Da bambini siamo stati educati da proverbi del tipo: «Una sola mela marcia rovina il cesto». Questo a parole, perché poi capitava che la maestra mettesse l’alunno a modo e diligente nel banco insieme alla «mela marcia» del ripetente svogliato e manesco…
Decisione discutibile che un risultato però lo produceva: l’allievo bravo per sopravvivere se lo ingraziava permettendogli di copiare e aiutandolo a fare i compiti, col risultato che a fine anno era finalmente promosso.
Qualcosa del genere sta capitando in Patronato dove un bravo giovane africano ha preso sul serio l’adorazione continua, rimanendo quotidianamente in preghiera da mezzanotte alle 4,00 a.m. Il suo compagno di stanza, vedendolo rientrare a quell’ora, gli ha chiesto spiegazioni e, colpito dalla sua decisione, pur essendo tutt’altro che devoto, ha deciso di imitarlo; così alle 4,00 lo sostituisce rimanendo in chiesa fino alle 5,30.
Altri 5 o 6 ospiti africani, senza nessuna pressione esterna, si sono lasciati «contagiare» dal comportamento dei due, col risultato che i turni di adorazione da mezzanotte alle 7,30 ora sono tutti coperti. In questi casi (e non solo grazie a Dio) il proverbio della mela marcia vale solo per le mele, non per le persone.