Il ritorno da un viaggio o da un’esperienza significativa ci permette di rivedere con occhi diversi quello che si è sperimentato. Così è anche per molti dei volontari che stanno passando per la nostra comunità. Così è stato sicuramente per quel lebbroso del vangelo che, mentre è in cammino, decide di ritornare da Gesù per dire grazie e rileggere con occhi nuovi non solo la sua guarigione ma la sua stessa vita. È solo durante questo ritorno che Gesù gli offre la guarigione interiore: “alzati e va’, la tua fede ti ha salvato”.
Per capire qualcosa della nostra vita, del senso e del cammino che stiamo intraprendendo, è necessario, non solo fermarsi, ma spesso ritornare da chi fino ad ora ci ha accompagnato nell’esistenza e fare memoria delle nostre radici.
È proprio qui che si radica la nostra tenacia di incontrare la famiglia o le origini familiari dei ragazzi della Ciudad de los Niños. È un bisogno di tutti ritornare alle nostre radici per alimentare il senso di gratitudine alla vita, per incominciare a guarire alcune ferite che sembrano indelebili, per dare fiducia e speranza al cammino che fin ad ora si è intrapreso.
Anche questa settimana abbiamo vissuto un ritorno a casa. Pablo dopo più di 10 anni che vive in comunità incontra per la prima volta sua nonna, gli zii e i cugini. Gli sembra di ritornare a casa, di ritornare indietro per dire grazie a chi lo ha generato e cercato da tempo. Forse per lui oggi sono vere le parole del vangelo “alzati e va’, la tua fede ti ha salvato”, cioè “non sentirti più solo, cammina e sii sempre grato a Dio per la tua storia, per il tuo presente, per i sogni che Lui ha su di te”.