Riflessione del giorno

Venerdì 17 aprile 2026

By Patronato S. Vincenzo

April 17, 2026

 

II Settimana di Pasqua

 

Avvenne il 17 aprile…

1524 – Giovanni da Verrazzano raggiunge il porto di New York

1848 – Viene abbattuto il muro che circondava il Ghetto ebraico di Roma

1961 – Crisi dei missili di Cuba/Baia dei Porci: inizia l’invasione di Cuba (fallita)

1975 – La Cambogia cade in mano ai Khmer rossi: inizia il periodo più buio per il paese

2003 – Papa Giovanni Paolo II pubblica l’enciclica Ecclesia de Eucharistia

 

Aforisma di S. Roberto di Molesme

“A Dio, o si dà tutto o non si dà nulla. Sii un santo”.

 

Santo del giorno

 

Preghiera Colletta

O Dio, speranza e luce di chi ti cerca con cuore sincero, donaci di innalzare una preghiera a te gradita e di esaltarti sempre con il servizio della lode. Per il nostro Signore Gesù Cristo tuo Figlio che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

 

Parola di Dio del giorno Giovanni 6,1-15

In quel tempo, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberiade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei. Allora Gesù, alzati gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere.

Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo». Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini. Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto».

Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato. Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.

 

Riflessione don Arturo commenta don Bepo

«Il nostro posto nel creato. Ogni cosa è creata a gloria di Dio. Noi siamo creati allo stesso fine. Ma ogni cosa rende gloria a Dio secondo la sua natura. Il nostro fine particolare per la salvezza dei fratelli».  don Giuseppe Vavassori – (3 dicembre 1960).

Il Fondatore del Patronato indica con chiarezza il posto di ogni essere umano nel mondo e la finalità: rendere gloria a Dio partecipando alla missione di Cristo, venuto non per dominare il mondo, ma per salvarlo e portare la “civiltà dell’amore”. Don Bepo sa che rendere gloria a Dio comporta una lotta per la Verità, per la Giustizia e per l’Amore. Solo alla fine, quando “Dio sarà tutto in tutto” tutto sarà nella luce. Allora vedremo Dio così come egli è. Don Giò Bertocchi confida al suo diario che la sua vita «trova più senso se riesce a farsi dono e testimonianza per qualcun altro».

E aggiunge: «Adesso ho il mondo che aspetta, di fronte a me».  In quei giorni aveva partecipato alle giornate di animazione vocazionale, dette di orientamento e ripensando a quella importante l’esperienza scrive: «Spero possa darmi ancora così tanto anche durante l’anno prossimo.  Ho deciso che la colomba di legno (un ciondolo) che ci hanno dato come simbolo di questi tre giorni, sarà per me anche richiamo e simbolo della mia promessa».  (Diario 17 – 07 -1997). 

Dopo una immersione nel clima della spiritualità francescana ad Assisi, annota: «Ogni volta che torno ad Assisi, molte domande e poche risposte.  O, forse, sempre la stessa risposta. (diario 31-8-93). Quale? Quella da lui musicata su testo ispirato da mons. Moioli: «Francesco hai pianto per passione…Francesco insegnaci ad amare. Francesco corri per le strade…Francesco insegnaci a ballare. Francesco lodi il tuo Signore… Francesco insegnaci a cantare. Francesco, piccolo giullare rendici di nuovo bambini, piccolo giullare di Dio». 

 

Intenzione di preghiera

Preghiamo perché le giovani generazioni tentate di indifferenza religiosa o di apostasia, affinché sappiano rivolgersi a colui che Dio ha mandato, Gesù Cristo nostro Signore.

 

DON’T FORGET! Foto della settimana

MERCOLEDÌ 15 APRILE – YAOUNDÉ, CAMERUN

Fedeli espongono un cartellone di benvenuto per papa Leone XIV, in arrivo in aeroporto per una tappa del suo viaggio apostolico in Africa AP PHOTO / ANDREW MEDICHINI