Sabato 27 giugno 2026

     

    XII Settimana Tempo Ordinario

     

    Avvenne il 27 giugno…

    1917 – La Grecia scende al fianco dell’Intesa nella prima guerra mondiale.

    1950 – Gli Stati Uniti decidono l’invio di truppe per combattere nella guerra di Corea.

    1980 – Strage di Ustica: un DC-9 della Itavia, in volo da Bologna a Palermo, alle 20:59 esplode nei cieli a nord di Ustica. Si contano 81 vittime, di cui 13 bambini.

    1991 – La Slovenia, che due giorni prima aveva dichiarato l’indipendenza, viene invasa da truppe, carri armati e aerei della Jugoslavia.

     

    Aforisma di S. Tommaso Moro 

    “Mentre gli altri esseri viventi diventano avidi e rapaci per timore della mancanza, l’uomo lo è per la sua superbia con cui si gloria di superare gli altri nell’inutile ostentazione del superfluo.”

     

    Preghiera Colletta

    Donaci, Signore, di vivere sempre nel timore e nell’amore per il tuo santo nome, poiché tu non privi mai della tua guida coloro che hai stabilito sulla roccia del tuo amore. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

     

    Santi del Giorno

    Cirillo (370-444), che succedette allo zio Teofilo, vescovo di Alessandria d’Egitto tra il 385 e il 412, fu protagonista assoluto nella Chiesa della prima metà del V secolo. Fronteggiò gli avversari della Cristianesimo con la stessa determinazione con cui combatté le derive teologiche dentro la Chiesa stessa.

    Scrittore prolifico e polemico, non si sottrasse nelle dispute contro i pagani e contro i giudei e divenne punto di riferimento nelle dispute teologiche che precedettero e seguirono il III Concilio Ecumenico, celebrato ad Efeso nel 431. In quegli anni particolarmente difficili per la Chiesa, Cirillo, nonostante alcune situazioni ancora oscure sotto un profilo storico, governò la Chiesa di Alessandria d’Egitto difendendo strenuamente l’ortodossia. Papa Leone XIII nel 1882 lo proclamò Dottore della Chiesa. 

     

    Parola di Dio del giorno Matteo 8,5-17

    Entrato Gesù in Cafarnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò». Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa».

    Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno cacciati fuori, nelle tenebre, dove sarà pianto e stridore di denti». E Gesù disse al centurione: «Va’, avvenga per te come hai creduto». In quell’istante il suo servo fu guarito.

    Entrato nella casa di Pietro, Gesù vide la suocera di lui che era a letto con la febbre. Le toccò la mano e la febbre la lasciò; poi ella si alzò e lo serviva. Venuta la sera, gli portarono molti indemoniati ed egli scacciò gli spiriti con la parola e guarì tutti i malati, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa: “Egli ha preso le nostre infermità e si è caricato delle malattie”. 

     

    Riflessione Aneddoto 

    Un topo attraverso un buco nella parete, spiava quello che il contadino e sua moglie stavano facendo. Avevano appena ricevuto un pacco e lo stavano scartando tutti contenti. “Sicuramente conterrà del cibo” pensò il topo. Ma quando il pacco fu aperto il piccolo roditore rimase senza fiato. Quella che il contadino teneva in mano non era roba da mangiare, era una trappola per topi! Spaventato, il topo cominciò a correre per la fattoria gridando: “State attenti! C’è una trappola per topi in casa! C’è una trappola per topi in casa!”. La gallina, che stava scavando per terra alla ricerca di semi e vermetti, alzò la testa e disse: “Mi scusi, signor Topo, capisco che questo può costituire per lei un grande problema, ma una trappola per topi non mi riguarda assolutamente. Sinceramente non mi sento coinvolta nella sua paura”. 

    E, detto questo, si rimise al lavoro per procurarsi il pranzo. Il topo continuò a correre gridando: “State tutti attenti! C’è una trappola per topi in casa! C’è una trappola per topi in casa!”.  Casualmente incontrò il maiale che gli disse con aria accattivante: “Sono veramente dispiaciuto per lei, signor Topo, veramente dispiaciuto, mi creda. ma non c’è assolutamente nulla che io possa fare”. Ma il topo aveva già ripreso a correre verso la stalla dove una placida mucca ruminava, sonnecchiando, il suo fieno. “Una trappola per topi? – gli disse – E lei crede che costituisca per me un grave pericolo?”. Fece una risata e riprese a mangiare tranquillamente. Il topo, triste e sconsolato, ritornò alla sua tana preparandosi a dover affrontare la trappola tutto da solo. Proprio quella notte, in tutta la casa si sentì un fortissimo rumore: era il suono della trappola che aveva catturato la sua preda. 

    La moglie del contadino schizzò fuori dal letto per vedere cosa c’era nella trappola ma, a causa dell’oscurità, non si accorse che nella trappola era stato preso un grosso serpente velenoso che la morse. Il contadino, svegliato dalle urla di lei, la caricò sulla macchina e la portò all’ospedale dove fu sottoposta alle prime cure.  Quando ritornò a casa, qualche giorno dopo, stava meglio ma aveva la febbre alta. Ora tutti sanno che quando uno ha la febbre non c’è niente di meglio che un buon brodo di gallina. E così il contadino andò nel pollaio e prese la gallina che divenne l’ingrediente principale del suo brodo. La donna non si ristabiliva e la notizia del suo stato si diffuse presso i parenti che la vennero a trovare e a farle compagnia.  Allora il contadino pensò che, per dare da mangiare a tutti, avrebbe dovuto macellare il suo maiale. E così fece. Finalmente la donna guarì e il marito, pieno di gioia, organizzò una grande festa a base di vino novello e bistecche cotte sul barbecue. Inutile dire quale animale fornì la materia prima. 

     

    Intenzione di preghiera

    Per i giudici e quanti operano nel campo della giustizia, perché svolgano la loro azione con onestà e retta coscienza, cercando sempre la verità e il rispetto di ogni uomo. Preghiamo. 

     

    Don’t Forget! Foto della settimana

    FA CALDO ANCHE NEL RESTO NEL MONDO: MUMBAI – INDIA, GIUGNO 2026. Persone che dormono in spiaggia per trovare un po’ di sollievo dal caldo

    AP PHOTO/RAFIQ MAQBOOL 

     

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