Ore 9.30 del mattino: ecco la prima sfornata della nostra piccola panetteria;
ore 11.10 prima vendita del “pan con queso” (pane con formaggio) ai genitori e al personale presente nelle nostre scuole.
Abbiamo intrapreso anche questa piccola avventura. Celia, che da anni lavora nella Ciudad de los Niños e da sempre ha a cuore i ragazzi, piccoli e grandi, della nostra comunità, alcune settimane fa’ ha accettato questa nuova sfida. Durante la mattinata produrrà pane vendendolo agli adulti, ai genitori e ai professori che operano in Ciudad de los Niños; nel pomeriggio continuerà la produzione del pane per le nostre case-famiglie. Con lei si affiancheranno alcune ragazze della nostra comunità: Janeth e Daisy al mattino, Alida e Rosa nel pomeriggio. Abbiamo iniziato con 180 pani in mattinata e 320 nel pomeriggio.
Più dei numeri…
La fraganza del pane suscita in ciascuno di noi ricordi e sentimenti, dando sapore alla quotidianità vissuta attorno alla tavola e alla spontaneità delle relazioni in famiglia.
C’è un gesto unico che “si celebra” quando il pane sta nelle mani di una persona: spezzarlo. Si spezza per condividere e costruire gesti di fraternità. Si spezza nel bisogno, nella prova, nella gioia. Quando spezziamo il pane significa che non si è soli, si crea un’opportunità di riconciliazione e di dialogo, si generano amicizie. Spezzando il pane si conosce qualcosa di più dell’altro che mi vive accanto. Proprio come i due discepoli di Emmaus che lo riconobbero come l’Amico Risorto nello spezzare il pane.
Non so che sentimenti proveranno Celia e le nostre giovani ragazze a tenere nelle loro mani pane e fraganza di pane. Sappiamo solo che anche questa esperienza sarà per ciascuno di noi, che vive nella Ciudad de los Niños, un’opportunità per dare profumo intenso alla semplicità e alla quotidianità di gesti familiari.
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