“Vieni a vedere” mi fa il collaboratore. Il corridoio al 2° piano è ingombro di decine di oggetti incellofanati e allineati in odine lungo la parete: tv, computer, condizionatori, stampanti, telefoni, elettrodomestici ecc. “Da dove viene tutta ‘sta roba? E soprattutto, dov’era prima d’ora?” chiedo paventando già la risposta e temendo il peggio. Ma P. un giovane nigeriano si affanna in inglese a dire che è lui il proprietario, che è roba sua, legittimamente acquistata…e dal portafogli spuntano decine di scontrini. Effettivamente ha comprato per pochi euro ogni genere di apparecchi elettronici usati, difettati o addirittura guasti, li ha impacchettati e ordinati in vista della spedizione in Africa dove dicono siano maghi nel far rivivere oggetti che da noi tutt’al più sarebbero destinati alla raccolta differenziata. “Ma dov’era tutta questa roba? E come mai è qui in corridoio?”. M. un altro giovane africano, smascherato, non trova di meglio che inginocchiarsi a supplicare perdono. La scoperta è stupefacente: M. ha “affittato” la propria camera all’amico P. che l’ha trasformata in deposito delle sue cose. E’ già di per sé incredibile che uno spazio di pochi metri quadrati abbia potuto contenere tutta quella roba: l’assurdo è che lì dentro ci dormivano in due nel letto a castello a cui accedevano attraverso un pertugio fra i pacchi. Do un’ora di tempo per sgombrare il corridoio e minaccio M. di espulsione alla prossima che combina…Ma non posso fare a meno di pensare che ho di fronte due imprenditori…di razza, capaci di cavare sangue dalle rape.