Giovedì 19 febbraio 2026

     

    Tempo di Quaresima

     

    Avvenne il 19 febbraio…

    356 – L’imperatore Costanzo II (337-361) ordina la chiusura dei templi pagani nell’impero romano;

    1797 – Viene stipulato il trattato di Tolentino fra lo Stato Pontificio e la Francia.

    1861 – In Russia viene abolita la servitù della gleba

    1937 – Strage di Addis Abeba: in seguito all’attentato al gen. Graziani, inizia la rappresaglia italiana.

    1942 – 2.a guerra mondiale: 30.000 Marines USA sbarcano su Iwo Jima, inizia la battaglia

    1986 – L’Unione Sovietica lancia la stazione spaziale Mir.

    2007 – Due bombe, sul Samjhauta Express, treno tra India e Pakistan, uccidono 66 persone.

     

    Aforisma dai Padri del deserto

    «Bisogna lavorare come se si dovesse vivere per sempre e pregare come se si dovesse morire domani»

     

    Santi del giorno

    B. CORRADO CONFALONIERI

    Nato a Piacenza nel 1290, era di nobili origini. Un giorno accusò un uomo innocente di un incendio appiccato da lui stesso durante una battuta di caccia. Di fronte alla condanna a morte per l’uomo accusato ingiustamente Corrado si mosse e pietà e ammise la sua responsabilità. Dopo aver pagato i danni causati si ritrovò in povertà.

    Assieme alla moglie vendette gli averi restanti e ne diede il ricavato ai poveri. Abbracciate la regola di Francesco e Chiara decisero di diventare religiosi. Corrado quindi divenuto terziario francescano si ritirò in eremitaggio. Dopo aver vagabondato in solitudine approdò all’isola di Malta. Da qui riprese il mare e giunse al porto di Palazzolo in Sicilia e da qui a Noto Antica.

    Giunto nella Val di Noto vi passò trent’anni, tra la preghiera, il servizio e il romitaggio. Gli si attribuiscono molti miracoli. Morì mentre era in preghiera, il 19-2-1351. Oggi si ricorda anche S. Quodvultdeus fu un discepolo di S. Agostino e vescovo di Cartagine che difese la fede cattolica contro le persecuzioni. Esiliato nel 442, morì a Napoli nel 454.  

     

    Preghiera Colletta

    Ispira le nostre azioni, o Signore, e accompagnale con il tuo aiuto, perché ogni nostra attività abbia sempre da te il suo inizio e in te il suo compimento. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen.

     

    Parola di dio Luca 9,22-25

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno». Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi sé stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà. Infatti, quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina sé stesso?».  

     

    Riflessione di Georges Bernanos 

    In ognuno di noi c’è la cisterna profonda aperta sotto il cielo. Indubbiamente, la superficie è ancora ingombra di detriti, di rami spezzati. Su di essa brilla una specie di luce fredda e dura che è quella dell’intelligenza ragionatrice. Ma al di sotto dello strato malsano, l’acqua è subito limpidissima e pura. Ancora un po’ più addentro, e l’anima si ritrova nel suo elemento primitivo, infinitamente più puro dell’acqua più pura: quella luce increata che avvolge tutta la creazione: «In lui era la vita, e la vita era la luce degli uomini».

    La fede è in noi, riempie la nostra vita interiore, è quella stessa vita interiore mediante la quale ogni uomo, ricco o povero, ignorante o dotto, può entrare in contatto con il divino, cioè con l’amore universale, di cui tutta la creazione è l’inesauribile emanazione. Contro questa vita interiore cospira la nostra inumana civiltà con la sua delirante attività, con il suo furioso bisogno di distrazione e con quell’abominevole dissipazione di energie spirituali degradate, attraverso cui si disperde la sostanza stessa dell’umanità…I Santi, alimentano quella vita interiore senza cui l’umanità si degraderà fino a morire.

    Infatti, nella propria vita interiore l’uomo trova le risorse necessarie per sfuggire alla barbarie o a un pericolo peggiore della barbarie: la schiavitù bestiale del formicaio totalitario. Certo, si potrebbe credere che questa non è l’ora dei Santi, che l’ora dei Santi è passata. Ma, come già scrivevo una volta, l’ora dei Santi viene sempre.

     

    Intenzione di preghiera

    Preghiamo perché questo tempo di quaresima sia il tempo propizio per la nostra conversione a Dio e ai fratelli più poveri.

     

    Don’t Forget! Storia dei martiri cristiani

    L’Armenia, ufficialmente Repubblica di Armenia, è Stato dell’Asia occidentale, situato nel Caucaso meridionale; la capitale è YEREVAN (1.100.000 abitanti) Dal punto di vista storico-culturale il paese è a volte considerato europeo ed è membro effettivo del Consiglio d’Europa.  

    Confina con la Turchia a ovest, la Georgia a nord, l’Azerbaigian a est, l’Iran e l’exclave azera del Naxçıvan a sud.  È senza sbocco al mare, con superficie di 29.743 km² (come Piemonte e Val d’Aosta insieme) e una popolazione di 3 milioni di abitanti (densità 101 ab. per km²).  Il pil pro capite è di circa 4.000 € e il paese è industrializzato, ma anche agricolo.

    Il suo è un territorio per lo più montuoso e il simbolo del paese è il maestoso Monte Ararat (5.137 m.) che però si trova in territorio turco; il paese non ha sbocchi sul mare ed è cosparso di vulcani spenti (più di 500): si trova infatti nel cuore di un’area ad alto rischio sismico. L’Armenia è ricca di acque ed ha un lago (il Sevan) grande 4 volte il lago di Garda. La forma di governo è: Repubblica parlamentare. Il presidente è Vahagn Khachaturyan e il premier è Nikol Pashinyan.

     

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