“Vela sobre nosotros, Salvador Eterno; sé tú nuestro protector, que no nos sorprenda el tentador astuto”.
Alla fine di questa giornata, mentre osservo il timido tramonto che si spegne dietro le vette del Tunari, rileggo il vangelo delle tentazioni ascoltato in questa prima domenica di quaresima. Cresce un senso di inquietudine. La inquietudine che alimenta la mia fragilità, spesso ombra del mio peccato. Così mentre cammino sul ciottolato della nostra comunità, l’antifona al Magnificat, il canto di Maria que la Chiesa ci invita a pregare ogni sera, non elimina questa fragilità ma ne offre un senso: “Veglia su di noi… Tu sei il nostro Protettore”.
Aiutaci Signore a dare un nome alle nostre inquietudini e fragilità,
veglia sui nostri affanni,
sii nostro rifugio quando difficile è fermarsi.
Proteggi i più fragili della terra.
Indicaci i tempi e i modi per essere come gli angeli,
che dopo le tentazioni,
ti si avvicinarono e ti servirono.
In Te,
solo in Te,
noi, vicini o lontani che siamo, confidiamo.
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