Il tu mi incontra per grazia. Così la relazione è al tempo stesso essere scelti e scegliere, patire e agire. (Martin Buber, Il principio dialogico).
Solo per grazia. È l’esperienza del pubblicano del tempio che differentemente del fariseo si sente cercato e scelto dal Signore, per essere da Lui amato e perdonato. “Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore” (Luca 18,9-14).
C’è una Grazia che attraversa la storia di ogni persona, anche quella dei nostri ragazzi e adolescenti. È la Grazia di sentirsi amati e voluti da qualcuno. È la Grazia di Chi si mette in ricerca di te non per quello che fai ma per quello che sei. È la Grazia che colma la distanza tra “io e Tu” riconducendo la solitudine e lo smarrimento, esperienze profondamente umane, alla relazione, esperienza profondamente divina.
Sentiamo che questa Grazia ci attraversa e non ci lascia mai soli. Percepiamo che la Grazia si serve delle mani, del cuore e dell’intelligenza di ciascuno di noi che vive in questa comunità e fa della nostra relazione con i ragazzi uno strumento che conduce alla relazione con Dio.
Così è l’esperienza di Berno, il contadino della Ciudad de los Niños che seminando, piantando, irrigando, concimando la terra ha l’opportunità ogni giorno di stare in relazione con alcuni ragazzi e adolescenti. Non si possono fare molte parole con Berno; ha un udito molto debole. La relazione con Berno si costruisce nella dedizione e nell’onestà del lavoro, nel silenzio che attende la crescita paziente di una pianta come la vita di un ragazzo, nel servizio che non accetta interessi o favoritismi. Lavorare con Berno è tutto questo. E la relazione con Berno – questo lo si avverte fin dall’inizio – ci porta al gusto dell’essenzialità, della semplicità, dell’umiltà. Proprio come il pubblicano, anche noi lo ritroviamo in ginocchio nei suoi orti perchè la terra continui ad essere feconda.
Questa settimana Tito, Rodolfo, Sandra, Edson, Quendra, Dana e Maira si affiancheranno a Berno nel lavoro nei campi. Vorremmo per la loro esistenza che il lavoro degli orti possa regalare l’umiltà e la fecondità propria della terra. Anche questo è Grazia.
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