Riflessione del giorno

Sabato 6 giugno 2026

By Patronato S. Vincenzo

June 05, 2026

 

IX Settimana del T. Ordinario

 

Avvenne il 6 giugno…

1878 – Apre la tranvia Milano-Gorgonzola-Vaprio, la prima a vapore in Italia.

1944 – Le truppe alleate sbarcano in Normandia.

1949 – Viene pubblicato il romanzo di George Orwell 1984.

1978 – Udine: ucciso il maresciallo di polizia penitenziaria Antonio Santoro da Cesare Battisti.

1982 – Il ministro della difesa israeliana Ariel Sharon inizia l’Operazione Pace in Galilea in Libano.

2000 – La suora cattolica Maria Laura Mainetti viene martirizzata da tre sataniste a Chiavenna

 

Aforisma di Cechov

“I pregiudizi e tutte le brutture della vita sono utili, perché col tempo si trasformano in qualcosa di utile, come il letame in humus”.

 

Santo del giorno

 

Preghiera Colletta

O Dio, che nella tua provvidenza tutto disponi secondo il tuo disegno di salvezza, ascolta la nostra umile preghiera: allontana da noi ogni male e dona ciò che giova al nostro vero bene. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen

 

Parola di Dio Marco 12,38-44

Gesù [nel tempio] diceva alla folla nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa». Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete.

Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo. Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».

 

Riflessione Di Monsignor Ravasi “Mattutino” 

Dio poteva obbligare gli uomini a obbedire come fanno le stelle. Egli, invece, si è fatto uomo e ha deposto la sua onnipotenza all’uscio delle case degli uomini. L’onnipotente che regge il cosmo se ne va come un mendicante tra la folla delle anime umane chiedendo come elemosina di spartire le ricchezze misteriose del suo essere. Quel Giovanni evangelista che oggi si festeggia è colui che ha scritto una delle frasi più celebri della storia umana: «Il Verbo divenne carne e pose la sua tenda in mezzo a noi», in quel mondo in cui sono accampati i figli e le figlie dell’uomo.

Da allora egli si è messo a pellegrinare di tenda in tenda, di casa in casa, bussando alle nostre porte per essere invitato a mensa, reggendo tra le mani il dono della sua eternità (Apocalisse 3,20). Ma, proprio perché non ci ha creati come stelle che sanno solo dire «Eccomi!», simili a sentinelle senza libertà (Baruc 3,34-35), egli è pronto a sentirsi dire di no, anzi, ad essere persino cacciato in malo modo. Tutto questo è evocato nelle intense righe citate dal Roveto ardente, un’opera che la scrittrice norvegese Sigrid Undset pubblicò nel 1930 a cinque anni dalla sua conversione al cattolicesimo e a due dal Nobel per la letteratura.

Scegliamo solo il simbolo dell’uscio al quale anche oggi vengono a bussare mendicanti, stranieri, ma anche conoscenti forse bisognosi solo di un po’ di comprensione e calore. Purtroppo, anche con qualche ragione, siamo diventati sospettosi, abbiamo blindato le porte, reagiamo con diffidenza. E, così, spesso ignoriamo che era passato proprio Lui celato sotto i lembi cadenti di quei miserabili. Per questo, la tradizione giudaica invitava a lasciar socchiuso l’uscio di casa durante la cena pasquale: se fosse venuto, il Messia avrebbe trovato la porta aperta e accogliente; altrimenti, un povero sarebbe entrato recando la stessa luce del Messia.”. 

 

Intenzione di preghiera

Preghiamo perché i battezzati non dimentichino che la confessione, oltre a perdonare i peccati, spiana il cammino di fronte a difficoltà e problemi e ristabilisce la pace.

 

Don’t Forget! Foto della settimana

MARTEDÌ 2 GIUGNO : L’AVANA, CUBA

Un’immagine commovente, ma che fa capire come la condizione della gente sull’isola caraibica sia al limite della disperazione: due ragazzi che trasportano del pesce appena pescato come se fosse un trofeo 

AP PHOTO / RAMON ESPINOSA