Venerdì 21 marzo 2025

     

    2a Settimana di Quaresima

     

    Avvenne il 21 marzo…

    1413 – Enrico V diventa re d’Inghilterra.

    1556 – A Oxford l’arcivescovo di Canterbury Thomas Cranmer viene messo al rogo.

    1935 – La Persia viene rinominata Iran.

    1980 – Il presidente Jimmy Carter annuncia il boicottaggio degli Stati Uniti ai Giochi Olimpici di Mosca in segno di protesta contro l’invasione sovietica in Afghanistan.

    1990 – La Namibia ottiene l’indipendenza dal Sudafrica dopo settantacinque anni.

     

    Aforisma

    “Considerando la storia della Chiesa, vediamo che spesso gli uomini vogliono conservare l’eredità del cristianesimo: la sua nuova visione dell’uomo e della sua dignità personale, il senso della giustizia, della condivisione…Ma vogliono sopprimere l’Erede, accontentandosi di una spiritualità senza Dio!”

     

    Preghiera

    Dio onnipotente e misericordioso, donaci di essere intimamente purificati dall’impegno penitenziale della Quaresima per giungere alla Pasqua con spirito rinnovato. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen

     

    Santo del giorno

    Nacque nel 1417 nel cantone di Obwalden. Benché si sentisse chiamato alla vita eremitica, dovette accettare cariche civili e militari. Nel 1445 si sposò con Dorothea Wyss: nacquero loro 5 maschi e 5 femmine. Compiuti 50 anni con il consenso della moglie, nel 1467, egli partì per l’Alsazia.

    Dove la sua santa vita e il rigoroso digiuno gli procurarono la curiosità dei vicini. Egli decise allora di recarsi nel Ranft, un burrone solitario presso Flueli. Ne usciva solo per recarsi alla Messa e quando la patria ebbe bisogno di lui: nel 1473 di fronte alla minaccia austriaca, e nel 1481 e 1482 quando ci fu pericolo di guerra civile: i buoni risultati di questi interventi gli propiziarono il titolo di “Padre della Patria”.

    Edificati dalla sua preghiera e penitenza (lo spiarono per un mese intero), i suoi vicini costruirono per lui un eremitaggio e una cappella. S. Nicola di Flue morì il giorno del suo 70′ compleanno, il 21-3-1487. Beatificato nel 1669 e canonizzato da Pio XII nel 1947.

     

    Parola di Dio del giorno Matteo 21,33-43.45

    Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto.

    Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.

    Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?». Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».

    E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”? Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».

    Udite queste parabole, i capi dei sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro. Cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla, perché lo considerava un profeta.

     

    Riflessione (San Giovanni Bosco).

    Il primo inganno che il demonio usa per ingannare le anime dei giovani è lo scoraggiamento. «Come è possibile – insinua il maligno – che tu possa per 50, 60 anni o più vivere nella virtù e lontano dai piaceri?». Quando il demonio ti suggerisce questo, tu rispondigli: «Chi mi assicura che io giungerò fino a quell’età? La mia vita è nelle mani di Dio e può anche darsi che oggi sia l’ultimo giorno della mia vita.

    Quanti ragazzi della mia età ieri erano allegri e pieni di salute ed oggi sono già nella tomba! E non potrebbe accadere altrettanto anche a me? E se anche dovessi faticare alcuni anni per il Signore, non ne sarò ricompensato in modo sovrabbondante da una eternità di gloria e di gioia in Paradiso?».

    Il secondo inganno del demonio è farti credere che la vita santa ti farà cadere nella tristezza. «Tu sei giovane – insinua il demonio – e se ti metti a pensare all’eternità e all’Inferno diventerai melanconico e potresti anche impazzire». A queste insinuazioni tu risponderai così: «È vero che il pensiero di un’eternità infelice e di un supplizio che non finirà è un pensiero tetro e spaventoso, ma se può farmi impazzire al solo pensarvi, che cosa sarà mai l’andarvi? È meglio pensarci adesso e non caderci in avvenire, che allontanarne ora il pensiero e poi cadervi per l’eternità!».

    D’altra parte se il pensiero dell’Inferno ci riempie di terrore, il pensiero del Paradiso ci riempie di gioia. I santi infatti, pur pensando all’eternità delle pene non erano tristi, ma allegri, perché avevano fiducia di evitarle vivendo sempre in pace con Dio. Fatti dunque coraggio! Prova a servire il Signore e vedrai quanto è dolce e soave amarlo con tutto il cuore.

     

    Intenzione di preghiera

    Per i giovani affinché non si lascino convincere dalle seduzioni del mondo e si lascino guidare dagli inviti che Dio rivolge loro in ogni circostanza.

     

    Don’t Forget! Dante alighieri: Divina Commedia Inferno Canto III (parte 4.a)

    Il quadro a sinistra è opera di Gabriele dell’Otto

    La perifrasi e i commenti che seguono sono in gran parte di Franco Nembrini

    94-96 E ‘l duca lui: “Caron, non ti crucciare:  vuolsi così colà dove si puote
    ciò che si vuole, e più non dimandare”.
    97-99 Quinci fuor quete le lanose gote
    al nocchier de la livida palude,
    che ‘ntorno a li occhi avea di fiamme rote.
    100-102 Ma quell’anime, ch’eran lasse e nude, cangiar colore e dibattero i denti,
    ratto che ‘nteser le parole crude.
    103-105 Bestemmiavano Dio e lor parenti,
    l’umana spezie e ‘l loco e ‘l tempo e ‘l seme
    di lor semenza e di lor nascimenti.
    106-108 Poi si ritrasser tutte quante insieme,
    forte piangendo, a la riva malvagia
    ch’attende ciascun uom che Dio non teme.
    109-111 Caron dimonio, con occhi di bragia,
    loro accennando, tutte le raccoglie;
    batte col remo qualunque s’adagia.
    112-114 Come d’autunno si levan le foglie
    l’una appresso de l’altra, fin che ‘l ramo vede a la terra tutte le sue spoglie,
    115-117 similemente il mal seme d’Adamo
    gittansi di quel lito ad una ad una,
    per cenni come augel per suo richiamo.

    94-96 E la mia guida: «Caronte, non te la prendere: questa è la volontà di Chi può ciò che vuole e non domandare altro»

    97-99 Allora fu messa a tacere la bocca barbuta del timoniere della palude nera, che aveva gli occhi cerchiati di rosso fiamma.

    100-102 Ma quelle anime stanche e nude, erano impallidite e facevano stridere i denti non appena udirono le parole crudeli (di Caronte).

    103-105 Maledicevano Dio e i loro genitori, la specie umana, il luogo, il momento e il seme del concepimento e della nascita.

    106-108 Poi si ritrassero tutte insieme piangendo forte, verso la riva malvagia che attende ogni uomo che non ha il timore di Dio. 109-111 Il demone Caronte dagli occhi rossi come braci, le raccoglie facendo cenni e colpisce con il remo chiunque siede (in barca). 112-114 Come in autunno le foglie si staccano una dopo l’altra, fino a quando il ramo vede a terra ciò che lo rivestiva,

    115-117 così i malvagi discendenti di Adamo si buttano da quella spiaggia uno a uno, (seguendo) i cenni come un uccello il suo richiamo.

     

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