Riflessione del giorno

Sabato 28 marzo 2026

By Patronato S. Vincenzo

March 28, 2026

V settimana di Quaresima

 

Avvenne il 28 marzo…

1672 – Carlo II Stuart, re di G. Bretagna, dichiara guerra alle Province Unite: inizia la guerra d’Olanda (1672-1678);

1871 – La Comune di Parigi abolisce la coscrizione obbligatoria.

1959 – La Cina blocca la rivolta popolare tibetana e scioglie il governo del Tibet. Il Dalai Lama ripara in esilio in India.

1979 – Incidente nella centrale elettronucleare di Three Mile Island, in Pennsylvania, USA.

1997 – Naufragio di una motovedetta albanese nel canale d’Otranto a seguito della collisione con la corvetta italiana Sibilla: degli 81 morti, solo 54 corpi verranno recuperati.

 

Aforisma di S. Bernardo

“L’impunità provoca la temerarietà e questa apre la via a ogni eccesso.”.”

 

Santo del giorno

 

Preghiera Colletta

O Dio, che hai fatto di tutti i rinati in Cristo la stirpe eletta e il sacerdozio regale, donaci il desiderio e la forza di compiere ciò che comandi, perché il tuo popolo, chiamato alla vita eterna, sia concorde nella fede e nelle opere. Per il nostro Signore Gesù Cristo tuo Figlio che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

Parola di Dio Giovanni 10,31-42

In quel tempo, molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che Gesù aveva compiuto, [ossia la risurrezione di Lazzaro,] credettero in lui. Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quello che Gesù aveva fatto. Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinedrio e dissero: «Che cosa facciamo? Quest’uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione». Ma uno di loro, Càifa, che era sommo sacerdote quell’anno, disse loro: «Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!». Questo però non lo disse da sé stesso, ma, essendo sommo sacerdote quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo. Gesù dunque non andava più in pubblico tra i Giudei, ma da lì si ritirò nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Efraim, dove rimase con i discepoli. Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: «Che ve ne pare? Non verrà alla festa?».

 

Riflessione Mattutino di Monsignor Ravasi

O privilegio del genio! Quando si è appena ascoltato un brano di Mozart, quel silenzio pieno di stupore, che per qualche attimo subentra, è stato scritto ancora da lui. Siamo in molti ad amare senza “se” e senza “ma” il genio di Mozart e, quindi, non possiamo non condividere questa nota curiosa ma vera di un personaggio dai mille risvolti come Sacha Guitry (1885-1957), commediografo, poeta, saggista, attore e regista. Quel silenzio colmo di stupore, che ti penetra nell’anima dopo aver ascoltato un brano di questo musicista che visse solo 35 anni, genera due sentimenti diversi. Da un lato, non può che lasciarci attoniti davanti alla grandezza del genio, un dono divino, un riflesso luminoso della trascendenza, un segno della bellezza suprema aperta a tutti perché la lingua della musica è universale. A livello più modesto, dovrebbe scattare anche la necessità di lodare, di esaltare, di riconoscere – senza la meschinità della gelosia – tutti i doni, i “carismi”, che il Creatore effonde in tante persone, anche a noi vicine. D’altro lato, ascoltando Mozart, ma anche seguendo tutto ciò che l’arte o la grande scienza hanno creato, dovrebbe sbocciare in noi quel fiore timido ma spesso calpestato che è l’umiltà, la consapevolezza dei propri limiti, la modestia. A questo ci costringe ogni confronto col genio. Ma dicevamo che questo fiore è calpestato non solo da chi dovrebbe essere umile, ma anche dagli altri. È divertente ma pungente l’apologo di un altro grande, Cechov: «Si decise di festeggiare un uomo molto modesto. Soltanto alla fine del pranzo ci si accorse che ci si era dimenticati di invitare proprio lui, il festeggiato!».      

    

Intenzione di preghiera

Preghiamo perché il nostro frequentare la Chiesa e ricevere i sacramenti produca frutti visibili di conversione a Dio e di comunione con i fratelli.

 

Don’t Forget!

LUNEDÌ 23 MARZO – AHMEDABAD, INDIA

Motociclisti e automobilisti in coda per il rifornimento alla pompa di benzina: le conseguenze della guerra in Iran arrivano dappertutto, anche in India. AP/AJIT SOLANKI