II Settimana di quaresima
Avvenne il 6 marzo…
113 – Innalzata a Roma la Colonna Traiana per celebrare la conquista della Dacia (Romania attuale) da parte dell’imperatore Traiano al termine delle campagne contro re Decebalo
1475 – Nasce Michelangelo Buonarroti (a Caprese, provincia di Arezzo)
1479 – Il Regno di Portogallo cede le Isole Canarie al Regno di Castiglia in cambio delle pretese sull’Africa occidentale.
1521 – Ferdinando Magellano scopre l’isola di Guam.
1869 – Dmitri Mendeleev presenta la prima tavola periodica degli elementi.
1984 – Inizia lo sciopero dell’industria britannica del carbone, che durerà per dodici mesi.
Aforisma dei padri del deserto
“Il silenzio è pieno di ogni vita, ma la morte è nascosta nei copiosi discorsi”.
Santo del giorno
Preghiera Colletta
Dio onnipotente e misericordioso, donaci di essere intimamente purificati dall’impegno penitenziale della Quaresima per giungere alla Pasqua con spirito rinnovato. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
Parola di dio Matteo 21,33-43.45
Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto.
Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?».
Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo». E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”? Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».
Udite queste parabole, i capi dei sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro. Cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla, perché lo considerava un profeta.».
Riflessione Don Arturo commenta don Bepo
«Una volontà concreta e una volontà di superamento di qualche cosa che per sé potrebbe fare senza commettere peccato. Convertire in un’offerta una mia mortificazione». Don Giuseppe Vavassori (diario 1964-1969).
Convertire una mortificazione -intesa come sacrificio quotidiano, rinuncia o sofferenza- in un’offerta spirituale significa trasformare un peso in un atto d’amore attivo verso Dio e il prossimo.
È il passaggio dal “subire” al “donare”, unendo la propria croce a quella di Cristo. Convertire una “mortificazione” (una rinuncia, una sofferenza, un sacrificio quotidiano) in un’offerta spirituale è il cuore della spiritualità di Don Bosco e di don Bepo. Per entrambi la mortificazione non era fine a sé stessa, ma un atto d’amore per Dio e per il prossimo. Ma come trasformare le mortificazioni in offerta?
- “Incominciate a mortificarvi nelle cose piccole -suggeriva don Bosco – e vi potrete poi facilmente mortificare in quelle grandi”. Piccole cose sono, ad esempio, rinunciare a un capriccio, sopportare un rumore o una scomodità. La migliore mortificazione poi è la diligenza nel compiere i propri doveri. Invece di lamentarsi, offrire la fatica del lavoro, dello studio o della stanchezza come un dono a Dio.
- Una forma alta di mortificazione è la pazienza nel sopportare le “molestie altrui” senza perdere le staffe. Trasformare un momento di nervosismo o un torto subito in un atto di perdono e preghiera, offrendo la sofferenza interiore per la conversione dei peccatori.
- Finalizzare la sofferenza: la mortificazione assume valore di offerta se unita al desiderio di salvezza delle anime. Diceva don Bosco: «Dammi le anime, prendi tutto il resto».
- Vivere la “buona morte” ogni giorno: Don Bosco e don Bepo educavano i giovani a vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo, accettando le contrarietà della vita in spirito di fede offrendo prove e fatiche a quelle di Gesù.
Intenzione di preghiera
Preghiamo perché i pericolosi fuochi di guerra divampati in Medio Oriente tra Pakistan e Afganistan siano spenti prima possibile dal ricorso al dialogo e alla diplomazia
Don’t Forget! ANGOLO DELLA MEMORIA defunti 1-8 marzo