24.a settimana t. ordinario
Avvenne il 18 settembre…
324 – Costantino I sconfigge Licinio a Crisopoli e diviene l’unico imperatore dell’Impero romano;
1860 – Le truppe sabaude sconfiggono quelle pontificie nella battaglia di Castelfidardo.
1906 – Un ciclone tropicale e lo tsunami che provoca, uccide 10.000 persone a Hong Kong.
1931 – Il Giappone, a seguito dell’incidente di Mukden, occupa la Manciuria.
1938 – A Trieste, Mussolini annuncia l’imminente promulgazione delle Leggi razziali fasciste.
2014 – Gli elettori di Scozia votano ‘No’ (55,3%) al referendum per l’indipendenza dal Regno Unito.
Aforisma del giorno
“L’obbedienza è la virtù che più tormenta il demonio. E l’esorcismo più efficace per scacciarlo dagli ossessi è il dirgli: “Io sono venuto qua per obbedienza e per questo tu devi uscir fuori”.
Santo del giorno
Giuseppe Maria Desa nacque il 17-6-1603 a Copertino (Lc) in una stalla del paese. Il padre fabbricava carri. Rifiutato da alcuni Ordini per «la sua poca letteratura» (aveva dovuto abbandonare la scuola per povertà e malattia), venne accettato dai Cappuccini, ma dimesso per «inettitudine» dopo un anno.
Accolto come Terziario e inserviente nel conventino della Grotella, riuscì a essere ordinato prete. Aveva manifestazioni mistiche che continuarono per tutta la vita e, unite alle preghiere e alla penitenza, diffusero la sua fama di santità. Giuseppe levitava da terra per le continue estasi.
Così, per decisione del S. Uffizio venne trasferito di convento in convento fino a quello di S. Francesco in Osimo. Giuseppe da Copertino ebbe il dono della scienza infusa, per cui gli chiedevano pareri perfino i teologi e seppe accettare la sofferenza con estrema semplicità. Morì il 18-9-1663 a 60 anni; fu beatificato nel 1753 da papa Benedetto XIV e proclamato santo nel 1767 da papa Clemente XIII.
Preghiera Colletta
O Dio, creatore e Signore dell’universo, volgi a noi il tuo sguardo, e fa’ che ci dedichiamo con tutte le forze al tuo servizio per sperimentare la potenza della tua misericordia. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen
Parola di dio Luca 8,1-3
In quel tempo, Gesù se ne andava per città e villaggi, predicando e annunciando la buona notizia del regno di Dio. C’erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria, chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti sette demoni; Giovanna, moglie di Cuza, amministratore di Erode; Susanna e molte altre, che li servivano con i loro beni.
Riflessione di Fulvio Ferrario: l suicidio del Protestantesimo
In Germania tra coloro che sono membri della Chiesa, e dunque pagano la relativa tassa ecclesiastica, la percentuale di protestanti che frequenta regolarmente il culto oscilla, nell’ultimo decennio, tra il 2,4% e il 3,5%; Nel Cattolicesimo, è sul l 7%: bassa, ma migliore rispetto alle Chiese della Riforma. Si può affermare che al cuore del processo di scristianizzazione d’Europa c’è l’auto-secolarizzazione della Chiesa, in particolare di quella protestante o, detto in termini più espliciti, il suo suicidio. Da alcune parti si rileva che, storicamente, la frequenza liturgica non svolge, nella spiritualità protestante, un ruolo identico a quello che riveste in ambito cattolico: da sempre, esiste una passione protestante per la santificazione nella vita secolare. Il Protestantesimo, poi, non conosce un «precetto» relativo alla frequenza al culto.
Cominciamo da quest’ultimo aspetto. Per la sensibilità della Riforma, parlare di un «precetto» liturgico ha lo stesso senso che parlare di un precetto di mangiare o bere. L’ascolto della Parola di Dio, la preghiera e il canto comuni, appartengono, semplicemente, all’esistenza di fede. Essi vanno oltre l’orizzonte dell’imperativo, fanno parte degli indicativi che strutturano la vita. Che poi non si entri nel Regno soltanto dicendo «Signore, Signore!» non è una scoperta protestante né dice alcunché contro la centralità del culto. La verità è che la stragrande maggioranza delle persone cristiane, e in particolare dei protestanti, ritiene normale trovarsi, la domenica, in un luogo diverso rispetto a quello nel quale il Signore le invita. L’osservazione secondo la quale Dio si può incontrare anche altrove è, in questo contesto, squallidamente strumentale e non merita replica. Non dovrebbe stupire che una Chiesa irrilevante per i propri membri (cioè per sé stessa) lo sia anche per la società.
Il Cattolicesimo romano può contare sul proprio apparato propagandistico e sulla centralità politica e mediatica del Papato: se ciò favorisca la testimonianza del nome di Gesù è questione che aiuta non poco la cosiddetta «visibilità». La Chiesa protestante è stata rilevante nella società solo quando ha saputo vivere la propria fede cristiana con consapevolezza. Per molte ragioni, alcune anche valide, la «propaganda» non è congeniale al Protestantesimo. E la testimonianza, che invece lo è, è faccenda del tutto diversa. Le conseguenze pastorali sono ovvie: il compito prioritario è evangelizzare la Chiesa stessa. Ricordo con dispiacere l’espressione di sufficienza di una figura dirigente della mia Chiesa nei confronti di questa diagnosi: «Ma che visione ristretta! La nostra parrocchia è il mondo!».
Dubito che John Wesley l’autore di questa frase, avrebbe apprezzato l’uso ideologico del suo messaggio. Il mondo inizia nella Chiesa stessa e che la predicazione cristiana non si limiti al proprio orticello è affermazione così evidente da renderne banale la ripetizione: guai, però, quando essa copre la cecità di fronte all’indifferenza della Chiesa stessa nei confronti della celebrazione della Parola. Tale indifferenza (basta il buon senso per capirlo) è l’anticamera dell’abbandono della pratica della fede. Sinodi, teologi e teologhe dicono di essere alla ricerca di una parola da dire alla società. Forse potrebbero cominciare col dire a sé stessi, alle Chiese, quella Parola di Dio che li ha già trovati.
Intenzione di preghiera
Preghiamo perché in un mondo che non fa sconti a nessuno i cristiani si distinguano per la loro capacità di chiedere perdono a Dio e di perdonare al prossimo.
Don’t Forget! L’Angolo della memoria