Come tutti i martedì, anche questa sera ci siamo trovati nella piccola cappella con alcune case-famiglia della Ciudad de los Niños per lasciarci guidare dalla Parola del Signore e costruire con gesti fraterni la comunione tra noi, piccoli o adulti che siamo.

Questa sera la pagina del libro del Siracide è entrata nelle profondità del nostro cuore.  Ci è sembrato che volesse sussurare cose importanti per la nostra vita e indicarci il cammino per non sentirci mai soli. Abbiamo ascoltato: “Figlio, abbi un cuore retto e sii costante, tendi l’orecchio e accogli parole sagge, non ti smarrire nel tempo della prova.”

Per crescere, maturare, realizzare progetti e sogni… c’è sempre un tempo della prova. Nessuno si sottrae a questo tempo. La prova che ti fa assaporare la fatica e ti fa dubitare del futuro. La prova ti aiuta a rileggere la tua storia personale e  da un nome alle tue ferite ancora aperte. Ti fa piangere e soffrire.

C’è un gesto semplice che aiuta a superare il senso di smarrimento che in alcuni giorni sembra prevalere nella vita di una persona: consegnare la tua mano all’altro e con lui continuare il cammino. Come oggi Emily, da pochi giorni entrata in comunità. Mentre scendeva il buio della notte e afferrava la mia mano, ho avvertito in lei la tranquillità e la fiducia di chi si sente accompagnata nel cammino. Forse questa è la vocazione della nostra comunità, la missione della Chiesa: mettersi accanto ai “piccoli del Regno” e avere il coraggio di tendere la mano.