Riflessione del giorno

venerdì 14 maggio ’21

By Patronato S. Vincenzo

May 13, 2021

 

Sesta Settimana di Pasqua

 

Proverbio del giorno (Piemonte)

Chi ved sent e tas, a ten ‘l mùnd ‘n pas – Chi vede ascolta e tace, mantiene il mondo in pace.

 

Preghiera del giorno (S. Agostino)

Signore mio Dio, unica mia Speranza, fa’ che stanco non smetta di cercarti, ma cerchi il tuo Volto sempre con ardore.

Dammi la forza di cercare te, che ti sei fatto incontrare e mi hai dato speranza di sempre più incontrarti.

Davanti a te sta la mia forza e la mia debolezza: conserva quella, guarisci questa. Davanti a te sta la mia scienza e la mia ignoranza: dove mi hai aperto, accoglimi al mio entrare, dove mi hai chiuso, aprimi quando busso.

Fa’ che mi ricordi di te, che intenda te, che ami te. Grazie, Signore, noi ti adoriamo e crediamo in te! Amen.

 

 

La Parola di Dio del giorno – Giovanni 15,9-17

Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore.

Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.

Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi.

Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando.

Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.

Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda.

Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

 

Riflessione del giorno (Abitare le parole N. Galantino)

«Adversae res edomant et docent; secundae res trudere solent a recte consulendo atque intelligendo». «Le avversità domano e ammaestrano; le cose favorevoli sviano dal pensare e dal comprendere rettamente».

Quanti, in una vita segnata da avversità, sarebbero disposti a far proprie queste parole di Catone il Vecchio? Soprattutto se l’avversità ha il volto della delusione per un tradimento, della lacerazione per la perdita improvvisa di una persona cara o della malattia che sembra precludere ogni prospettiva di ripresa.

Le avversità non sono di per sé sinonimo di crescita. Anzi, con una certa frequenza si trasformano in rabbia, cinismo e aggressività.

Per quanto negativi, si tratta di emozioni e di atteggiamenti che attendono di essere riconosciuti ed accettati e l’invito a trasformare gli ostacoli in potenzialità e le avversità in opportunità rischia di essere una comoda ma inconcludente via di fuga, finché non ci si decide a considerare parte della propria vita la rabbia, la tristezza o la sofferenza che le avversità portano con sé.

Tentare solo di reprimerle vuol dire sentirsi presto chiamati a prendere atto che ci stiamo logorando dall’interno, perdendo altri pezzi di noi.

E se ingaggiassimo con noi stessi una faticosa ma nobile battaglia alla ricerca di nuove strade per ricomporci in modo diverso, risollevandoci dopo eventi negativi, senza sottostimare quanto di bello colora le nostre giornate?

 

Intenzione di Preghiera per il giorno

Per coloro che hanno abbandonato il sacerdozio o la vita religiosa, perché con l’aiuto della comunità cristiana, non perdano la via che li porta a Dio.

 

Don’t Forget! – Paesi in conflitto: BRASILE