Riflessione del giorno

Sabato19 settembre 2026

By Patronato S. Vincenzo

September 18, 2026

 

24.a settimana t. ordinario

 

Avvenne il 19 settembre…

1356 – Gli inglesi sconfiggono i francesi nella battaglia di Poitiers.

1893 – La Nuova Zelanda è la prima nazione al mondo a concedere il voto alle donne.

1973 – Carlo XVI Gustavo di Svezia viene incoronato re.

1991 – Viene scoperta, ai piedi del Similaun, la Mummia del Similaun da due coniugi tedeschi

1994 – Pubblicata la dimostrazione dell’Ultimo teorema di Fermat ad opera di Andrew Wiles;

2022 – Londra: funerali della regina Elisabetta II scomparsa a 96 anni e dopo 70 di regno

 

Aforisma di S. Ildegarda di Bingen

“La natura intera è a disposizione dell’umanità. Dobbiamo lavorare insieme a lei, perché senza di lei non possiamo sopravvivere”.

 

Santo del giorno

 

Preghiera Colletta

O Dio, creatore e Signore dell’universo, volgi a noi il tuo sguardo, e fa’ che ci dedichiamo con tutte le forze al tuo servizio per sperimentare la potenza della tua misericordia. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen

 

Parola di dio Luca 8,4-15

Poiché una grande folla si radunava e accorreva a lui gente da ogni città, Gesù disse con una parabola: «Il seminatore uscì a seminare il suo seme. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada e fu calpestata, e gli uccelli del cielo la mangiarono. Un’altra parte cadde sulla pietra e, appena germogliata, seccò per mancanza di umidità. Un’altra parte cadde in mezzo ai rovi e i rovi, cresciuti insieme con essa, la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono, germogliò e fruttò cento volte tanto». Detto questo, esclamò: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!».

I suoi discepoli lo interrogavano sul significato della parabola. Ed egli disse: «A voi è dato conoscere i misteri del regno di Dio, ma agli altri solo con parabole, affinché vedendo non vedano e ascoltando non comprendano. Il significato della parabola è questo: il seme è la parola di Dio. I semi caduti lungo la strada sono coloro che l’hanno ascoltata, ma poi viene il diavolo e porta via la Parola dal loro cuore, perché non avvenga che, credendo, siano salvati.

Quelli sulla pietra sono coloro che, quando ascoltano, ricevono la Parola con gioia, ma non hanno radici; credono per un certo tempo, ma nel tempo della prova vengono meno. Quello caduto in mezzo ai rovi sono coloro che, dopo aver ascoltato, strada facendo si lasciano soffocare da preoccupazioni, ricchezze e piaceri della vita e non giungono a maturazione. Quello sul terreno buono sono coloro che, dopo aver ascoltato la Parola con cuore integro e buono, la custodiscono e producono frutto con perseveranza.

 

Riflessione di Monsignor Ravasi “Mattutino”

Ciò che l’esperienza e la storia insegnano è questo: che uomini e governi non hanno mai imparato nulla dalla storia, né mai agito in base a principi da essa dedotti. Queste parole del filosofo tedesco Georg W.F. Hegel sono tratte dalle sue Lezioni sulla filosofia della storia. Non male per un pensatore convinto che la storia fosse in un crescendo dinamico ascendente! Il nostro poeta Montale non meno pessimisticamente osservava che il detto latino historia magistra vitae è illusorio: «La storia non è magistra / di niente che ci riguardi. / Accorgersene non serve / a farla più vera e più giusta».

È indubbio che da secoli l’umanità ripete con caparbietà gli stessi errori, moltiplica con pertinacia gli stessi crimini, perdura in un autolesionismo che nessuna “civiltà” riesce a bloccare. Mi ricordo che una delle volte in cui sono passato da Ankara e dal sontuoso ed enfatico memoriale dedicato ad Atatürk, il padre della Turchia moderna, una guida mi tradusse una delle frasi di quel mausoleo: «La spada della giustizia colpisce talvolta gli innocenti, ma la spada della storia colpisce i deboli». Quello che per noi sarebbe un atto esecrando, forse veniva proposto come un monito a non essere deboli e vittime ma potenti e vincitori.

La lunga scia di sangue della storia a un cristiano e a un uomo di pace dev’essere, invece, stimolo per non rassegnarsi. Lasciarsi trascinare da quel flusso inarrestabile, abbandonarsi allo scoraggiamento o all’indifferenza non può che continuare a generare mostri. Il piccolo gesto di amore, di giustizia, di non violenza, di perdono è, sì, una goccia nel mare ma tante gocce possono cambiare il colore del mare. 

 

Intenzione di preghiera

Preghiamo perché in un mondo che non fa sconti a nessuno i cristiani si distinguano per la loro capacità di chiedere perdono a Dio e di perdonare al prossimo.

 

Don’t Forget! Foto della settimana

MERCOLEDÌ 16 SETTEMBRE CITTÀ DEL MESSICO

La folla allo Zócalo, la piazza principale della città, guarda Claudia Sheinbaum presidente del Messico sul balcone del Palazzo Nazionale mentre pronuncia il tradizionale Grito de Dolores, dando il via alle celebrazioni per il giorno dell’Indipendenza AP PHOTO/EDUARDO VERDUGO