4a Settimana di Quaresima
Avvenne il 2 aprile…
1513 – Juan Ponce de León è il primo europeo a sbarcare sul territorio della futura Florida.
1948 – Il Congresso degli Stati Uniti d’America approva il piano Marshall.
1982 – L’Argentina invade le Isole Falkland: è l’inizio della guerra
1989 – Yasser Arafat viene proclamato presidente della Palestina.
2015 – Kenya: Al Shabaab provoca una strage nell’università di Garissa: 150 morti e 79 feriti.
Aforisma dal Libro del profeta Isaia 49,14-15
“Sion ha detto: «Il Signore mi ha abbandonato e dimenticato». Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se costoro si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai.”
Preghiera
O Dio, che doni la ricompensa ai giusti e non rifiuti il perdono ai peccatori purificati dalla penitenza, abbi misericordia di noi, perché l’umile confessione delle nostre colpe ci ottenga la remissione dei peccati. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
Santo del giorno

Nato a Paola (Cz) nel 1416 da genitori devoti di S. Francesco che per l’età avanzata attribuirono all’intercessione del santo la nascita del figlio e che decisero di indirizzarlo all’ordine francescano. Ma dopo un anno di prova il giovane lasciò il convento e proseguì la sua ricerca con viaggi e pellegrinaggi.
Scelta la vita eremitica, si ritirò a Paola in un terreno della sua famiglia dove si dedicò alla contemplazione e alle mortificazioni, suscitando l’ammirazione dei concittadini: iniziarono ad affluire al suo eremo molti desiderosi di porsi sotto la sua guida. Seguirono la fondazione di vari eremi e la nascita dell’Ordine dei Minimi.
Lo stupore per i miracoli da lui compiuti giunse fino in Francia, alla corte di Luigi XI, allora infermo. Il re chiese al papa Sisto IV di far arrivare l’eremita al suo capezzale. Il re non ottenne la guarigione, ma si avviò un periodo di rapporti favorevoli tra il papato e la corte francese. Nei 25 anni in Francia rimase uomo di Dio e riformatore della vita religiosa. Morì nei pressi di Tours il 2 aprile 1507.
Parola di Dio del giorno Luca 1,26-38
Gesù disse ai Giudei: «Il Padre mio opera anche ora e anch’io opero». Per questo i Giudei cercavano ancor più di ucciderlo, perché non solo violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio. Gesù riprese a parlare e disse loro: «In verità io vi dico: il Figlio da sé stesso non può fare nulla, se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo.
Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché voi ne siate meravigliati. Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre.
Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato. In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità io vi dico: viene l’ora – ed è questa – in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno.
Come infatti il Padre ha la vita in sé stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in sé stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. Non meravigliatevi di questo: viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna.
Da me, io non posso fare nulla. Giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato».
Riflessione Di don Arturo Bellini
«La speranza prevale il timore e il timore vero è motivo di accrescere la mia speranza. Ho speranza perché Dio mi vuole salvo. Il figliol prodigo. La pecorella smarrita». Don Bepo (27/1/957) Nella annotazione di don Bepo vi è il richiamo a due parabole assai note. Ci ricordano che la volontà di Dio è volontà di salvezza, non di perdizione, di gioia, non di dolore, di compimento non di fallimento.
Dio non vuole il male di nessuno. Anzi la sua volontà di Dio è proprio quella di vincere il male a costo di subirlo in prima persona, come ha fatto Gesù. La parabola del “figlio prodigo” rivela l’atteggiamento educativo del Padre che vuole aiutare il figlio a maturare nella libertà e nella responsabilità. Quel figlio è convinto che i beni materiali siano la soluzione dei suoi problemi e con la carta di credito in tasca possa finalmente fare quel che vuole. È un figlio che non c’è con la testa! E quando uno non pensa e non capisce che cosa resta da fare?
Quando il delirio di una vita in balia dei propri desideri “sbullonati” diventa ossessivo non resta che dargli quello che vuole perché si misuri con la realtà… Il filosofo Petrosino riflettendo sulla vicenda di Babele fa notare che Dio non interviene a impedire la costruzione della Torre che arriva al cielo, ma invita gli uomini a riprendere a pensare: «Loro – scrive – non pensavano più, non perché fossero cattivi, ma perché lentamente la costruzione della torre era diventata l’unico obiettivo: non vedevano altro».
Il figlio minore, il prodigo, spendaccione e scialacquatore, è affascinato dal sogno di una vita libera, ma sganciata da ogni responsabilità: vivere senza fatica, senza lavoro, senza nessun altro interesse che sé stesso. San Paolo ai cristiani di Tessalonica ricorda che vive in modo degno di Dio coli che sta in relazione con Lui, ne cerca la Volontà che vuole solo e unicamente il nostro bene.
Si racconta di una bambina, in Francia, che durante un incontro di catechismo, stava scrivendo sotto dettatura la frase «sia fatta la tua volontà», e scambiò il verbo faite (fatta) con féte (festa) perché le due parole si pronunciano allo stesso modo. Senza volerlo, aveva dato un’indicazione spirituale e teologica di grande portata. La volontà del Signore è motivo di festa, di gioia quando sappiamo accettarla e viverla con fiducia.
Una persona che ricordo con affetto, quando passavo in casa per la comunione era solito ripetere questa preghiera: «O Signore, concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare; la forza ed il coraggio di cambiare le cose che posso cambiare; e la saggezza di conoscerne la differenza».
Intenzione di preghiera
Preghiamo perché lo Spirito Santo faccia fiorire nella Chiesa l’integrità della fede, la santità della vita, la carità fraterna, perché, stretta alla croce, innalzi i suoi germogli fino al cielo.
Don’t Forget! Storia dei martiri cristiani
MARTIRI dell’ARMENIA

L’Armenia è Repubblica dell’ovest Asia, situato nel sud del Caucaso; la capitale è YEREVAN. Dal punto di vista storico-culturale il paese è considerato europeo ed è membro effettivo del Consiglio d’Europa. Confini: Turchia a ovest, Georgia a nord, Azerbaigian a est, Iran e l’exclave azera del Naxçıvan a sud.
Il paese non ha accesso al mare ed ha una superficie di 29.743 km² (Piemonte + Val d’Aosta) e popolazione di 3 milioni di ab. (densità 101 ab. per km²). Il pil pro capite è di circa 4.000 € e il paese è industrializzato e agricolo. Il territorio è montuoso e simbolo del paese è il maestoso Monte Ararat (5.137 m.) che però si trova in territorio turco; il paese è cosparso di vulcani spenti (più di 500): si trova infatti nel cuore di un’area ad alto rischio sismico.
L’Armenia è ricca di acque ed ha un lago (il Sevan) grande 4 volte il lago di Garda. Governo: è una Repubblica parlamentare. Presidente Vahagn Khachaturyan. Premier è Nikol Pashinyan.
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