III domenica del Tempo Ordinario
Aforisma di Isaia 8,23…
“Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse”.
Preghiera Colletta
O Dio, che hai fondato la tua Chiesa sulla fede degli apostoli, fa’ che le nostre comunità, illuminate dalla tua parola e unite nel vincolo del tuo amore, diventino segno di salvezza e di speranza per coloro che dalle tenebre anelano alla luce. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen
Parola di dio della 3.a domenica del Tempo Ordinario
Isaia 8,23b – 9,3; Salmo 26; 1 Corinti 1,10-13.17; Matteo 4,12-23

Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nazareth e andò ad abitare a Cafarnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: «Terra di Zàbulon e terra di Nèftali, sulla via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti! Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta». Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono. Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo.
Riflessione commento al Vangelo
Con la Lettera apostolica “Aperuit illis”, Papa Francesco ha stabilito che “la III domenica del Tempo ordinario sia dedicata alla celebrazione, riflessione e divulgazione della Parola di Dio”. L’evangelista Matteo, riprendendo un’immagine del libro di Isaia, ci dice quello che è Gesù per noi: la luce. Nella nostra vita, vediamo spesso tenebre, resistenze, difficoltà, compiti non risolti che si accumulano davanti a noi come un’enorme montagna, problemi con i figli, o gli amici, con la solitudine, il lavoro non gradito.
È tra tutte queste esperienze penose che ci raggiunge la buona parola: non vedete solo le tenebre, guardate anche la luce con cui Dio rischiara la vostra vita. Egli ha mandato Gesù per condividere con voi le vostre pene. Voi potete contare su di lui che è al vostro fianco, luce nell’oscurità. Non siamo noi che diamo alla nostra vita il suo senso ultimo. È lui. Non è né il nostro lavoro, né il nostro sapere, né il nostro successo. È lui, e la luce che ci distribuisce. Perché il valore della nostra vita non si basa su quello che facciamo, né sulla considerazione o l’influenza che acquistiamo.
Essa prende tutto il suo valore perché Dio ci guarda, si volta verso di noi, senza condizioni, e qualsiasi sia il nostro merito. La sua luce penetra nelle nostre tenebre più profonde, anche là dove ci sentiamo radicalmente rimessi in causa, essa penetra nel nostro errore. Possiamo fidarci proprio quando sentiamo i limiti della nostra vita, quando questa ci pesa e il suo senso sembra sfuggirci. Il popolo immenso nelle tenebre ha visto una luce luminosa; una luce è apparsa a coloro che erano nel buio regno della morte!
Intenzione di preghiera
Preghiamo perché la preghiera per l’unità delle chiese cristiane promuova il dialogo ecumenico e rinsaldi la volontà di realizzare quell’unità fra le chiese per cui Gesù ha pregato nell’ultima cena.
Don’t Forget! Santo del giorno

Festa della Conversione di S. Paolo Apostolo al quale, mentre percorreva la via di Damasco minacciando stragi contro i discepoli del Signore, Gesù in persona si manifestò glorioso affinché, colmo di Spirito Santo, annunciasse il Vangelo della salvezza alle genti, patendo molto per il nome di Cristo. Questa festa liturgica è celebrata dalla Chiesa latina e risale al VI secolo.
Paolo, che nelle lettere si descrive come “indegno d’essere chiamato apostolo” è diventato testimone della risurrezione di Cristo dopo averlo visto risorto. La sua vocazione è stata diretta da Gesù sulla via di Damasco, dove ha vissuto una conversione profonda. Nonostante avesse perseguitato i cristiani in buona fede, la grazia di Cristo lo trasformò, rivelandogli l’unità tra Cristo e i credenti.
Le sue lettere riflettono il miracolo della grazia che ha vissuto, concludendo che Cristo è venuto per salvare i peccatori, di cui lui stesso era il primo. La festa della sua conversione coincide con la conclusione della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani.
Avvenne il 25 gennaio…
1327 – Edoardo III diventa re d’Inghilterra e signore d’Irlanda a 14 anni.
1479 – La Repubblica di Venezia e l’Impero ottomano firmano il Trattato di Costantinopoli
1905 – Viene trovato il Cullinan, il diamante più grande del mondo.
1949 – Prime elezioni in Israele: David Ben Gurion diventa primo ministro
1959 – Papa Giovanni XXIII indice il Concilio Ecumenico Vaticano II
1971 – il feroce dittatore Idi Amin Dada prende il potere in Uganda.








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