Sabato 17 gennaio 2026

     

    I Settimana del Tempo Ordinario

     

    Avvenne il 17 gennaio…

    395 – Alla morte di Teodosio I, l’Impero romano viene definitivamente suddiviso in Impero d’Oriente, governato da Arcadio, e Impero d’Occidente, governato da Onorio.

    1377 – Papa Gregorio XI riporta il papato a Roma per le preghiere di S. Caterina da Siena.

    1773 – James Cook, a bordo della HMS Resolution oltrepassa per primo il circolo polare antartico.

    1819 – Simón Bolívar proclama la Repubblica di Colombia.

    1925 – Mussolini con le “leggi fascistissime”, rende fuori legge tutti i partiti meno quello Fascista

    1945 – L’Armata Rossa occupa Varsavia.

     

    Aforisma di S. Antonio Abate

    “La pace si ottiene moderando i desideri: il nostro desiderare continuo ci riempie di agitazione.”

     

    Preghiera Colletta

    O Dio, che a sant’Antonio abate hai dato la grazia di servirti nel deserto seguendo un mirabile modello di vita cristiana, per sua intercessione donaci la grazia di rinnegare noi stessi e di amare te sopra ogni cosa. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

     

    Santo del giorno

    S. ANTONIO ABATE

    Antonio abate è uno dei più illustri eremiti della storia della Chiesa. Nato a Coma, nel cuore dell’Egitto, intorno al 250, rimasto orfano, verso i 20 anni abbandonò ogni cosa per vivere prima in una plaga deserta e poi sulle rive del Mar Rosso, dove condusse vita eremitica per più di 80 anni: morì, infatti, ultracentenario nel 356.

    Già in vita accorrevano da lui, attratti dalla sua santità, pellegrini e bisognosi di tutto l’Oriente. Anche Costantino e i figli ne cercarono il consiglio. La sua vicenda è raccontata da un discepolo, S. Atanasio, che contribuì a farne conoscere l’esempio in tutta la Chiesa. Solo due volte lasciò il suo romitaggio: la prima per confortare i cristiani di Alessandria d’Egitto perseguitati dall’imperatore Massimino Daia.

    La seconda, su invito di Atanasio, per esortare i cristiani alla fedeltà verso il Concilio di Nicea contro l’eresia ariana. Nell’iconografia S. Antonio spesso è raffigurato circondato da donne procaci (simbolo delle tentazioni) o da animali domestici come il maiale perché con la sua sugna i monaci Antoniti curavano i malati dall’herpes zoster detto appunto fuoco di S. Antonio.

     

    Parola di dio Marco 2,13-17

    In quel tempo, Gesù uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli insegnava loro. Passando, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre stava a tavola in casa di lui, anche molti pubblicani e peccatori erano a tavola con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano.

    Allora gli scribi dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: «Perché mangia e beve insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, Gesù disse loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».

     

    Riflessione detti e fatti della vita di S. Antonio abate

    1. Abba Antonio, mentre dimorava nel deserto, fu preso da scoraggiamento e da grande tenebra nei pensieri e diceva a Dio: «Signore, voglio essere salvato, ma i pensieri me lo impediscono. Che potrò fare nella mia afflizione? Come posso essere salvato?». Sporgendosi un poco, Antonio vede un altro come lui, che stava seduto e lavorava, poi si alzava dal lavoro e pregava, poi, di nuovo si sedeva e intrecciava la corda, poi, di nuovo, si alzava per pregare. Era un angelo del Signore inviato a correggere Antonio e a rassicurarlo. E udì l’angelo che diceva: «Fa’ così e sarai salvo». Come udì queste parole, fu preso da grande gioia e coraggio, così fece e si salvò. 
    2. Abba Antonio, scrutando l’abisso dei giudizi di Dio, chiese: «Signore, come mai alcuni muoiono in giovane età, altri vecchissimi? E perché alcuni sono poveri e altri sono ricchi? E come mai degli ingiusti sono ricchi e dei giusti sono in miseria?». E giunse a lui una voce che disse: «Antonio, bada a te stesso. Questi giudizi spettano a Dio e non guadagni nulla a saperli».
    3. Disse un giorno Abba Antonio ai suoi discepoli: “Verrà un tempo in cui gli uomini impazziranno, ed al vedere uno che non sia pazzo, gli si avventeranno contro dicendo: – Tu sei pazzo! a motivo della sua dissomiglianza da loro.”
    4. Diceva Abba Antonio: “La bontà e la sapienza non si acquistano in un istante. Sono il frutto di oculati propositi, esercizi, esperienze, diuturno lavoro e di robusto desiderio del bene. L’uomo puro che ama Dio ed ha vera conoscenza di Lui, non si dà requie nel fare senza restrizioni ciò che a Lui piace. Tali uomini sono rari”.

     

    Intenzione di preghiera

    Preghiamo perché l’esempio di S. Antonio abate ci faccia comprendere che il più grande pericolo per la vita spirituale è il benessere, la ricchezza, la sazietà, il poter esaudire ogni desiderio…proprio tutto quello che il mondo d’oggi promette alla gente.

     

    Don’t Forget!

    In diocesi di Bergamo sono dedicate a S. Antonio abate le parrocchie di

    1. Berbenno
    2. Botta di Sedrina
    3. Cantoni d’Oneta
    4. Fiumenero (Valbondione) 
    5. Lonno (Nembro) 
    6. Monte Grone (Grone) 
    7. Olmo al Brembo
    8. Piario 
    9. Piazza di Sovere (Sovere) 
    10. Rigosa 
    11. S. Antonio Abbandonato (Brembilla e Zogno)
    12. S. Antonio d’Adda (Caprino Bergamasco) 
    13. Vedeseta 

    ma molti sono gli altari, le chiesette e le edicole o cappelle votive dedicate a questo santo molto popolare la cui immagine non mancava mai in passato nelle stalle a protezione degli animali. 

     

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