Riflessione del giorno

Venerdì 31 luglio 2026

By Patronato S. Vincenzo

July 30, 2026

 

XVII Settimana del T. Ordinario

 

Avvenne il 31 luglio…

1498 – Cristoforo Colombo, nel suo 3° viaggio nell’emisfero occidentale, scopre l’isola di Trinidad.

1919 – L’Assemblea nazionale tedesca adotta la Costituzione di Weimar 

1928 – Betty Robinson vince i 100 m. ai giochi olimpici di Amsterdam. È la prima gara femminile di atletica leggera della storia delle Olimpiadi.

1941 – H. Göring ordina da parte di A. Hitler, la “soluzione finale della questione ebraica”.

1954 – La vetta del K2, Karakorum, è conquistata dalla spedizione italiana guidata da Ardito Desio.

1976 – La NASA pubblica la famosa foto del “volto umano su Marte”, scattata dalla Viking 1

 

Aforisma di Miguel de Unamuno   

“Soltanto chi mette alla prova l’assurdo può conquistare l’impossibile.”

 

Santi del giorno

 

Preghiera Colletta

O Dio, che hai chiamato sant’Ignazio di Loyola a operare nella Chiesa per la maggior gloria del tuo nome, concedi anche a noi, con il suo aiuto e il suo esempio, di combattere in terra la buona battaglia della fede per ricevere con lui in cielo la corona dei santi.

Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

 

Parola di Dio Matteo 13,54-58

In quel tempo Gesù, venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?».

Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.

 

Riflessione S. Ignazio di Loyola

REGOLE DEL DISCERNIMENTO SECONDO S. IGNAZIO DI LOYOLA

LEGGI TE STESSO – Premessa

Queste regole servono per avvertire e conoscere in qualche modo i vari moti del cuore: per trattenere

quelli buoni e per respingere quelli cattivi.

1 Quando vai di male in peggio il messaggero cattivo di solito ti propone piaceri “apparenti” e ti fa immaginare piaceri e godimenti, perché tu persista e cresca nella schiavitù. Invece il messaggero buono adotta il metodo opposto: ti punge e rimorde la coscienza per farti comprendere il tuo errore.

2. Quando ti impegni per uscire dal male e cerchi il bene è proprio del messaggero cattivo bloccarti con rimorsi, tristezze, impedimenti, turbamenti immotivati che paiono motivatissimi, perché tu non vada avanti. È proprio invece del messaggero buono darti coraggio, forza, consolazioni, lacrime, ispirazioni e pace, rendendoti facili le cose e togliendoti ogni impedimento perché tu vada avanti.

3. Quando ti impegni per uscire dal male e cerchi il bene Dio ti parla con la consolazione spirituale che è di tre tipi: 1) quando sorge in te qualche movimento intimo che ti infiamma d’amore per il Signore, e ami in lui e per lui ogni creatura, oppure versi lacrime che ti spingono ad amare il Signore e servire i fratelli o a detestare i tuoi peccati; 2) quando c’è in te crescita di speranza, fede e carità; 3) quando c’è in te ogni tipo di letizia che ti attrae verso le cose spirituali, verso l’amore di Dio e il servizio del prossimo, con serenità e pace del cuore

4. Quando ti impegni per uscire dal male e cerchi il bene il messaggero cattivo ti procura desolazione spirituale che è il contrario della consolazione: è oscurità, turbamento, inclinazione a cose basse e terrene, inquietudine dovuta a ogni tipo di agitazione, tentazioni, sfiducia, mancanza di speranza e amore, pigrizia, svogliatezza, tristezza e senso di lontananza del Signore. Infatti, come la consolazione è contraria alla desolazione, così i pensieri che nascono dalla consolazione sono opposti a quelli che nascono dalla desolazione.

5. Quando sei desolato, non fare mai mutamenti, ma resta saldo nei propositi che avevi il giorno precedente a tale desolazione o nella decisione in cui eri nella precedente consolazione. Infatti, mentre in questa ti guida di più lo spirito buono, nella desolazione ti guida quello cattivo, con i consigli del quale non puoi imbroccare nessuna strada giusta.

6. Se nella desolazione non devi cambiare i primi propositi, ti gioverà molto reagire contro di essa, restando più tempo nella preghiera e nella meditazione, allungando gli esami di coscienza e facendo, secondo che sarà meglio, qualche rinuncia volontaria.

7. Quando sei nella desolazione, considera come il Signore ti lascia nella prova, affidato alle tue forze naturali, perché tu resista. Puoi farlo, con l’aiuto divino che ti resta sempre, sebbene tu non lo senta chiaramente: il Signore ti ha tolto la consolazione, ma ti lascia la sua grazia per combattere efficacemente il male.

8. Quando sei desolato, cerca di rafforzarti nei sentimenti contrari a quelli che senti e pensa che presto sarai consolato.

9. Tre sono le cause principali per cui sei desolato. La 1.a è perché sei lento, pigro, negligente: è colpa tua se la consolazione spirituale si allontana da te. La 2.a, perché Dio vuole dimostrarti quello che sei e quanto avanzi senza l’incentivo delle sue consolazioni. La 3.a, perché tu sperimenti che non sta a te procurarti o mantenere devozione, amore intenso, lacrime e qualunque altra consolazione spirituale, ma che tutto è grazia di Dio, in modo che tu non faccia il nido in casa altrui, inorgogliendoti o attribuendo a te ciò che è dono di lui.

10. Quando sei consolato, pensa a come ti troverai nella desolazione che in seguito verrà e accumula nuove forze per allora.

11. Se sei consolato, pensa a umiliarti e a ridimensionarti, pensando al poco che vali senza quella grazia o consolazione. Al contrario, se sei nella desolazione, pensa che, con la sua grazia, puoi resistere, prendendo forza dal Signore.

12. Il nemico si comporta come una donna che diventa debole davanti alla forza e forte davanti alla dolcezza. Infatti, come ci sono donne che quando litigano con qualche uomo, si perdono d’animo e fuggono se l’uomo fa loro il viso duro, mentre al contrario, se l’uomo fugge e si perde d’animo, l’ira, la vendetta e la ferocia della donna diventano molto grandi e smisurate, così è proprio del nemico (il demonio) perdersi d’animo e indietreggiare con le tentazioni quando la persona spirituale si oppone con fermezza alle sue tentazioni. Ma se, al contrario, la persona che si esercita comincia ad avere timore o a perdersi d’animo nel fronteggiare le tentazioni, non c’è sulla faccia della terra bestia più feroce del nemico della natura umana che persegua con maggiore malizia il proprio dannato intento.

13. Infine, il nemico si comporta come un falso amante che non vuole essere scoperto: infatti, come l’uomo falso parla maliziosamente e adesca la figlia di un buon padre o la moglie di un buon marito, desiderando che le sue proposte restino segrete, mentre, al contrario, gli dispiace molto se la figlia scopre al padre o la moglie al marito le sue parole, perché comprende che non potrà più portare a compimento l’impresa cominciata; allo stesso modo, quando il nemico ti suggerisce le sue astuzie e persuasioni, vuole che siano accolte e tenute in segreto: gli dispiace molto se tu le manifesti al tuo confessore o ad altra persona spirituale esperta, perché si rende conto di non poter portare avanti l’opera incominciata, dal momento che sono stati scoperti i suoi inganni.

14. Il nemico si comporta anche come un capo militare: dopo aver piantato la tenda di comando e osservato le postazioni o la posizione di un castello, lo attacca dalla parte più debole. Così il nemico ti osserva da tutte le parti ed esamina tutte le tue virtù teologali, cardinali e morali, e ti attacca e cerca di prenderti dove ti trova più debole. 

 

Intenzione di preghiera

Preghiamo per i direttori spirituali e i confessori, perché aiutino i fratelli a distinguere e a praticare le strade della perfezione. 

 

Don’t Forget! L’angolo della memoria