Riflessione del giorno

Venerdì 6 novembre 2026

By Patronato S. Vincenzo

November 05, 2026

 

31.a settimana t. ordinario

 

Avvenne il 6 novembre…

1844 – La Repubblica Dominicana ottiene l’indipendenza dalla Spagna.

1860 – Abraham Lincoln viene eletto presidente degli Usa. È il primo repubblicano in tale carica.

1913 – Gandhi viene arrestato mentre guida una marcia di minatori indiani in Sudafrica.

1962 – L’Organizzazione delle Nazioni Unite condanna le politiche di apartheid del Sudafrica.

1999 – Gli australiani votano per mantenere la regina britannica come loro capo di Stato

2012 – Il presidente uscente Barack Obama vince le elezioni presidenziali sconfiggendo Mitt Romney

 

Aforisma di S. Carlo Borromeo

“È proprio di un animo debole ed infermo il dirsi offeso dalle ingiurie o da parole, poiché i cani robusti e forti camminano con sicurezza in mezzo ai latrati dei cagnolini.”

 

Santo del giorno

 

Preghiera Colletta

Dio onnipotente e misericordioso, tu solo puoi dare ai tuoi fedeli il dono di servirti in modo lodevole e degno; fa’ che corriamo senza ostacoli verso i beni da te promessi. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

 

Parola di dio Luca 16,1-8

Gesù diceva ai discepoli: «Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare”. L’amministratore disse tra sé: “Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno.

So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”. Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”. Quello rispose: “Cento barili d’olio”.

Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”. Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”. Rispose: “Cento misure di grano”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”. Il padrone lodò l’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce».

 

Riflessione del giorno

«Che cos’è la preghiera. Tutti, individui e popoli, hanno pregato e pregano Dio o gli idoli. Tutti hanno pregato e pregano – i superstiziosi sono a testimoniare questo fatto. L’Ufficio di novembre. La preghiera è elevare il pensiero a Dio è una comunicazione con Dio. Ma quale comunicazione? Con un nemico o con amico? Con un giudice o come un padre?» – don Bepo (1920-1938 Quaresima prediche e riflessioni).

 Nel tempo del ricordo di fedeli defunti don Bepo ci invita a riflettere sulla preghiera, facendo leva sul fatto che tutti, sia pure in forme diverse, hanno pregato e pregano. E si interroga e interroga con chi si comunica?  Quando un cristiano prega secondo i Padri, si rivolge Dio che è Padre e che è anche Giudice misericordioso. Il suo giudizio non mira a schiacciare il peccatore, ma a bruciare il peccato per salvare la persona. La preghiera è un gesto di fiducia, non un’udienza in un tribunale che incute paura. Come comunicare con Dio? Nella rivista “Vocazioni” (n.5-2025) ho letto un aneddoto dei padri del deserto che condivido. «Un giorno alcuni monaci chiamati “euchiti” andarono a visitare abba Lucio, e questi li interrogò dicendo: “Qual è il vostro lavoro manuale?”.

Quelli risposero: “Noi ci dedichiamo esclusivamente alla preghiera continua, e rifiutiamo ogni lavoro manuale, secondo il suggerimento di S. Paolo che disse: “pregate incessantemente”. Abba Lucio domandò: “Non mangiate?”. E quelli: “Sì, mangiamo”. E l’abba Lucio: “Quando mangiate chi prega per voi?”. Poi aggiunse “Non dormite?”. E dissero: “Sì, dormiamo”. E quando dormite – proseguì – chi prega per voi?”. Ed essi non seppero rispondere alle domande». “Perdonatemi – disse ancora abba Lucio – ma voi non agite come dite. Io invece vi dimostro che, mentre pratico il mio lavoro manuale, prego incessantemente: me ne sto seduto con Dio dopo aver messo a bagno alcune foglie di palma, e con esse intreccio una corda dicendo: Abbi pietà di me, o Dio, secondo la tua grande misericordia, e secondo l’abbondanza delle tue compassioni cancella la mia iniquità (Sal 50,30).

E disse loro: “Non è una preghiera?”. E quelli: “Sì”. E abba Lucio continuò: “Se resto a lavorare e pregare per tutto il giorno, guadagno più o meno sedici monete. Ne metto due sulla porta e con il resto mangio, e chi prende le due monete prega per me quando mangio e quando dormo, e così per grazia di Dio si compie in me [il precetto di] pregare incessantemente».

 

Intenzione di preghiera

Perché impariamo a fare bene le cose quotidiane; a sorridere alle persone; ad essere gentili con tutti; a non rispondere al male con il male.

 

Don’t Forget! 1° CORSO POST-MATRIMONIALE