III Settimana del Tempo Ordinario
Avvenne il 29 gennaio…
1676 – Fëdor III diventa zar di Russia
1886 – Karl Benz brevetta la prima automobile a benzina funzionante.
1996 – Un incendio distrugge il Gran Teatro La Fenice di Venezia.
2014 – Viene fondata a Torino la FCA (Fiat Chrysler Automobiles)
2022 – Sergio Mattarella viene rieletto Presidente della Repubblica Italiana con 759 voti.
Aforisma di S. Tommaso d’Aquino
“Donami, o Dio, intelligenza nel conoscerti, diligenza nel cercarti, sapienza nel trovarti, perseveranza nell’aspettarti, fiducia per gettarmi per sempre fra le tue braccia.”
Preghiera Colletta
Dio onnipotente ed eterno, guida le nostre azioni secondo la tua volontà, perché nel nome del tuo diletto Figlio portiamo frutti generosi di opere buone. Pee il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
Santo del giorno

Nato a Foligno, fu il primo vescovo di Perugia. Martirizzato al tempo delle persecuzioni dell’imperatore Marco Aurelio (che fu imperatore dall’anno 161 al 180). Secondo la tradizione Costanzo fu condotto da alcuni soldati davanti al console Lucio e barbaramente flagellato, quindi immerso nell’acqua bollente, da dove uscì miracolosamente illeso. Ricondotto in carcere, convertì i suoi custodi che lo aiutarono a fuggire.
Rifugiatosi a casa del cristiano Anastasio, fu con questo di nuovo arrestato e decapitato nella città di Foligno, intorno all’anno 170. Il corpo del santo, dopo il martirio, fu portato a Perugia e sepolto non lontano dalla città in un luogo detto Areola fuori Porta S. Pietro, dove venne costruita la prima cattedrale di Perugia. Oggi si ricordano anche i SS. martiri Charbel e Bebaia, Papìa e Mauro, S. Sulpicio Severo vescovo…
Parola di dio Marco 4,21-25
Gesù diceva alla folla: «Viene forse la lampada per essere messa sotto il moggio o sotto il letto? O non invece per essere messa sul candelabro? Non vi è infatti nulla di segreto che non debba essere manifestato e nulla di nascosto che non debba essere messo in luce.
Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti!». Diceva loro: «Fate attenzione a quello che ascoltate. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi; anzi, vi sarà dato di più. Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha».
Riflessione Don Arturo commenta don Bepo
«Don Antonio Seghezzi ha lasciato al Patronato l’unica sua ricchezza: l’armonium. Era un suo sollievo il suscitar note dolci e melodiche che rispondevano al candore del suo spirito. Il ricordo della sua voce soave risuona al nostro orecchio, e il profumo delle sue virtù è rimasto in questa casa che santificò con la sua presenza». don Giuseppe Vavassori (BPSV, 1952-11-39).
In questi giorni dedicati alla Memoria condividiamo quanto don Bepo Vavassori scrisse nel 1952 su don Antonio Seghezzi. «Quando nell’ottobre 1943 venne arrestato, da quattro anni apparteneva alla nostra famiglia. Assistente diocesano delle Associazioni Giovanili della Diocesi passava la sua giornata presso la Sede delle Associazioni Cattoliche ogni volta che era richiesto si spostava ovunque presso le diverse Associazioni Giovanili. Libero dalle sue occupazioni tornava al Patronato come alla sua casa. Vi portava una nota serena con una semplicità spontanea e piacevole come l’innocenza di un bambino. Aveva il volto roseo e fresco col sorriso di un adolescente.
Aveva anche la scrittura larga come un fanciullo con caratteri larghi e riposanti. I nostri giovani gli aprirono il cuore. Quando gli confidiamo le nostre colpa, diceva no, sembra che si commuova e pianga come se i nostri peccati li avesse fatti lui”. Il mattino dell’arresto, quando venne il picchetto armato era assente. Appena tornato quando seppe della cosa voleva ad ogni costo presentarsi al comando delle S.S. era tranquillo del suo operato e pensava che i tedeschi se ne sarebbero persuasi.
Fu necessaria tutta l’opera di suoi confratelli per dissuaderlo e farlo allontanare. Quando però venne a sapere che un ufficiale della polizia tedesca s’era presentato a Sua eccellenza il Vescovo minacciando gravi rappresaglie contro il clero qualora non si fosse prestato lasciò il suo asilo e andò incontro al suo calvario. L’interrogatorio durò una settimana e ogni sera tornava tra noi sfinito e sconcertato dall’atteggiamento dei suoi interlocutori. Il 4-11 l’interrogatorio finì colla traduzione nelle prigioni di S. Agata.
Alla vigilia di Natale fu deportato in Germani dove 17 mesi dopo morì nel campo di concentramento di Dakau nei giorni della Liberazione». Un invito a non dimenticare: per capire il nostro passato, raccoglierne la dolorosa eredità perché non accada più. In un momento così difficile, pieno di inquietanti semi di violenza, ricordare ci deve spingere a imporci un nuovo impegno per costruire un mondo di pace.
Intenzione di preghiera
Preghiamo per gli educatori chiamati con Gesù a testimoniare e a difendere la libertà e la vita.
Don’t Forget! Locandina Settimana don Bosco don Bepo









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