Riflessione del giorno

Sabato 16 maggio 2026

By Patronato S. Vincenzo

May 15, 2026

 

VI Settimana di Pasqua

 

Avvenne il 16 maggio…

218 – A Raphana, Siria, Eliogabalo è acclamato imperatore romano dalla Legio III Gallica.

1204 – Baldovino IX di Fiandra è incoronato 1° imperatore dell’Impero latino di Costantinopoli.

1527 – I fiorentini scacciano per la 2.a volta i Medici, ristabilendo una forma di governo repubblicana;

1532 – Sir Thomas More si dimette dalla carica di Lord cancelliere d’Inghilterra;

1929 – Los Angeles: si tiene la 1ª edizione della cerimonia di premiazione degli Oscar.

1943 – La rivolta del ghetto di Varsavia viene soffocata nel sangue dalle forze tedesche.

 

Aforisma di Metastasio (+1782)

«Se a ciascun l’interno affanno si leggesse in fronte scritto, quanti mai, che invidia fanno, ci farebbero pietà».

 

Santi del giorno

 

Preghiera Colletta

O Signore, disponi sempre al bene i nostri cuori, perché, nel continuo desiderio di elevarci a te, possiamo vivere pienamente il mistero pasquale. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio che è Dio e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

 

Parola di Dio Giovanni 16,23-28

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «In verità, in verità io vi dico: se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà. Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena.

Queste cose ve le ho dette in modo velato, ma viene l’ora in cui non vi parlerò più in modo velato e apertamente vi parlerò del Padre. In quel giorno chiederete nel mio nome e non vi dico che pregherò il Padre per voi: il Padre stesso infatti vi ama, perché voi avete amato me e avete creduto che io sono uscito da Dio. Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio di nuovo il mondo e vado al Padre».

 

Riflessione don Bruno Ferrero 

Alla fine dei tempi, miliardi di persone furono portate su di una grande pianura davanti al trono di Dio. Tutto era pronto per il Giudizio Universale. Molti indietreggiarono davanti a quel bagliore, ma alcuni in prima fila parlavano in modo concitato, non con timore, ma con fare provocatorio. “Può Dio giudicarci? Ma cosa ne sa lui della sofferenza?”, sbottò una giovane donna. Si tirò su una manica per mostrare il numero tatuato di un campo di concentramento nazista. “Abbiamo subito il terrore, le bastonature, la tortura e la morte!”. In un altro gruppo un giovane nero fece vedere il collo. “E che mi dici di questo?”, domandò mostrando i segni di una fune. “Linciato.

Per nessun altro crimine se non per quello di essere un nero!”. In un altro schieramento c’era una studentessa in stato di gravidanza con gli occhi consumati dal pianto. “Perché dovrei soffrire?” mormorò “Non fu colpa mia”. Più in là nella pianura c’erano centinaia di questi gruppi. Ciascuno di essi aveva dei rimproveri da fare a Dio per il male e la sofferenza che egli aveva permesso in questo mondo. Come era fortunato Dio a vivere in un luogo dove tutto era dolcezza e splendore, dove non c’era né pianto, né dolore, né fame, né odio o ingiustizie! Che ne sapeva Dio di tutto ciò che l’uomo aveva dovuto sopportare in questo mondo? Dio conduce una vita molto comoda, dicevano.

Ciascun gruppo mandò avanti il proprio rappresentante, scelto per aver sofferto in misura maggiore. Un ebreo, un nero, una vittima di Hiroshima, un artritico orribilmente deformato, un bimbo cerebroleso. Si radunarono al centro della pianura per consultarsi tra loro. Alla fine erano pronti a presentare il loro caso.  Era una mossa intelligente. Prima di poter essere in grado di giudicarli, Dio avrebbe dovuto sopportare tutto quello che essi avevano sopportato. 

Dio doveva essere condannato a vivere sulla terra. “Fatelo nascere ebreo. Fate che la legittimità della sua nascita venga posta in dubbio. Dategli un compito, una missione tanto difficile che, quando la intraprenderà, persino la sua famiglia pensi che debba essere impazzito. Fate che venga tradito dai suoi amici più intimi.  Fate che debba affrontare accuse, che venga giudicato da una giuria fasulla e che venga condannato da un giudice codardo. Fate che sia torturato. Infine, fategli capire che cosa significa sentirsi terribilmente soli. Poi fatelo morire.

Fatelo morire in un modo che non possa esserci dubbio sulla sua morte. Fate che ci siano dei testimoni a verifica di ciò”. Mentre ogni singolo rappresentante annunciava la sua parte di discorso, mormorii di approvazione si levavano dalla moltitudine delle persone riunite. Quando l’ultimo ebbe finito ci fu un lungo silenzio. Nessuno osò dire una sola parola. Perché improvvisamente tutti si resero conto che Dio aveva già rispettato tutte le condizioni. “Venite con me, tutti voi che siete affaticati e oppressi: io vi farò riposare” rispose allora il Signore a tutta quella moltitudine. 

 

Intenzione di preghiera

Preghiamo perché l’ateismo ideologico e pratico, l’indifferenza religiosa, l’agnosticismo dilaganti lascino posto alla ricerca di Dio, all’ascolto della sua Parola, all’obbedienza ai suoi comandi. 

 

Don’t Forget! Foto della settimana

Giovedì 14-5-’26 Pechino, Cina.         

Il presidente Usa DONALD TRUMP cammina col suo omologo cinese XI JINPING al Tempio del Cielo, durante la visita istituzionale nel paese

AP PHOTO / MARK SCHIEFELBEIN

 

Giovedì 14-5-’26 Roma, Italia

PAPA LEONE XIV attraversa la città universitaria di Roma, sede dell’Università La Sapienza, per incontrare docenti e studenti nel campus

AP PHOTO GREGORIO BORGIA