Riflessione del giorno

venerdì aprile 2026

By Patronato S. Vincenzo

April 09, 2026

Ottava di Pasqua

 

Avvenne il 10 aprile…

1912 – Il transatlantico Titanic salpa dal porto di Southampton per il suo viaggio inaugurale. 1919 – Rivoluzione messicana: Emiliano Zapata viene ucciso dalle forze governative a Morelos 1971 – Guerra fredda: fra Cina e Usa si instaura la diplomazia del ping pong 1991 – Il traghetto Moby Prince prende fuoco nel porto di Livorno, causando la morte di 140 persone. 2010 – Un aereo, con a bordo il presidente polacco Lech Kaczyński, si schianta al suolo a Smolensk e provoca la morte di 96 persone.

 

Aforisma dagli Atti degli Apostoli

“All’infuori di Gesù, in nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati”.

 

Santo del giorno

 

Preghiera Colletta

O Dio onnipotente ed eterno, che nel mistero pasquale hai offerto all’umanità il patto della pace e della riconciliazione, donaci di testimoniare nelle opere il mistero che celebriamo nella fede. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

 

Parola di Dio di venerdì dell’Ottava di Pasqua Atti 4,1-12 – Salmo 117 – Giovanni 21,1-14

Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberiade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Didimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla. Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri. Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si spezzò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.

 

Riflessione – don Arturo Bellini commenta don Bepo  

«La mia giornata: il valore di ogni giorno. “Tempus breve est – ruit” (Il tempo è breve, rotola). Esser noi che comandiamo alle cose e a noi stessi. Necessità di autogoverno». – don Giuseppe Vavassori

Se l’animo è agitato, dove troverà dimora la speranza? Se il cuore è distratto da mille interessi, in che modo saremo capaci di dare priorità alla “sola cosa che conta” e a mettere ordine nella nostra vita?  Nel breve pensiero sopra riportato, don Bepo Vavassori ci invita a riflettere sull’emergenza spirituale che sta avvolgendo le nostre giornate. E richiama la necessità di autogoverno. Se il tempo è tutto dedicato a inseguire notizie e le varie e suadenti pubblicità quando troveremo il tempo per pensare, per pregare, per coltivare gli affetti e per praticare la carità? Se l’animo è occupato e agitato da turbamenti dove troverà dimora la speranza? E quando diremo o ascolteremo parole belle, buone, che svelano il senso delle cose? Se viviamo senza riconoscere di essere creature di Dio, amate e salvate, come sarà possibile che la vicenda umana diventi “divina”? Siamo sempre in cammino. Ogni giorno –come suggerisce il poeta francese Charles Péguy – «andiamo umilmente in cammino nella processione dei giorni ordinari…I giorni vanno in processione e noi andiamo in processione nei giorni. Ciò che importa è andare. Andare sempre». Ogni cristiano è sempre in cammino, certo che il Risorto gli cammina a fianco. Questa presenza consente di non perdersi per vie traverse, inseguendo fantasmi ed effimere illusioni. Il cammino è accidentato con le sue prove e le sue crisi, ma con gli occhi di Pasqua si arriva alla meta.”

 

Intenzione di preghiera

Preghiamo per la fragile tregua nel conflitto tra USA e Israele e l’Iran regga alle provocazioni di chi vorrebbe far saltare tutto e prepari il cammino alla pace.

 

Don’t Forget!  Angolo della memoria