Riflessione del giorno

Sabato 24 ottobre 2026

By Patronato S. Vincenzo

October 23, 2026

 

29.a settimana t. ordinario

 

Avvenne il 24 ottobre…

79 – L’eruzione del Vesuvio distrugge Pompei, Ercolano, Stabia e Oplontis.

1648 – Firma della Pace di Vestfalia (tre trattati) che mette fine della guerra dei trent’anni

1929 – Giovedì nero: crollo della Borsa di Wall Street

1945 – Ratificato dai paesi firmatari lo Statuto delle Nazioni Unite che dà vita alle Nazioni Unite

1956 – L’Unione Sovietica invade l’Ungheria

1970 – Salvador Allende viene eletto presidente del Cile;

1980 – Il governo polacco legalizza il sindacato Solidarność

 

Aforisma di S. Lugi Guanella

«La fantasia è la pazza di casa che, se non si domina, sconvolge tutto l’ordine delle cose e non lascia operare il bene».

 

Santo del giorno

 

Preghiera Colletta

O Padre, a te obbedisce ogni creatura nel misterioso intrecciarsi delle libere volontà degli uomini; fa’ che nessuno di noi abusi del suo potere, ma ogni autorità serva al bene di tutti, secondo lo Spirito e la parola del tuo Figlio, e l’umanità intera riconosca a te solo come unico Dio. Per il nostro Signore Gesù Cristo che è Dio, e vive e regna con te nell’unità dello Spirito Santo per i secoli dei secoli. Amen

 

Parola di dio Lc 13,1-9 

In quel tempo, si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subìto tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Siloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».

Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Taglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”».

 

Riflessione Mattutino di Monsignor Ravasi

L’arte dello scrivere è omettere, omettere, omettere. Prima che a scrivere imparate a pensare. Devo confessarlo io per primo: nella mia vita ho scritto un piccolo oceano di parole e qualche volta mi propongo di entrare in quel silenzio che diventa purificazione e dieta dell’anima. Anche perché, prima o poi, sarà la natura stessa a condurmi a quell’orizzonte di quiete, attraverso la vecchiaia, la debilità della mente e l’allontanamento dei lettori o degli ascoltatori. Oggi, però, non voglio parlare solo a me stesso, ma un po’ a tutti, anche a coloro che al massimo hanno scritto solo i temi in classe, quand’erano alunni, o qualche lettera.

Innanzitutto assegniamo la paternità alle due frasi che ho citato: la prima è di uno che sapeva scrivere e bene, Robert L. Stevenson, sì, l’inventore ottocentesco del dott. Jekyll e di mister Hyde o dell’Isola del tesoro; l’altra è del poeta francese del ‘600 Nicolas Boileau. La lezione valida per tutti è una sola: bisogna essere attenti al rischio della verbosità, della prolissità, dell’eccesso. Certo, questo vale innanzitutto per i predicatori e gli oratori che spesso danno in lunghezza ciò che non sanno in profondità.

Ma c’è anche una chiacchiera comune che diventa prevaricazione e indiscrezione. Non si dice di essere laconici e taciturni sempre, ma guai a scivolare sulla china dei logorroici e dei parolai. In quel fiume grigiastro, da un lato, spesso s’annida la serpe di una parola sbagliata o cattiva, e d’altro lato, si manifesta, come dice Boileau, l’assenza di pensiero. La sobrietà è una dote della vita ma anche del linguaggio”.  

 

Intenzione di preghiera

Preghiamo per questo nostro mondo dove quelli che iniziano ina guerra non riescono più a finirla: perché il Signore porti a termine ciò che noi non siamo più capaci di fare e ci doni la pace.

 

Don’t Forget! MARTEDÌ 20 OTTOBRE TAIZ, YEMEN

Alcune persone tra le macerie delle loro case, colpite da un attacco missilistico degli Houthi 

AP PHOTO / MARZOUQ AL JABRI