IV Settimana del Tempo Ordinario
Avvenne il 6 febbraio…
1819 – Thomas Stamford Raffles fonda Singapore.
1853 – A Milano scoppia una rivolta anti-austriaca.
1922 – Il cardinale Achille Ratti viene eletto papa con il nome di Pio XI
1952 – Elisabetta II diventa regina alla morte del padre Giorgio VI.
1971 – Un terremoto colpisce Tuscania, danneggiando i monumenti romanici e provocando 31 morti.
Aforisma di S. Tommaso d’Aquino
“Una sconsiderata tristezza è una malattia dell’anima; una tristezza moderata pertiene invece a una corretta condotta dello spirito, data la condizione di questa vita.”
Santo del giorno
Preghiera Colletta
O Dio, forza di tutti i santi, che hai chiamato alla gloria eterna san Paolo Miki e i suoi compagni attraverso il martirio della croce, concedi a noi, per loro intercessione, di testimoniare con coraggio fino alla morte la fede che professiamo. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen
Parola di dio Marco 6,14-29
In quel tempo, il re Erode sentì parlare di Gesù, perché il suo nome era diventato famoso. Si diceva: «Giovanni il Battista è risorto dai morti e per questo ha il potere di fare prodigi». Altri invece dicevano: «È Elìa». Altri ancora dicevano: «È un profeta, come uno dei profeti». Ma Erode, al sentirne parlare, diceva: «Quel Giovanni che io ho fatto decapitare, è risorto!». Proprio Erode, infatti, aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodiade, moglie di suo fratello Filippo, perché l’aveva sposata.
Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello». Per questo Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell’ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri. Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell’esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali.
Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista».
Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto. E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro.
Riflessione di don Arturo su Don Bepo
«Don Bosco ha tanto amato i suoi figliuoli e la mamma sua. Tanti ne ha accolti nelle sue case: oggi quanti ne avrà attorno a Sé in Paradiso, quelli che lo hanno preceduto, quelli che lo hanno seguito. Egli gode Dio: è una parola che non si medita…Noi abbiamo tanto bisogno di gioia: un divertimento, una festa, una festività ci esaltano; ma non sono d’ogni momento. In Paradiso è tutto e d’ogni momento, e sempre è in noi l’esaltazione, la pace, la felicità come d’ogni momento della vita. Che forma questa felicità è possedere Gesù. Noi lo possederemo un giorno? Mentre stiamo per riceverlo nella SS. Eucarestia domandiamo per l’intercessione di S. Giovanni Bosco di raggiungerlo in Paradiso». don Giuseppe Vavassori.
La felicità duratura sta nel vivere ogni momento in comunione con Gesù. L’incontro col Salvatore è fonte di gioia spirituale profonda che trasforma la vita. La fede in Gesù, secondo il Vangelo, porta una pienezza interiore, offrendo una pace che il mondo non può dare e rendendo possibile una gioia piena. Ha scritto Charles De Foucauld: «Solo guardando al di là di questo mondo in cui tutto passa e muore, si trova la vera gioia nella speranza di un’altra vita di cui questa è solo il preludio; vita in cui il bene fatto, l’amore di cui sono assetati i nostri spiriti e i nostri cuori, saranno pienamente ed eternamente soddisfatti». Don Bepo descrive la gioia d don Bosco che gode Dio attorniato dai suoi ragazzi e mette a fuoco che la gioia del Paradiso non viene mai meno. La stessa gioia la vive don Bepo, Lui che promise ai suoi ragazzi di attenderli alla porta del Paradiso.
Trovo felice l’augurio della poetessa Elli Michler (1923-2014), in questo 51° anniversario della nascita al cielo di don Bepo: «Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;/ se lo impiegherai bene potrai ricavarne qualcosa./ Ti auguro tempo, per il fare e il tuo pensare,/ non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri./ Ti auguro tempo, non per affrettarti a correre,/ ma tempo per essere contento./ Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,/ ti auguro tempo perché te ne resti:/ tempo per stupirti e tempo per fidarti e non soltanto per guardarlo sull’orologio./ Ti auguro tempo per guardare le stelle/ e tempo per crescere, per maturare./ Ti auguro tempo per sperare nuovamente e per amare./ Non ha più senso rimandare./ Ti auguro tempo per trovare te stesso,/ per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono./ Ti auguro tempo anche per perdonare./ Ti auguro di avere tempo, tempo per la vita».
Intenzione di preghiera
Nel 51° anniversario della morte di don Bepo, chiediamo a Nostro Signore, alla Beata Vergine Maria e ai Santi patroni protezione e aiuto per il Patronato S. V. e tutti quelli che ne fanno parte.
Don’t Forget! Settimana don Bosco don Bepo