Riflessione del giorno

Venerdì 28 agosto 2026

By Patronato S. Vincenzo

August 27, 2026

 

21.a settimana tempo ordinario

 

Avvenne il 28 agosto…

430 – S. Agostino muore a Ippona, in Numidia

489 – Teodorico, re degli Ostrogoti, sconfigge Odoacre nella battaglia d’Isonzo e si fa strada in Italia.

1221 – I cristiani si arrendono ad al-Kamil nella battaglia di Mansura; fallisce la 5.a crociata

1349 – A Magonza 6 000 ebrei sono trucidati con l’accusa di aver provocato una epidemia di peste 

1963 – Washington: davanti a 200.000 persone Martin Luther King tiene il discorso “I have a dream”

1988 – Ramstein (Germania Ovest), 3 aerei delle Frecce Tricolori si scontrano in volo e cadono sul pubblico: 69 vittime

 

Aforisma di S. Agostino

“Viviamo tempi cattivi, dicono gli uomini. Vivano bene e i tempi saranno buoni. Noi siamo i tempi.”

 

Santo del giorno

 

Preghiera Colletta

Suscita sempre nella tua Chiesa, o Signore, lo spirito che animò il tuo vescovo Agostino, perché anche noi, assetati della vera sapienza, non ci stanchiamo di cercare te, fonte viva dell’eterno amore. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen

 

Parola di dio Matteo 21,1-13

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.

A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”.

Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».

 

Riflessione di S. Agostino

Due amori dunque diedero origine a due città: l’amore di sé portato fino al disprezzo di Dio genera la città terrena; l’amore di Dio portato fino al disprezzo di sé genera la città celeste. Quella aspira alla gloria degli uomini, questa mette al di sopra di tutto la gloria di Dio testimoniato nella coscienza. In quella domina la passione del dominio nei suoi capi e nei popoli che assoggetta, in questa si scambiano servizi nella carità i capi col deliberare e i sudditi con l’obbedire. Quella ama la propria forza nei propri eroi, questa dice al suo Dio: Ti amerò, Signore, mia forza.

Quindi nella città terrena i suoi filosofi, che vivevano secondo l’uomo, hanno dato rilievo al bene o del corpo o dell’anima o di tutti e due. Coloro poi che poterono conoscere Dio, non lo adorarono e ringraziarono come Dio, si smarrirono nei propri pensieri e fu lasciato nell’ombra il loro cuore stolto perché credevano di esser sapienti, cioè perché dominava in loro la superbia in quanto si esaltavano nella propria sapienza.

Perciò divennero sciocchi e sostituirono alla gloria di Dio non soggetto a morire l’immagine dell’uomo soggetto a morire e di uccelli e di quadrupedi e di serpenti e in tali forme di idolatria furono guide o partigiani della massa. Così si asservirono nel culto alla creatura anziché al Creatore che è benedetto per sempre. Nella città celeste invece l’unica filosofia dell’uomo è la religione con cui Dio si adora convenientemente, perché essa attende il premio nella società degli eletti, non solo uomini ma anche angeli, affinché Dio sia tutto in tutti (La città di Dio XIV, 28). 

 

Intenzione di preghiera

Preghiamo per quegli infelici che confondono l’indignazione con l’odio; lo sdegno col disprezzo; l’ironia col sarcasmo; la verità con l’intolleranza; la giustizia con la violenza…sono malati e hanno urgente bisogno di 2 medicine che solo Dio può concedere: l’umiltà e la misericordia.  

 

Don’t Forget!

Rimini: domenica 23-8-2026: Papa Leone XIV è intervenuto al Meeting di Comunione e Liberazione 

  1. esortando a invertire la rotta e a mettere le persone prima dei confini
  2. invitando a «opporre la misericordia al falso realismo che riarma menti e nazioni»; 
  3. ribadendo con forza che «il male non si combatte col male» e contrapponendo la logica del Vangelo a quella del conflitto 
  4. chiedendo di non cedere alla stanchezza e alla disperazione, ma di «riaccendere sogni e visioni». 
  5. ricordando che «prima dei confini ci sono le persone»
  6. richiamando l’importanza dell’amicizia sociale e del dialogo autentico
  7. liberando la convivenza dal sospetto, la cultura dalla prepotenza, l’educazione dall’ideologia, il lavoro dall’idolatria del profitto, la tecnologia e la finanza dai business della morte.