V Settimana del Tempo Ordinario
Avvenne il 12 febbraio…
1832 – L’Ecuador annette le isole Galapagos.
1912 – La Cina adotta il calendario gregoriano.
1924 – 1° numero de L’Unità, organo del Partito Comunista Italiano, fondato da Antonio Gramsci.
1941 – Mussolini incontra Francisco Franco a Bordighera e invita la Spagna ad allearsi con l’Asse.
1944 – Il piroscafo Oria, con 4200 soldati italiani prigionieri dei nazisti, naufraga nel mare di Grecia; si salvano in 37
2016 – Papa Francesco e il patriarca di Mosca Cirillo I si incontrano a L’Avana: è il primo ritrovo fra i leader della Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa russa dal Grande Scisma del 1054
Aforisma dei padri del deserto
«Se ti vien meno il coraggio, prega con timore e tremore, con ardore, sobrietà e vigilanza.».
Preghiera Colletta
O Dio, luce del mondo, concedi a tutte le genti il bene di una pace duratura e fa’ risplendere nei nostri cuori quella luce radiosa che illuminò la mente dei nostri padri. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen.
Santo del giorno

Non è possibile vivere senza celebrare l’Eucaristia, perché rinunciarci sarebbe come tagliare le radici a una pianta, seccare una sorgente che alimenta un popolo. Questa consapevolezza animò davanti al persecutore i 49 santi martiri (di cui 19 donne) di Abitina, città dell’Africa Proconsolare.
In quegli anni – la vicenda si colloca tra la fine III secolo e inizio IV – l’imperatore Diocleziano aveva scatenato la repressione contro i cristiani obbligato il clero a consegnare i libri sacri e vietando le riunioni. Ma il gruppo di Abitina, guidato dal sacerdote Saturnino, aveva sfidato il divieto, riunendosi di nascosto per l’Eucaristia.
Scoperti, furono arrestati e quindi inviati a Cartagine dal console Anulino: durante gli interrogatori, tutti dichiararono di non volere né poter rinunciare alla celebrazione domenicale. Per questo vennero incarcerati e martirizzati: alcuni furono giustiziati, altri, forse, morirono di fame e per le torture della prigionia.
Parola di dio Marco 7,24-30
In quel tempo, Gesù andò nella regione di Tiro. Entrato in una casa, non voleva che alcuno lo sapesse, ma non poté restare nascosto. Una donna, la cui figlioletta era posseduta da uno spirito impuro, appena seppe di lui, andò e si gettò ai suoi piedi. Questa donna era di lingua greca e di origine siro-fenicia.
Ella lo supplicava di scacciare il demonio da sua figlia. Ed egli le rispondeva: «Lascia prima che si sazino i figli, perché non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». Ma lei gli replicò: «Signore, anche i cagnolini sotto la tavola mangiano le briciole dei figli». Allora le disse: «Per questa tua parola, va’: il demonio è uscito da tua figlia». Tornata a casa sua, trovò la bambina coricata sul letto e il demonio se n’era andato.
Riflessione don Arturo Bellini commenta don Bepo
Efficacia della preghiera: Il Cottolengo, La Pira, Questa casa? La Madonna di Lourdes e la preghiera. In Deo spes mea. Don Giuseppe Vavassori (Dialoghi domenicali – 20/1/957).
San Giuseppe Benedetto Cottolengo fondò la Piccola Casa della Divina Provvidenza su una fede incrollabile e su una preghiera incessante. Soleva ripetere “Se ai poveri non diamo Dio, non diamo niente”». La Pira considerava la preghiera la “forza storica più potente al mondo”, superiore persino alle bombe atomiche, ritenendola essenziale per costruire la pace.
A Lourdes la Madonna disse a Bernadette di pregare per i peccatori, di fare penitenza, di bere e lavarsi alla sorgente di far costruire una cappella. Don Bepo era devotissimo della Madonna di Lourdes. S. Benedetto Cottolengo, il sindaco di Firenze e don Bepo nella preghiera trovavano l’energia per vivere il vangelo della carità come rivela un episodio raccontato da un predicatore delle missioni al popolo.
Un missionario, chiamato a predicare in una parrocchia difficile, chiese al parroco, se non si trovasse lì qualcuno che praticasse la Comunione frequente, che pregasse molto, e che fosse capace di attrarre benedizioni divine. «Sì -, rispose il parroco – c’è una vecchietta assai attempata che sta sempre alla porta della chiesa; ma non sa altra preghiera che il Rosario. Però è felice e rassegnata nella sua miseria». «È proprio quella che fa per me. La faccia chiamare». «Sentite, buona signora, le disse il missionario: mi farete il piacere di mettervi vicino a questo pilastro, mentre io predicherò; e reciterete il Rosario per la mia intenzione».
La missione ebbe un magnifico successo, e provocò innumerevoli conversioni. Quando il parroco si recò a ringraziare il missionario e a congratularsi con lui, questi rispose: «Ma non deve mica ringraziare me… Ringrazi la buona vecchierella che, mentre io parlavo, mi apriva tutti i cuori con le sue Ave Marie!».
Intenzione di preghiera
Nella settimana di ricordo degli ammalati e degli infermi a loro dedichiamo la nostra preghiera.
Don’t Forget! Santi della carità
Beato Riccardo Henkes, Sacerdote pallottino martire
RUPPACH, GERMANIA 1900 – DACHAU, GERMANIA 22-2-1945


Richard Henkes nacque a Ruppach, nei pressi di Limburgo in Germania, il 26-5-1900, nono di tredici figli, quattro dei quali morti in tenera età. Insieme ai fratelli, cominciò prestissimo ad aiutare in casa e nel lavoro dei campi. Suo padre Peter lavorava come scalpellino, per cui si allontanava spesso da casa. L’educazione religiosa dei figli cadde tutta su sua madre Anna Katharina. Richard frequentò le scuole elementari nel suo paese, per sette anni, con ottimo profitto e voti alti.
Dopo aver conosciuto i padri della Società dell’Apostolato Cattolico, ossia i Pallottini, entrò nel loro studentato di Schoenstatt-Vallendar, per diventare sacerdote e missionario. Nel 1925 fu ordinato sacerdote e l’anno dopo divenne insegnante nello stesso studentato di Vallendar. Dal 1931 operò a Katscher, Frankenstein e Branitz, tra Germania e Cecoslovacchia. Nelle sue omelie cominciò a segnalare i pericoli del nazismo, per cui fu denunciato alla Gestapo, ma ebbe solo un avvertimento. Nel 1937 fu nuovamente accusato per insulti ad Adolf Hitler, ma scampò alla condanna per via dell’amnistia dovuta all’annessione dell’Austria alla Germania hitleriana.
L’8-4-1943 fu arrestato a Brainitz con l’accusa di “abuso del pulpito”. Il 10 luglio dello stesso anno venne condotto nel campo di concentramento di Dachau, dove esercitò clandestinamente il ministero e rimase saldo nella fede. Tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre 1944 si offrì volontario per entrare nella baracca 17, riservata agli ammalati di tifo, per curarli e assisterli spiritualmente. Lui stesso contrasse la malattia, morendo il 22-2-1945. È stato beatificato il 15 settembre 2019 nella cattedrale di S. Giorgio a Limburgo, sotto il pontificato di papa Francesco.








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