{"id":14845,"date":"2017-03-22T16:58:07","date_gmt":"2017-03-22T15:58:07","guid":{"rendered":"https:\/\/patronatosanvincenzo.it\/blog\/?p=14845"},"modified":"2017-03-22T16:57:53","modified_gmt":"2017-03-22T15:57:53","slug":"ora-meno-bravo-mi-sento-piu-amato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/patronatosanvincenzo.it\/blog\/ora-meno-bravo-mi-sento-piu-amato\/","title":{"rendered":"Ora sono meno bravo ma mi sento pi\u00f9 amato &#8230;. intervista a don Roberto Pennati"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif;\">Testimone. Incontro con <span style=\"color: #003300;\"><strong>don Roberto Pennati<\/strong><\/span>, che da vent&#8217;anni convive con la Sla. <\/span><\/p>\n<p><em><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif;\">&#8220;<span style=\"color: #333333;\">Quando stavo bene pensavo di parlare con Dio alla pari. Oggi capisco la fatica di dj Fabo&#8221;.<\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: 36pt; color: #008000;\">I<\/span><span style=\"color: #333399;\">l volto \u00e8 aperto in un sorriso accogliente, gli occhi dicono fin da subito che la voglia di confrontarsi c\u2019\u00e8 tutta. Anche la parola \u00e8 salda. Per don Roberto \u00e8 una \u00abbuona giornata\u00bb, lo si intuisce facilmente, e la campagna che circonda il suo \u00abrifugio\u00bb, alla Martinella, immersa in un sole primaverile che colora di serenit\u00e0 ogni cosa, d\u00e0 quel tocco di magia in pi\u00f9 che lascia quieto il cuore. Don Roberto \u00e8 don Roberto Pennati, 71 anni (il mese prossimo), di cui gli ultimi venti trascorsi a combattere giorno dopo giorno, un terribile morbo che \u00abspegne\u00bb ogni movimento della muscolatura volontaria. Gi\u00e0, perch\u00e9 dalla fine del 1996, don Roberto \u00abcon-vive\u00bb con la Sla, la Sclerosi Laterale Amiotrofica, malattia neurodegenerativa progressiva con una caratteristica fortemente drammatica: \u00abpur bloccando gradualmente tutti i muscoli &#8211; dicono gli esperti -, non toglie la capacit\u00e0 di pensare e la volont\u00e0 di rapportarsi agli altri.\u00a0La mente resta vigile, ma prigioniera in un corpo<strong>\u00a0<\/strong>che diventa via via immobile\u00bb. Il solo pensiero mette i brividi, eppure seduto sulla poltrona davanti alla finestra, avvolto in una coperta da cui \u201csbuca\u201d poco pi\u00f9 che la testa, don Roberto trasmette un profondo senso di serenit\u00e0 che quasi commuove. Riesce a parlare (\u00e8 bravo a nascondere la fatica che fa\u2026), ma non muove un muscolo e per qualsiasi cosa &#8211; qualsiasi &#8211; ha bisogno di qualcuno che lo aiuti e che lo assista. Per uno che scalava i Quattromila come un camoscio, forse non \u00e8 la situazione migliore\u2026<\/span><\/span><\/p>\n<p>\n <span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif;\"> <strong><span style=\"color: #008080;\">Arrabbiato con Dio?<\/span><br \/>\n <\/strong>\u00abNo, per niente, e lo dico con sincerit\u00e0 e convinzione. Nei momenti particolarmente brutti, quando il dolore fisico di trafigge all\u2019improvviso e non sembra lasciarti pi\u00f9 andare, capita che Gli dica \u201cti sei dimenticato di me\u201d, ma \u00e8 lo sfogo di un momento. Io faccio di tutto per evitare di star male fisicamente, perch\u00e9 quando si prova dolore non si capisce davvero pi\u00f9 niente. Il dolore va evitato, non solo perch\u00e9 si sta male, ma perch\u00e9 non serve, e io comprendo benissimo chi cerca le cure palliative per evitare di soffrire. Ci sono notti in cui il dolore fisico mi tormenta cos\u00ec forte che non riesco nemmeno a pregare, e allora &#8211; pu\u00f2 capitare &#8211; mi escono delle espressioni \u201cun po\u2019 cos\u00ec\u201d\u2026 Ma qualora mi capitasse in futuro di parlare male di Dio, o addirittura di maledirlo, com\u2019anche Giobbe \u00e8 stato tentato di fare, sono sicuro che Lui mi capir\u00e0, capir\u00e0 il perch\u00e9 io sia arrivato fino a quel punto. Non voglio arrivarci, ma pu\u00f2 darsi che capiti\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<\/p>\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; color: #008080;\"><strong>\u00abUn prete malato parla con Dio\u00bb \u00e8 il sottotitolo del suo ultimo libro, \u00abVerso il monte degli ulivi\u00bb, in libreria da Natale. Parla anche della sua malattia? E cosa racconta a Dio della sua malattia?<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif;\">\u00abCerto che parlo a Dio della mia malattia, e gliene parlo tanto, tantissimo, soprattutto di notte perch\u00e9 mi sveglio e non riesco pi\u00f9 a dormire; cos\u00ec comincio il mio racconto. Ma il momento pi\u00f9 intenso, per certi versi il pi\u00f9 tragico, \u00e8 al mattino, dopo il risveglio, quando mi tolgono la mascherina per respirare di notte e iniziano a sistemarmi per la giornata. Sono momenti un po\u2019 complicati\u2026sono molte le cose da sistemare\u2026 Ecco, in questi momenti, parlo con il Signore dicendoGli \u201csono qui, sono ancora io, e non spaventarti di me se dico delle stupidaggini. Ma mi sento molto fragile, molto debole, molto pauroso\u2026\u201d. C\u2019\u00e8 una preghiera del mattino scritta da Dietrich Bonhoeffer che a me piace molto e che parla del nostro stare dentro la vita ogni giorno sotto lo sguardo di Dio, \u201cAl cominciare del giorno ti chiamo, o Dio\u201d\u2026 Magari non la recito con precisione, ma gli aggettivi che ci sono dentro &#8211; inquieto, amareggiato, stanco, deluso &#8211; li faccio passare tutti, e non una volta sola. Sono un bambino che ha paura di tutto e confida al Signore ogni sua preoccupazione. Creo un po\u2019 io il mio modo di pregare, quello che va bene a me a seconda di come mi sento\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/patronatosanvincenzo.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Cattura-42.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-14858\" src=\"https:\/\/patronatosanvincenzo.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Cattura-42.jpg\" alt=\"\" width=\"720\" height=\"591\" srcset=\"https:\/\/patronatosanvincenzo.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Cattura-42.jpg 720w, https:\/\/patronatosanvincenzo.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Cattura-42-300x246.jpg 300w, https:\/\/patronatosanvincenzo.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Cattura-42-600x493.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; color: #008080;\"><strong>Credo che parlare con Dio, per un sacerdote, sia una cosa normale. Ma da quando \u00e8 ammalato il suo dialogo con Dio \u00e8 cambiato? Lo vede in maniera diversa?<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif;\">\u00abQuando stavo bene, credevo di parlare con Dio alla pari: conosco il Vangelo e so quello che devo fare\u2026 Insomma, mi sentivo molto pi\u00f9 bravo. Invece adesso neanche un po\u2019. Per\u00f2 sono fermamente convinto che il Signore, proprio perch\u00e9 non sono pi\u00f9 bravo, mi vuole pi\u00f9 bene\u00bb.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; color: #008080;\"><strong>Ma era pi\u00f9 soddisfatto prima della sua \u00abchiacchierata\u00bb con Dio o adesso, anche se malato?<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif;\">\u00abNon c\u2019\u00e8 un pi\u00f9 o un meno.. E\u2019 diverso, cambia a seconda della condizione in cui ti trovi, ed \u00e8 quella che porti al Signore. Oggi, di fronte a Dio, mi sento come colui che \u00e8 in ginocchio nel deserto: \u00e8 questa l\u2019immagine pi\u00f9 chiara che ho di me stesso in questo momento. Prima non avevo un\u2019immagine cos\u00ec nitida\u2026 e dire che l\u2019atto di inginocchiarmi in fondo al letto tutte le sere prima di andare a dormire, cos\u00ec come mi aveva insegnato mia nonna, l\u2019ho sempre fatto: mi inginocchiavo, appoggiavo i gomiti sul letto, recitavo le mie preghiere di fine giornata e poi subito a dormire. Era il mio rito di conclusione\u2026 adesso non riesco pi\u00f9\u00bb.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; color: #008080;\"><strong>E le manca?<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif;\">\u00abTantissimo\u00bb<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; color: #008080;\"><strong>Nel libro lei racconta il suo percorso personale \u00abattraverso dubbi, paure e scoperte\u00bb. Quali sono i dubbi pi\u00f9 grandi con i quali si confronta oggi o si \u00e8 confrontato in passato?<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif;\">\u00abLa fatica pi\u00f9 grande \u00e8 stata quella di distruggere le convinzioni &#8211; sbagliate &#8211; che avevo all&#8217;inizio, quando mi dicevo \u201cbeh, qui il Signore ha sbagliato qualcosa e lo deve rimettere subito a posto. Mi deve guarire, non si discute nemmeno\u201d. Poi, man mano passavano i mesi, ho capito che tutto ci\u00f2 che pensavo non aveva alcun senso e che non c\u2019era proprio niente che Dio dovesse sistemare.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif;\">Ma capirlo \u00e8 stata davvero durissima. Non so da dove venga la mia malattia ma mi fa rabbrividire la nostra condizione umana: noi dipendiamo dall\u2019ambiente, dal tempo, dal paese, dalla storia, dalla religione, dalla civilt\u00e0 in cui nasciamo. Non \u00e8 che uno si costruisce come vuole\u2026Ecco, i miei dubbi, la mia fatica, sono stati tutti legati a come attraversare questo momento. Ho impiegato molto tempo, finch\u00e9 un giorno ho incontrato il teologo mons. Pierangelo Sequeri, che mi ha detto \u201cnon troverai mai la risposta, non cercarla nemmeno pi\u00f9, semplicemente perch\u00e9 non c\u2019\u00e8\u201d. E\u2019 lui che mi ha fatto capire che non \u00e8 alla portata dell\u2019uomo conoscere il male fin nelle sue ultime spiegazioni e non \u00e8 alla portata dell\u2019uomo trattare la vita come propriet\u00e0\u00bb.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; color: #008080;\"><strong>E le paure? Si sono intrecciate con questi dubbi?<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif;\">\u00abLe paure sono venute dopo, e cambiano a seconda degli anni. All\u2019inizio erano paure grandi, \u201ccome sar\u00e0 la mia vita?\u201d, \u201criuscir\u00f2 a morire nel mio letto o morir\u00f2 in un istituto?\u201d, cose cos\u00ec\u2026 Oggi le paure sono quelle pi\u00f9 sottili, pi\u00f9 tremende, quelle di tutti, tutti, i giorni: sono le paure di non riuscire a mangiare, che mi vada l\u2019acqua di traverso, di non riuscire a eliminare il catarro. Tutte paure che si scontrano anche con il mio tremendo carattere, nel senso che per farmi cambiare una cosa bisogna proprio darmi delle martellate in testa. Sono piccole paure, ma mi tormentano ad ogni ora, tutti i giorni\u201d.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; color: #008080;\"><strong>E le scoperte? Ce n\u2019\u00e8 una che l\u2019ha sorpresa di pi\u00f9?<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif;\">\u00abLa scoperta pi\u00f9 grande \u00e8 stata questa: \u201cpensa te cosa sono riuscito ad attraversare&#8230;\u201d. Il Signore di sicuro mi ha tenuto una mano sulla testa, ma non perch\u00e9 ho fatto chiss\u00e0 che cosa, perch\u00e9 nel perder sempre di pi\u00f9 le forze non c\u2019\u00e8 nulla di ammirevole, ma perch\u00e9 mi ha dato un po\u2019 di serenit\u00e0, che per me significa molto, moltissimo. La scoperta di riuscire a scendere nelle paure, nelle fatiche, e di riuscire ad attraversarle mantenendo la serenit\u00e0, \u00e8 una cosa che mi ha lasciato stupito\u00bb.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; color: #008080;\"><strong>\u00abOgnuno deve trovare il modo di stare di fronte a Dio nella sofferenza e nella malattia\u00bb, lo scrive nel suo libro. Qual \u00e8 il suo?<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif;\">\u00abQuello di essere il pi\u00f9 normale possibile: non voglio essere n\u00e9 esaltato n\u00e9 depresso. In questi vent\u2019anni ho sempre fatto di tutto per conservare una vita \u201cnormale\u201d, con le mie amicizie, i miei orari, e tutte le mie cose che cerco di conservare il pi\u00f9 possibile. Certo, ci sono stati alcuni passaggi non facili, uno tra i tanti il telecomando di Sky: da alcuni anni non riesco pi\u00f9 a cambiare canale da solo e quindi con l\u2019aiuto dei ragazzi scelgo quale vedere, dopo di che li lascio andare a far le loro cose. Mi accorgo di aver scelto un film stupido? \u201cPeggio per te, mi dico, adesso te lo vedi\u201d. E\u2019 normale cos\u00ec, questa \u00e8 la mia normalit\u00e0\u00bb.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; color: #008080;\"><strong>Parlavamo di paure. Ce l\u2019ha la paura della morte?<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif;\">\u00abOrmai alla paura della morte mi sono abituato, anche perch\u00e9 mi ci sono dovuto abituare fin da subito, perch\u00e9 quando il mio medico mi ha detto \u201chai la Sla\u201d, subito dopo ha aggiunto \u201cma non preoccuparti, non muori adesso, tre anni ce li hai di sicuro, forse anche cinque!\u201d. L\u2019idea di morire mi \u00e8 sempre stata vicina, ma pi\u00f9 il tempo passa e pi\u00f9 la paura della morte si allontana, non senso in temporale, ma quanto a serenit\u00e0, che aumenta con il passare degli anni. Quando di notte non riesco a dormire , mi chiedo \u201cma sei uno che deve morire? No! La testa ce l\u2019hai ancora, in qualche modo ti aiutano a fare quasi tutto, hai ancora una giornata piena di tante cose. Non sei vicino alla morte\u201d. Per\u00f2 basta una bronchite, una brutta bronchite come quella che mi ha colpito un paio d\u2019anni fa, per farmi capire che la morte \u00e8 pi\u00f9 vicina di quanto io possa pensare. Per questo, adesso, faccio programma brevi: pensare di prendere un appuntamento tra otto mesi \u00e8 impossibile per me, ho sempre paura che possa intervenire qualcosa che mi porti alla morte. Diciamo che la morte \u00e8 una sorella che mi sta vicino anche se non pi\u00f9 in maniera cos\u00ec assillante come in passato\u00bb.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; color: #008080;\"><strong>Ma quando pensa alla morte, si prepara ad affrontarla in maniera speciale?<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif;\">\u00abIl Signore e i miei tantissimi amici mi daranno la forza e il buon senso necessario per riuscire ad attraversare anche quel momento. Altro non saprei. La morte non mi fa pi\u00f9 cos\u00ec paura e ne parlo molto volentieri con mia mamma e mia sorella, che non ci sono pi\u00f9 da diversi anni. Ecco, quando ho qualche problema dico \u201cmamma, tu cosa faresti? Tu che adesso vedi le cose sotto un\u2019altra luce cosa faresti? Dovrei vederle anch\u2019io al di l\u00e0 di tutte queste preoccupazioni terrene. Dovrei vedere la morte come un grande momento di serenit\u00e0, quando poi, alla fine, tutto torna a casa\u00bb.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; color: #008080;\"><strong>Lei, meglio di molti altri, ha titolo per commentare in profondit\u00e0 gli eventi di queste ultime settimane, a cominciare dal suicidio assistito di dj Fabo. Cosa pensa di queste vicende?<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif;\">\u00abNon voglio assolutamente lanciare una feroce invettiva contro questa scelta. Con Dj Fabo voglio essere rispettosissimo e &#8211; di pi\u00f9 -, tenerissimo, perch\u00e9 capisco la sua fatica. Io, pur facendo molta fatica, ho avuto il tempo, un tempo che non passa mai, per pensare, pensare, pensare sulla mia malattia; lui invece si \u00e8 trovato di colpo in una situazione disperata. Ecco perch\u00e9 rispetto molto queste scelte: non perch\u00e9 le condivido, ma perch\u00e9 non voglio che il non condividerle possa apparire come una sorta di acredine. Cinquanta, sessant\u2019anni fa c\u2019era un pensare etico comune a tutti, al di l\u00e0 della religione, dell\u2019ideologia, della politica, dell\u2019economia, della medicina\u2026 Oggi ognuna di queste pretendere di avere la risposta giusta, e vorrebbe incastonare la propria risposta all\u2019interno di una legge. Oggi il pensare etico comune a tutti &#8211; un tempo condiviso dal parroco, dal farmacista, persino dall\u2019ateo &#8211; non esiste pi\u00f9, e, al contrario, si sottolinea sempre pi\u00f9 il desiderio personale: io non sto bene e al di l\u00e0 di tutto e di tutti, rifiuto la vita in cui non sto bene, e agisco di conseguenza. Abbiamo assistito ad un processo di secolarizzazione che ha mandato in frantumi il senso etico comune, lasciando che ciascuna delle diverse discipline che lo componevano sottolinei ognuna i propri valori. Siamo in una fase di passaggio nella quale occorre essere molto, molto rispettosi di tutti. Cosa pu\u00f2 fare la legge? Cercare di mettere insieme le diverse istanze, perch\u00e9 la legge non inventa l\u2019etica, l\u2019etica intesa come senso morale, l\u2019etica comune, laica, usiamo anche questa parola. La legge cercher\u00e0 di dare forza a un pensare etico comune che per\u00f2 oggi non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. Sul non uccidere tuo fratello, siamo d\u2019accordo tutti, ma quando si parla della vita, della sofferenza, del limite, dell\u2019inadeguatezza? Ecco perch\u00e9 ci vorr\u00e0 ancora molto tempo prima che il Parlamento approvi una legge su questi temi\u00bb.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; color: #008080;\"><strong>Luned\u00ec erano in venti in aula\u2026<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif;\">\u00abHanno paura ad affrontare queste cose e nessuno lo dice. Ognuno dice la sua idea, ma non sa come coniugarla con quella dell\u2019altro. Io sono d\u2019accordo che l\u2019accanimento terapeutico \u00e8 sbagliato, ma spesso, negli ospedali italiani, viene applicato, se non addirittura mistificato, tradito. Ma \u00e8 tutta una materia sulla quale bisogner\u00e0 ricostruire piano piano quella istanza etica evangelica che \u00e8 il rispetto profondo e totale dell\u2019altra e dell\u2019altro; dove io non sono io da solo, ma sono io e tutti quelli che mi sono vicino. Non pu\u00f2 essere che se il mio desiderio di essere felice in questa vita non viene appagato, allora non mi interessa pi\u00f9 niente e nessuno, me ne vado, fatemi morire. No, non pu\u00f2 funzionare cos\u00ec. Ci sono delle persone che decidono di morire, ma non \u00e8 una grande conquista, \u00e8 una sofferenza enorme. I familiari di chi si toglie la vita perch\u00e9 sta soffrendo non sono contenti perch\u00e9 il loro caro si \u00e8 liberato di un peso che lo faceva stare male, ma stanno malissimo anche loro. Uscire dalla sofferenza con la decisione di morire \u00e8 una tragedia totale, per tutti. L\u2019aveva gi\u00e0 detto anche il cardinal Martini: servir\u00e0 grande pazienza per far tornare a discutere tra loro il politico, l\u2019economista, il medico\u2026 e cercare di ricostruire un modo comune di pensare nei riguardi dell\u2019uomo\u00bb.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; color: #008080;\"><strong>Si riuscir\u00e0 a mettere insieme una legge capace di regolare quello che scienza e coscienza adesso non comprendono ancora?<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif;\">\u00abOggi \u00e8 impossibile. La legge dovr\u00e0 fare il minimo indispensabile per non rovinare il concetto di vita, il modo di vedere e di pensare la vita, ma sar\u00e0 una legge decisamente zoppa. Non \u00e8 colpa di nessuno, non \u00e8 perch\u00e9 i cattolici sono contro o i radicali sono a favore, ma perch\u00e9 nessuno oggi riesce a discutere di un senso etico condiviso. Anche il cattolico, il credente, non pu\u00f2 imporre il proprio credo: se \u00e8 cattolico e credente sapr\u00e0 cosa scegliere, ma non pu\u00f2 pensare di imporre una legge\u00bb.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; color: #008080;\"><strong>Molti trovano nella sua personale riflessione sul senso del dolore e della sofferenza, sul rapporto tra il Male e Dio, le parole che spesso cercano e non trovano. Molti vengono anche a trovarla. Di che tipo \u00e8 la sua speranza?<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif;\">\u00abSono vent\u2019anni che mi hanno detto \u201csei ammalato\u201d, e in tutti questi anni ho trovato tante belle risposte al mio modo di vivere la mia malattia che mi hanno dato serenit\u00e0. Ma non sono certo qui a dire \u201cche bello che sono malato\u201d. Mamma mia che fatica il fatto di non potere andare in montagna\u2026 Adesso l\u2019ho superato, ma ho impiegato anni per vincere questa fragilit\u00e0. Il mio modo di vivere la malattia, \u00e8 stato quello di continuare a \u201cgrattare\u201d finch\u00e9 sono riuscito a trovare qualcosa di buono per quelli che hanno una vita in salute. Io sperimento dei limiti, delle fragilit\u00e0 perch\u00e9 per me sono evidenti e mi inchiodano le ginocchia, le dita dei piedi, le mani\u2026 Io non sono quello che dice \u201cche bello. il Signore mi ha dato questa sofferenza, cos\u00ec posso dimostrare quanto sono bravo\u201d. No, io sono arrabbiato e nervoso per questa cosa, e il Signore lo sa, per\u00f2 la attraverso, la vivo. E allora la fragilit\u00e0 che io non posso evitare di vedere e di toccare, la trasformo in una virt\u00f9 che pu\u00f2 aiutare: guarda che il limite che io sperimento obbligatoriamente, tu lo puoi vivere come una virt\u00f9, che in fondo \u00e8 la virt\u00f9 dell\u2019umilt\u00e0 di fronte alla vita. Cos\u2019\u00e8 la volont\u00e0 di Dio? E&#8217; vivere questa mia malattia con le cose belle che ci sono e le cose difficili che ci sono. La volont\u00e0 di Dio non \u00e8 fare chiss\u00e0 cosa, \u00e8 la capacit\u00e0 di avere l\u2019umilt\u00e0 di chiedere di asciugarmi il naso quando il naso mi cola. Per noi uomini di oggi, cos\u00ec presuntuosi, questa cosa \u00e8 devastante. Anch\u2019io sono presuntuoso, per\u00f2 certe cose le capisco meglio, non perch\u00e9 sono pi\u00f9 bravo, ma perch\u00e9 sono obbligato a capirle. Allora recupero da questo limite, da questa fragilit\u00e0, quello che posso regalare agli altri. Vivere la mia malattia \u00e8 come salire una montagna lungo una cresta, che ha due versanti: il limite da una parte e la fragilit\u00e0 dall\u2019altra. La cresta \u00e8 una cosa difficile da salire, ma io non faccio finta di camminare. No, io salgo sulla cresta: sono sempre malato, sono sempre a rischio, ma salgo e scopro panorami meravigliosi. Ecco, nella mia malattia io sono sempre qui, ammalato, tra il limite e la fragilit\u00e0, per\u00f2 fin che vivo &#8211; uno, due, cinque, vent\u2019anni &#8211; scopro e ho scoperto tante cose belle. E dico: guarda questa cresta della mia vita, che \u00e8 la volont\u00e0 di Dio per me oggi, e con Dio non sono arrabbiato, anzi! Mi \u00e8 stata data una cosa difficile, ma bella da scoprire. E condivido questa esperienza con tutti i miei amici, quelli che incontro tutti i giorni e quelli che incontro ogni tanto\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif;\">Forse, scrivendo la sua preghiera del mattino, Bonhoeffer pensava proprio a don Pennati: \u00abAiutami a pregare; da solo non sono capace\/ In me c\u2019\u00e8 buio, ma in te c\u2019\u00e8 luce;\/ io sono solo, ma tu non mi abbandoni;\/ io non ho coraggio, ma tu mi aiuti;\/ io sono inquieto, ma in te c\u2019\u00e8 la pace;\/ in me c\u2019\u00e8 amarezza, in te pazienza;\/ io non capisco le tue vie, ma tu sai qual \u00e8 la mia strada.\/ Signore, qualunque cosa rechi questo giorno,\/ il tuo nome sia lodato!\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 10pt; color: #008000;\">per gentile concessione de &#8220;L&#8217;eco di Bergamo&#8221;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: helvetica, arial, sans-serif;\"><a href=\"https:\/\/patronatosanvincenzo.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Cattura18.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-6417\" src=\"https:\/\/patronatosanvincenzo.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Cattura18.jpg\" alt=\"\" width=\"50\" height=\"16\" srcset=\"https:\/\/patronatosanvincenzo.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Cattura18.jpg 338w, https:\/\/patronatosanvincenzo.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Cattura18-300x98.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 50px) 100vw, 50px\" \/><\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Testimone. 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