IV Settimana di quaresima
Avvenne il 20 marzo…
1800 – Alessandro Volta rende pubblica l’invenzione della sua pila;
1815 – Inizio dei 100 giorni di Napoleone, che entra a Parigi, dopo essere fuggito dall’Isola d’Elba
1916 – Albert Einstein pubblica la sua teoria della relatività generale
1994 – A Mogadiscio, in Somalia, vengono uccisi Ilaria Alpi e Miran Hrovatin;
1995 – Un attacco terroristico con gas Sarin alla Metro di Tokyo provoca 12 morti e 1300 feriti;
2003 – Inizia la 2.a guerra del golfo con l’invasione dell’Iraq da parte delle forze anglo-statunitensi
Aforisma dei padri del deserto: P. Poemen
«Un uomo che insegna, e non fa ciò che insegna, assomiglia a una sorgente; abbevera e lava tutti, ma non può purificare sé stessa».
Santo del giorno
Preghiera Colletta
O Dio, che per la nostra fragilità hai preparato aiuti efficaci, fa’ che, accogliendone con gioia la forza rinnovatrice, la manifestiamo in una degna condotta di vita. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen.
Parola di dio Giovanni 7,1-2.10.25-30
Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più percorrere la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo. Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, quella delle Capanne. Quando i suoi fratelli salirono per la festa, vi salì anche lui: non apertamente, ma quasi di nascosto. Alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov’è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia». Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato». Cercavano allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora.».
Riflessione don Arturo commenta don Bepo
Che cosa è la preghiera – Elevatio mentis in Deum. È un dono della mente più che del labbro. don Giuseppe Vavassori (Clusone 5/3/1936).
Dono della mente più che del labbro – scrive don Bepo. Don Giò da adolescente scrisse: «Ho capito il perché della preghiera, e che deve essere come la pelle che è sempre con noi, perché ci fa maturare internamente, ci fa crescere». Don Giò cercava di capire il senso della preghiera che mette in relazione con lo Spirito Santo dal qual viene la forza che coinvolge ogni ambito dell’esistenza personale: pensieri, affetti, desideri, ideali, la corporeità, bisogni e relazioni.
La preghiera ci porta ad affidare alle mani di Dio ciò che a noi non è possibile, a chiedere a Dio di arrivare in quella stanza che è la nostra coscienza, il nostro cuore, dove sono in lotta il bene e il male, la vita e la morte, la luce e le tenebre, la verità e la menzogna, il perdono e la vendetta. La crescita della vita spirituale avviene attraverso un processo lento, continuo e spesso invisibile, una sorta di “esercizio che non finisce mai”. Non segue la logica del sistema mediatico che privilegia ciò che è visibile, polarizzante, immediatamente consumabile.
La preghiera è la vittoria di saperci amati, custoditi, difesi contro la voce del maligno che insinua che noi siamo abbandonati a noi stessi, che nessuno si cura di noi. Il sacerdote romano don Fabio Rosini in tempo di Covid disse che ciascuno di noi ha bisogno di parlare con Dio e che Dio ci ha messo accanto l’Angelo custode come nostro protettore perché, noi siamo tesori preziosi per Dio. Che significa avere un custode? Due cose:
1) che io sono prezioso, che vado custodito, che mi devo custodire e mi devo far aiutare a essere custodito. È una cosa molto importante! Abbiamo una tendenza a dimenticarci quanto siamo preziosi e importanti. Io sono un tesoro da custodire, tu sei un tesoro da custodire.
2) ho bisogno del custode perché ho dei pericoli (…) ci sono dei nemici. L’immagine di don Giò – la preghiera è come la pelle – ricorda la funzione di custodia, perché senza pelle si perde la bellezza della vita: l’organismo spirituale è esposto a infezioni batteriche, virali e fungine. Vado custodito. Da solo non ce la faccio, ho bisogno che qualcuno mi aiuti, che qualcuno appunto mi custodisca per tutta la vita.
Intenzione di preghiera
Giuseppe è il Patrono di tutti i papà: li abbiamo ricordati ieri e li ricordiamo di nuovo nella nostra preghiera con immensa gratitudine e affetto.