Riflessione del giorno

Venerdì 29 maggio 2026

By Patronato S. Vincenzo

May 28, 2026

 

 VIII Settimana del T. Ordinario

 

Avvenne il 29 maggio…

363 – L’imperatore romano Giuliano sconfigge l’esercito dei Sasanidi davanti alla capitale Ctesifonte.

1176 – Le truppe della Lega Lombarda sconfiggono l’esercito di Federico Barbarossa a Legnano

1414 – Concilio di Costanza;

1453 –I turchi di Mehmed II prendono Costantinopoli dopo 2 mesi di assedio e uccidono in battaglia l’imperatore Costantino XI Paleologo: è la fine del millenario Impero Romano d’Oriente;

1953 – Edmund Hillary e Tenzing Norgay conquistano la cima del monte Everest in Nepal;

1985 – Strage dell’Heysel: a Bruxelles 39 morti e centinaia di feriti negli scontri scoppiati nella finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool;

 

Aforisma di Cechov

“Tutti i santi hanno un passato e tutti i peccatori hanno un futuro.”

 

Santi del giorno

Rolando Rivi nato nel 1931 in prov. di Reggio Emilia, martire a soli 14, anni in un clima di odio esasperato verso i preti, fu preso e ucciso il 13-4-1945, in un bosco di Piane di Monchio (Modena). 

Giovanni Battista Montini nato nel 1897 a Concesio (Bs) prete nel 1929, arcivescovo di Milano nel 1955, fu eletto Papa col nome di Paolo VI nel 1963. Grande papa in periodi difficili per la chiesa e il mondo. Morì a Roma il 6-8-1968 lasciando al mondo un esempio di fortezza, umiltà e amore per la chiesa, il mondo e l’uomo

 

Preghiera Colletta

Concedi, o Signore, che il corso degli eventi nel mondo si svolga secondo la tua volontà di pace e la Chiesa si dedichi con gioiosa fiducia al tuo servizio. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen

 

Parola di Dio Marco 11,11-25

Dopo essere stato acclamato dalla folla, Gesù entrò a Gerusalemme, nel tempio. E dopo aver guardato ogni cosa attorno, essendo ormai l’ora tarda, uscì con i Dodici verso Betania. La mattina seguente, mentre uscivano da Betania, ebbe fame. Avendo visto da lontano un albero di fichi che aveva delle foglie, si avvicinò per vedere se per caso vi trovasse qualcosa ma, quando vi giunse vicino, non trovò altro che foglie. Non era infatti la stagione dei fichi. Rivolto all’albero, disse: «Nessuno mai più in eterno mangi i tuoi frutti!».

E i suoi discepoli l’udirono. Giunsero a Gerusalemme. Entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano e quelli che compravano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e non permetteva che si trasportassero cose attraverso il tempio. E insegnava loro dicendo: «Non sta forse scritto: “La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le nazioni”? Voi invece ne avete fatto un covo di ladri». Lo udirono i capi dei sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo morire. Avevano infatti paura di lui, perché tutta la folla era stupita del suo insegnamento. Quando venne la sera, uscirono fuori dalla città.

La mattina seguente, passando, videro l’albero di fichi seccato fin dalle radici. Pietro si ricordò e gli disse: «Maestro, guarda: l’albero di fichi che hai maledetto è seccato». Rispose loro Gesù: «Abbiate fede in Dio! In verità io vi dico: se uno dicesse a questo monte: “Lèvati e gettati nel mare”, senza dubitare in cuor suo, ma credendo che quanto dice avviene, ciò gli avverrà. Per questo vi dico: tutto quello che chiederete nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi accadrà. Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi le vostre colpe».

 

Riflessione del giorno

Pier Battista Cardinale Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini

Lettera alla diocesi: «Tornarono a Gerusalemme con grande gioia». Una proposta per vivere la vocazione della Chiesa in Terra Santa: «La domanda che da diverso tempo accompagna il mio ministero di pastore: come stare da cristiani, in quanto assemblea ecclesiale, dentro questa situazione di conflitto – politico, militare, spirituale – che sappiamo durerà ancora molti anni? Esso è ormai parte integrante della vita ecclesiale, dell’esistenza ordinaria di ciascuno di noi. Purtroppo è ormai parte della cultura di questa Terra.

Non è quindi un momento da superare, ma il luogo nel quale la nostra Chiesa è chiamata a mettere in atto la sua specifica missione di comunità di credenti in Cristo. La guerra è diventata oggetto di un culto idolatra: non ci si siede più ai tavoli per evitare in modo assoluto i conflitti, ma li si tiene ben presenti come scenario possibile o, addirittura, inevitabile. Si smette di frequentare chi è diverso, chi la pensa diversamente, chi appartiene a un’altra comunità, a un’altra fede, a un’altra fazione politica. Si formano bolle parallele che non comunicano tra loro. Bisogna fare i conti con il pericolo latente che attraversa ogni comunità, specialmente quando è piccola come la nostra: quella di chiudersi, di diventare una roccaforte.

La tentazione è quella di proteggere ciò che resta, difendere i confini, preservare l’identità Viviamo come immersi in un mare di parole violente, che si sono trasformate in linguaggio comune. E anche noi cristiani rischiamo di cadere in questa trappola: impariamo a chiamare le cose con il loro nome senza mai ridurre l’altro a nemico. In qualsiasi circostanza, l’altro resta sempre una persona da rispettare. Il rischio è sentirsi sopraffatti, pensare: “come possiamo fare tutto questo?” La risposta è semplice: non possiamo. Da soli non possiamo. Ma non siamo soli».

 

Intenzione di preghiera

Preghiamo per tutti i malati e gli anziani che per le loro condizioni e per l’età sono difficili da gestire da parte di parenti e familiari, affinché questi non dimentichino quello che hanno fatto per loro.

 

Don’t Forget!  L’angolo della memoria