1.a domenica di Avvento
Aforisma dal libro del Profeta Isaia 2,1ss
“Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci; una nazione non alzerà più la spada contro un’altra nazione, non impareranno più l’arte della guerra. Casa di Giacobbe venite, camminiamo nella luce del Signore”.
Preghiera Colletta
Padre misericordioso, che per riunire i popoli nel tuo regno hai inviato il tuo Figlio unigenito, maestro di verità e fonte di riconciliazione, risveglia in noi lo spirito vigilante, perché camminiamo sulle tue vie di libertà e di amore fino a contemplarti nell’eterna gloria. Per il nostro Signore Gesù Cristo tuo Figlio che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen
Parola di dio della 1.a domenica di Avvento
Isaia 2,1-5; Salmo 121; Romani 13,11-14; Matteo 24,37-44

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo.
Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata. Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà.
Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
Riflessione del giorno commento al Vangelo
È opinione diffusa che rimedio efficace agli affanni della vita sia la leggerezza che fa leva su distrazioni e divertimenti (nel senso di “volgere lo sguardo altrove”) per rendere più sopportabile lo stare al mondo: questi non vanno mai in crisi, tanto meno nei momenti critici. Ma che la “distrazione” sia un’insidia pericolosa, lo dice Gesù nel Vangelo ricordandoci ciò che capitò ai contemporanei di Noè i quali “non si accorsero di nulla” perché così impegnati a garantirsi la sicurezza della vita -cioè il mangiare e bere- e la sua continuità -lo sposarsi- che furono colti di sorpresa e travolti dall’immane catastrofe del diluvio che pure aveva fatto presagire la sua imminenza con molti segnali.
Rispetto a quello di Noè poi, il nostro è un mondo in cui il benessere ha causato un tale ottundimento morale che vivere nella distrazione rispetto a ciò che davvero conta sta diventando realtà diffusa e normale, il che provoca assuefazione e dipendenza. Neppure l’acuta coscienza critica di un profeta del nostro tempo come Ernesto Balducci era riuscita a prevedere tanta decadenza quando affermava che “…si crede di essere sull’onda del tempo perché se ne accettano acriticamente le parole di moda, gli slogan di battaglia, le strategie improvvisate; così crediamo di aver risposto alle attese dell’uomo ed esaudito gli imperativi della coscienza e invece siamo solo entrati nel grande sonno”.
Ecco la minaccia per la nostra vita: un sonno così profondo che ti risvegli solo dopo che il ladro, entrato senza trovare ostacoli nell’intimo della tua anima, ha portato a termine la tua rovina e allora sono dolori! La prospettiva è seria, ma non disperata, perché la parola di Dio dell’Avvento, non assomiglia per fortuna alle minacciose tirate moralistiche con cui si cerca di scuotere chi non vuole cambiar vita. Essa rimane sempre e anzitutto una gran bella notizia: la tribolata vicenda storica di ognuno e di tutti noi nasce infatti sotto il segno di un misterioso, benefico incontro e, pur snodandosi a fatica tra mille difficoltà e ostacoli, avanza verso un glorioso e definitivo ritorno.
Incontro con chi e ritorno di chi? Ci facciamo aiutare dal sacerdote e poeta milanese Clemente Rebora: “…egli deve venire; verrà, se resisto, a sbocciare non visto; verrà d’improvviso, quando meno l’avverto: verrà quasi perdono di quanto fa morire, verrà a farmi certo del suo e mio tesoro, verrà quasi ristoro delle mie e sue pene, verrà…forse già viene, il suo bisbiglio…”. Dio che è all’inizio della nostra vicenda umana, ritornerà alla fine dei tempi nel Figlio suo Gesù: disgrazie e problemi allora non coglieranno di sorpresa, né piomberanno addosso d’improvviso a chi avrà compreso che l’esistenza umana è racchiusa nell’abbraccio di Dio.
Ecco perché la seconda lettura ci invita a non dissipare il prezioso tesoro della vita tra gozzoviglie e ubriachezze, impurità e licenze, contese e gelosie…distrazioni pericolose, perché possono far perdere l’unico appuntamento a cui non ci si può permettere di mancare: quello con il Signore e la salvezza. Una notizia bella dunque, ma né facile né consolatoria: l’impegno è di quelli tosti che esigono una fedeltà a tutta prova, un rimanere fermi nella certezza che la storia dell’uomo è intimamente annodata con il patto di Dio.
Una fedeltà deve tradursi in atteggiamenti: il coraggio di andare contro corrente sfidando l’opinione pubblica; la vigilanza di fronte a chi vorrebbe far passare come normale ciò che normale non è; il discernimento che consente di fare le scelte giuste; il compromettersi di persona nella storia, anche rischiando se necessario, proprio come Dio ha fatto con noi.
Intenzione di preghiera
Preghiamo perché riconosciamo che quanto c’è di buono e giusto nel mondo è segno della presenza e dell’azione salvifica di Dio nella nostra storia.
Don’t Forget! SANTO DEL GIORNO: S. ANDREA APOSTOLO

Il pescatore Andrea, nato a Bethsaida di Galilea, è fratello di Simon Pietro. Il Vangelo di Giovanni lo mostra con un amico mentre segue il Battista il quale, vedendo Gesù, esclama: “Ecco l’agnello di Dio!”. Parole che spingono Andrea e il suo amico verso Gesù: lo raggiungono, gli parlano e Andrea corre poi a informare il fratello: “Abbiamo trovato il Messia!”. Poi viene la chiamata.
I due fratelli sono tornati al loro lavoro di pescatori sul “mare di Galilea”: ma lasciano tutto di colpo quando arriva Gesù e dice: “Seguitemi, vi farò pescatori di uomini” (Matteo 4,18-20). Il nome di Andrea compare nel primo capitolo degli Atti con quelli degli altri apostoli diretti a Gerusalemme dopo l’Ascensione.
E poi la Scrittura non dice altro di lui, mentre ne parlano alcuni testi apocrifi: in un testo copto Gesù così benedice Andrea: “Tu sarai una colonna di luce nel mio regno, in Gerusalemme”. Lo storico Eusebio di Cesarea (ca. 265-340) scrive che predica il Vangelo in Asia Minore e in Russia. Poi in Grecia, guida i cristiani di Patrasso dove subisce il martirio per crocifissione: appeso con funi a testa in giù a una croce in forma di X; quella detta poi “croce di S. Andrea”, nell’anno 60, un 30 novembre.
Avvenne il 29 novembre…
1786 – Il Granducato di Toscana è il primo paese al mondo ad abolire la pena di morte.
1872 – A Glasgow si gioca la prima partita internazionale di calcio.
1939 – L’URSS inizia una guerra di aggressione contro la Finlandia.
1943 – F. D. Roosevelt, W. Churchill e I. Stalin si accordano di invadere l’Europa, nel giugno 1944.
1981 – I rappresentanti di Usa e Urss negoziano per la riduzione delle armi nucleari a medio.
1999 – Seattle: nel meeting del WTO, la prima mobilitazione del movimento antiglobalizzazione costringe alla cancellazione della cerimonia di apertura dell’incontro








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