Riflessione del giorno

Venerdì 20 febbraio 2026

By Patronato S. Vincenzo

February 22, 2026

 

Tempo di Quaresima

 

Avvenne il 20 febbraio…

1472 – Le Orcadi e le Shetlands vengono annesse al Regno di Scozia.

1798 – Papa Pio VI abbandona Roma, occupata dalle truppe francesi.

1872 – A New York viene inaugurato il Metropolitan Museum of Art.

1958 – Viene promulgata la Legge Merlin, che abolisce le case di tolleranza in Italia

1962 – Programma Mercury: John Glenn orbita attorno alla Terra per 4 ore e 55 minuti.

 

Aforisma dai Padri del deserto

«Sii come un cammello: porta il carico dei tuoi peccati e, attaccato alla briglia, segui i passi di colui che conosce le vie di Dio»

 

Santi del giorno

 

Preghiera Colletta

Accompagna con la tua benevolenza, Padre misericordioso, i primi passi del nostro cammino penitenziale, perché all’osservanza esteriore corrisponda un profondo rinnovamento dello spirito. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen.

 

Parola di dio Matteo 9,14-15

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno».

 

Riflessione di don Arturo Bellini su don Bepo

«È tempo desiderabile. Come nacque. Come si è svolta in passato. Come si svolge ora. È necessario un superamento dello spirito sopra la materia. Il tempo di Quaresima è paragonabile per l’anima al tempo della giovinezza davanti alla vita. Quello che si praticava al principio della vita delle famiglie. 

In tempo di quaresima nessun divertimento, come cinema o teatro.  Si alzavano a mezzanotte. Rimane integra la legge della penitenza.» don Giuseppe Vavassori (16/2/69 – dialoghi domenicali). 

Passano gli anni cambia il contesto culturale, ma la quaresima torna puntualmente a chiedere un tempo di deserto per ritrovare l’essenziale della nostra vita. Nel messaggio di Papa Leone XIV per la quaresima, il Papa spiega che “la Quaresima è il tempo in cui la Chiesa ci invita a rimettere il mistero di Dio al centro della nostra vita” per cui “l’itinerario quaresimale diventa un’occasione propizia per prestare l’orecchio alla voce del Signore e rinnovare la decisione di seguire Cristo, percorrendo con Lui la via che sale a Gerusalemme”. 

In particolare invita a chiedere «la grazia di una Quaresima che renda più attento il nostro orecchio a Dio e agli ultimi» e a «lasciarsi istruire da Dio per saper ascoltare come Lui». Riferendosi al digiuno, il Papa ha spiegato che “costituisce una pratica concreta che dispone all’accoglienza della Parola di Dio” per cui è importante “mantenere vigile la fame e la sete di giustizia…istruendola perché si faccia preghiera e concreta responsabilità verso il prossimo.

Non possiamo essere “giustizieri”, né farci giustizia da soli, ma siamo chiamati a servire e a promuovere la dignità dell’altro, riconoscendo che ogni giustizia viene dalla misericordia di Dio. Infine, il Santo Padre invita a “disarmare il linguaggio, rinunciando alle parole taglienti, al giudizio immediato, al parlar male di chi è assente e non può difendersi, alle calunnie”.  “Sforziamoci invece di imparare a misurare le parole e a coltivare la gentilezza: in famiglia, tra gli amici, nei luoghi di lavoro, nei social media, nei dibattiti politici, nei mezzi di comunicazione, nelle comunità cristiane. Allora tante parole di odio lasceranno il posto a parole di speranza e di pace”.

 

Intenzione di preghiera

Preghiamo perché la quaresima sia il tempo propizio per la conversione a Dio e ai fratelli più poveri.

 

Don’t Forget!   Santi della Carità

SAN NATALE PINOT 

SACERDOTE MARTIRE 1747-1791

Nasce ad Angers nel 1747, uno dei 16 figli di un tessitore e fu ordinato prete nel 1771 a 24 anni. Classico “curato di campagna”, fu assegnato nelle varie parrocchie dei villaggi vicini, ma preoccupato di perfezionare la sua cultura, si iscrisse all’università di Angers, dove si laureò in lettere e scienze a 41 anni. Ma don Natale si distingueva anche per i sentimenti paterni, che dimostrò quando venne nominato cappellano dell’ospedale di Angers, noto come l’ospedale “degli incurabili”.

Un testimone ricorda che egli “rispettava come un santo e accarezzava come un padre” i malati, ammassati nelle corsie fetide e abbandonati a sé stessi, senza medicine e con poco cibo. Li soccorreva per quello che poteva, raccattando aiuti dai benefattori e destinando loro, quasi per intero, il suo compenso. È per questo amore per i poveri che il vescovo lo destinò parroco di Louroux-Beconnais, nota come la parrocchia dei miserabili nella quale nessun prete voleva andare.

Lui, invece, si trovò a suo agio: si sentì il “primo povero della parrocchia” e si ispirò a S. Martino di Tours, spogliandosi di tutto per aiutare gli altri. Quando scoppiò la rivoluzione francese, gli chiesero di giurare sulla Costituzione civile del clero, ma egli rifiutò. Si sentì però in dovere di spiegare le sue ragioni ai parrocchiani il 27 -2-1791, dopo la Messa, ma venne contestato dal sindaco, presente in chiesa, mentre i parrocchiani si schierarono dalla sua parte. Ne nacque un parapiglia che si concluse col suo arresto, ma il tribunale di Angers lo assolse perché “non aveva parlato” contro la Rivoluzione.

Gli tolsero però la parrocchia e per lui iniziò il periodo della clandestinità in cui il lavoro non mancava, dato che erano tanti i preti che giuravano per avere salva la vita. Ci fu subito un altro processo a Beaupréau, in appello; e un’altra assoluzione. Ma Noël Pinot venne nuovamente arrestato la notte dell’8-2-1794 a Milandrie dove aveva trovato rifugio ed era stato nascosto in una cassa di legno con indosso “tutti i paramenti per dire messa”.

Fu portato ad Angers, e giudicato dalla commissione militare rivoluzionaria che lo condannò alla ghigliottina il 21-2-1794 a Place du Ralliement, nelle vesti liturgiche che indossava al momento del suo arresto. Salì sul patibolo, recitando le prime preghiere della messa: “Introibo ad altare Dei”. Fu beatificato da Pio XI il 31-10-1926 e canonizzato da Giovanni Paolo II il 19-2-1984.