Riflessione del giorno

Venerdì 26 giugno 2026

By Patronato S. Vincenzo

June 26, 2026

 

XII Settimana Tempo Ordinario

 

Avvenne il 26 giugno…

1541 – Francisco Pizarro lo scopritore del Perù è assassinato a Lima dal figlio dell’ex alleato Diego de Almagro il Giovane

1945 – Viene firmato lo Statuto delle Nazioni Unite;

1948 – Gli alleati occidentali danno il via al Ponte aereo per Berlino dopo che l’URSS ha bloccato l’accesso via terra. 

1963 – John F. Kennedy pronuncia la famosa frase «Ich bin ein Berliner»

1975 – Indira Gandhi stabilisce un governo autoritario in India

 

Aforisma di S. Tommaso Moro 

“Dammi un’anima che non conosca la noia, i brontolamenti, i sospiri e i lamenti, e non permettere che io mi crucci eccessivamente per quella cosa troppo invadente che si chiama “io”.

 

Preghiera Colletta

Donaci, o Signore, di vivere sempre nel timore e nell’amore per il tuo santo nome, poiché tu non privi mai della tua guida coloro che hai stabilito sulla roccia del tuo amore. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen

 

Santi del Giorno

 

Parola di Dio del giorno Matteo 8,1-4

Quando Gesù scese dal monte, molta folla lo seguì. Ed ecco, si avvicinò un lebbroso, si prostrò davanti a lui e disse: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi». Tese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio: sii purificato!». E subito la sua lebbra fu guarita. Poi Gesù gli disse: «Guardati bene dal dirlo a qualcuno; va’ invece a mostrarti al sacerdote e presenta l’offerta prescritta da Mosè a testimonianza per loro». 

 

Riflessione Don Arturo commenta don Bepo

«Oggi …è il 2° giorno del mio ritiro, mi sento meglio e, grazie a Dio, anche più raccolto. Uno sguardo al passato: dagli ultimi esercizi ad oggi mi trovo in diverse condizioni: ho due campi ove si compie immenso bene, il giornalismo e l’educazione dei giovani – il primo contro le mie inclinazioni, il secondo in tutto rispondente». don Giuseppe Vavassori (ritiri 1926-1930).

Don Bepo aveva ricevuto un incarico di vicedirettore e direttore de «L’Eco di Bergamo», ma in questa nota spirituale rivela di non essere tagliato per fare il giornalista: sceglie il campo educativo, persuaso che educare si può e si deve sempre. Un orientamento che vale per ogni epoca e che richiede di essere declinato in relazione alla cultura e all’età. Tutti oggi invocano l’educazione, ma pochi propongono percorsi praticabili attenti all’umano, nella sua integralità. I consigli poi per educare si sprecano.

I libri di qualità sono tantissimi, ma sembra che non facciano breccia: Genitori ed educatori avvertono di essere soli davanti a un compito che li sovrasta. Nella coltre nebbiosa che offusca lo sguardo genitori ed educatori avvertono di essere soli davanti a un compito che li sovrasta. Niente sembra garantire la riuscita del loro impegno; niente assicura che figli e studenti cresceranno sereni, capaci di affrontare le insidie del mare aperto. Aumenta la sensazione che troppe siano le cose necessarie e che siano impraticabili in un mondo che vive di fretta e che parla di tutto, ma è muto sulle ragioni di vita.

Ma cosa accadrà se individualismo e sfiducia continueranno a isolare le persone le une dalle altre, se le comunità non sapranno diventare luoghi in cui si ragiona insieme invece di reagire d’impulso, in cui si impara a usare gli strumenti digitali con spirito critico, in cui la sovrabbondanza di informazioni non soffoca la capacità di riflettere e di interrogarsi sul senso delle cose? Che cosa accadrà se rimarremo una “folla solitaria”? Educare richiede una lunga pazienza: oggi si getta un seme…domani si raccoglierà. Hanno trovato in Egitto chicchi di grano risalenti ai tempi dei faraoni; qualcuno li ha seminati: dopo pochi mesi ondeggiavano spighe ripiene di ottimo frumento! Potenza del seme! Per questo l’educatore crede nel seme. Poco, tanto…, non importa: lui semina.

Semina fin dai primi giorni di vita del figlio. Semina l’amore perché senza amore non si vive. Semina il coraggio perché la vita è sempre in salita. Semina la speranza perché la speranza è la spinta per continuare. Semina l’ottimismo perché l’ottimismo è il motorino d’avviamento di tutto. Semina un buon ricordo perché un buon ricordo può diventare la maniglia a cui aggrapparsi nei momenti di sbandamento. Semina Dio perché Dio è il fondamento di ogni cosa. 

 

Intenzione di preghiera

Per i giudici e quanti operano nel campo della giustizia, perché svolgano la loro azione con onestà e retta coscienza, cercando sempre la verità e il rispetto di ogni uomo. Preghiamo. 

 

Don’t Forget! L’angolo della memoria: una preghiera in ricordo di: