende persino su eBay.

Egli, allora, propone una sua fede, lasciando da parte gli attrezzi arrugginiti di un certo ateismo alla “Unione Atei Agnostici Razionalistici” che sa tanto di vecchia congrega miscredente e gaudente («Dio non c’è: goditi la vita!»). Satana predilige, invece, una spiritualità individualistica, egoistica, snob e detesta la “carnalità” cristiana che costringe a sporcarsi le mani nel curare malati, a varcare soglie di carcere rovinandosi la reputazione interessandosi ai colpevoli, a impantanarsi negli spazi fangosi riservati ai nomadi, a curare vecchi bavosi, servendo a mensa brutti ceffi affamati.

Eppure, il Dio cristiano del Natale si nasconde proprio lì, nella carne degli ultimi della terra, lui che ha scelto di finire sull’equivalente di allora della sedia elettrica. Aveva ragione un altro filosofo più celebre, l’austriaco Ludwig Wittgenstein: «Il cristianesimo non è una dottrina, né una teoria sull’anima umana. È la descrizione di un evento reale nella vita dell’uomo».

 

Intenzione di preghiera

Preghiamo perché i nuovi pericolosi fuochi di guerra divampati in Medio Oriente tra Pakistan e Afghanistan siano spenti prima possibile dal ricorso al dialogo e alla diplomazia.

 

Don’t Forget! L’angolo della memoria del Patronato S. Vincenzo

 

CORETTI RODOLFO + 9-3-2016

Ex-allievo di don Bepo

BERTA EMILIO + 10-3-2020

Nipote di don Antonio Berta e collaboratore a Ciudad de los Niños di Cochabamba in Bolivia

FUMAGALLI ALESSANDRO + 11-3-2020

Collaboratore e grande amico del Patronato S.V. 

CAO PIETRO + 11-3-1999

Vicerettore nel PSV del Comune di Endine che gli ha dedicato la Biblioteca del paese per meriti letterari

BOTTINI MARIO + 15-3-2020

Ex-allievo di don Bepo

PIZIO LUIGI + 15-3-2020

Ex-allievo di don Bepo