Quanto stupore e fascino si prova quando si giunge ad una fonte di acqua fresca. La purezza, l’essenzialità, la trasparenza dell’acqua rendono i nostri occhi un po’ più lucidi, un po’ più limpidi. Lo è anche per i nostri ragazzi quando, rimanendo senza acqua, si può attingere al nostro pozzo. Quando nelle case della nostra comunità rimaniamo solo con un secchio di acqua fresca, l’essenziale è quello che c’è di più prezioso.

 È proprio nell’incontro con Gesù al pozzo che una donna di Samaria scopre la bellezza di vivere “in profondità”, il valore di una relazione, la gioia di essere amata-non giudicata. Ce lo siamo detti un po’ domenica, leggendo il cap.4 del vangelo di Giovanni. Ce lo siamo detti con parole semplici… come quelle del piccolo Principe:

“Buon giorno”, disse il piccolo principe.

“Buon giorno”, disse il mercante.

Era un mercante di pillole perfezionate che calmavano la sete. 

Se ne inghiottiva una alla settimana e non si sentiva piu’ il bisogno di bere.

“Perche’ vendi questa roba?” disse il piccolo principe.

“E’ una grossa economia di tempo”, disse il mercante.

“Gli esperti hanno fatto dei calcoli. Si risparmiano cinquantatre’ minuti la settimana”.

“E che cosa se ne fa di questi cinquantatre’ minuti?”

“Se ne fa quel che si vuole…”

“Io”, disse il piccolo principe, “se avessi cinquantatre’ minuti da spendere, camminerei adagio adagio verso una fontana…”

 

Camminare adagio. Nella vita non ci si incontra nella fretta. Dare tempo all’altro ha lo stesso valore dell’acqua di una fonte. Forse è per questa ragione che stasera i volti di Wilder, Paola, Mariel e Alejandra erano così luminosi e puri. Attorno al pozzo della Ciudad de los Niños ci siamo dati del tempo per stare insieme: chiacchierando e giocando. Un tempo prezioso e único, come l’acqua che sgorgava dalla profondità del nostro giardino.