II Settimana di Natale
Battesimo di Nostro Signore Gesù Cristo
Aforisma dal Libro del Profeta Isaia 42
“Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto di cui mi compiaccio. Ho posto il mio spirito su di lui; egli porterà il diritto alle nazioni.”
Preghiera Colletta
Padre d’immensa gloria, tu hai consacrato con potenza di Spirito Santo il tuo Verbo fatto uomo, e lo hai stabilito luce del mondo e alleanza di pace per tutti i popoli: concedi a noi che oggi celebriamo il mistero del suo battesimo nel Giordano, di vivere come fedeli imitatori del tuo Figlio prediletto, in cui il tuo amore si compiace. Egli è Dio, e vive e regna con te nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen
Parola di dio della Festa del Battesimo di N.S. Gesù Cristo
Isaia 42,1-4.6-7; Salmo 28; Atti10,34-38; Matteo 3,13-17

In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia».
Allora egli lo lasciò fare. Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».
Riflessione commento al Vangelo
Gesù chiede a Giovanni di battezzarlo, ma non ha bisogno alcuno di tale battesimo di penitenza perché, dall’inizio, tutto si realizzi e perché si manifesti la Santa Trinità che egli è venuto a rivelare. Giovanni invitava il popolo a prepararsi alla venuta imminente del Messia. A lui è concesso di contemplare ciò a cui aspira ogni uomo che prega e che contempla: Giovanni percepisce e insieme accoglie il mistero di Dio, quello del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Giovanni vede il Figlio, il Verbo eterno di Dio, e lo indica già come il Salvatore.
Sente il Padre, che nessuno riesce a vedere, testimoniare e attestare che quello è davvero suo Figlio (Gv 5,36-37). Percepisce poi la presenza dello Spirito che si posa sulla superficie dell’acqua, madre di ogni vita (Gen 1,2). È lo Spirito che è sceso su Maria, generando in lei la vita umana e divina (Lc 1,35). È lo Spirito che scenderà un giorno sugli apostoli perché fecondino la terra e le diano vita eterna (At 2,4).
E, pur avendo avuto un altro battesimo, altrimenti efficace (Mc 10,39), anche noi siamo stati battezzati “nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo” (Mt 28,19). E, secondo la promessa, la Santa e Divina Trinità pone in noi la sua dimora (Gv 14,23). Essa trasforma la nostra vita, affidandola a Dio e attirandoci verso di lui con la forza di attrazione della risurrezione.
Intenzione di preghiera
Preghiamo perché la festività odierna ci faccia rivivere il grande dono del battesimo e rinnovi in noi i doni e gli impegno del sacramento.
Don’t Forget! Santo del giorno

Nato in Cappadocia nel 423, visse una vita dedicata alla fede cristiana e alla carità. Dopo aver visitato i luoghi santi di Gerusalemme, si pose sotto la guida di un sant’uomo di nome Longino, che lo invitò a prendersi cura di una comunità sulla strada per Betlemme. In seguito, fondò un grande monastero, il Cathismus, che divenne un modello per altri monasteri in tutta la Palestina.
Teodosio fu nominato archimandrita di tutti i cenobi palestinesi e, insieme a San Saba, svolse un ruolo importante nella lotta contro l’eresia monofisita. Fu esiliato per la sua fede, ma alla morte dell’imperatore Anastasio, che lo perseguitava, fu riammesso in patria. Morì nel 539, all’età di 95 anni, e fu sepolto nella prima grotta in cui aveva abitato.
Avvenne l’11 gennaio…
532 – Nell’ippodromo di Costantinopoli scoppia la rivolta di Nika contro l’imperatore Giustiniano I.
1693 – Un terremoto in Val di Noto causa circa 60.000 vittime.
1787 – William Herschel scopre Titania e Oberon, due satelliti naturali di Urano.
1944 – Dopo il processo di Verona vengono fucilati i gerarchi fascisti Galeazzo Ciano, Emilio De Bono, Luciano Gottardi, Giovanni Marinelli e Carlo Pareschi, condannati per aver sfiduciato Mussolini il 25 luglio 1943.








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