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15 ottobre 1973: il primo gruppo di giovani entrava come ospite, iniziando quell’attività della Casa del Giovane che don Minelli aveva realizzata e don Bepo fortemente voluta. In quarant’anni molti giovani si sono succeduti, hanno trovato alloggio, spazio e integrazione al loro posto di lavoro. Sono rappresentate tutte le regioni italiane e sono in continuo e significativo aumento gli stranieri, per cui la geografia si impara dal vivo. L’ambiente comune ha ridotto i confini ed aumentato la socialità con frutti culturali molto apprezzabili. Sono pure rappresentati i vari settori produttivi e amministrativi, per cui il medico aiuta il postale e viceversa; il meccanico o il bancario aiutano l’inesperto automobilista o danno una mano per la prima difficile lettura dello stipendio. Sono rappresentate le diverse tifoserie che trovano tregua solo con la nazionale. Ma ci si trova anche – con il massimo rispetto e tenendo conto delle differenti confessioni religiose – a unificare il sentire spirituale con varie iniziative.  Non è tutto. Ogni anno quasi 1500 riunioni si realizzano in ambienti della Casa e dell’attiguo Conventino: riunioni religiose, sindacali, culturali, associative… Il servizio mensa – molto apprezzato per la qualità, i bassi prezzi e la cordialità del personale addetto – accoglie vere e proprie moltitudini di persone per le quali è diventata un riferimento importante oltre che comodo, soprattutto dopo l’apertura del tunnel sotto la stazione. Nel bel giardino che circonda la Casa, i grandi e frondosi alberi offrono riparo e frescura e la Madonnina accoglie tutti con la sua materna benedizione. Difficile anche fare un calcolo degli incontri sportivi che si sono svolti nei campi immersi nel verde… La Casa del Giovane vuol continuare ad essere, nell’Opera del Patronato, un anello importante dell’idea educativa di don Bepo che l’ha sostenuta e di don Minelli che l’ha realizzata, perché i giovani possano trovarsi nelle migliori condizioni per la loro scelta di vita.

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