Lunedì 2 febbraio 2026

     

    IV Settimana del Tempo Ordinario

    Festa della Presentazione di Gesù al tempio  e giornata della vita Consacrata

    Sono trascorsi 40 giorni dalla celebrazione del Natale del Signore. Oggi ricorre il giorno in cui Gesù fu presentato al tempio da Maria e Giuseppe. Con quel rito egli si assoggettava alle prescrizioni della legge, ma in realtà veniva incontro al suo popolo, che l’attendeva nella fede. Guidati dallo Spirito Santo, vennero nel tempio i santi Simeone e Anna, che illuminati dallo Spirito, riconobbero il Signore e pieni di gioia resero testimonianza a lui. Anche noi, riuniti dallo Spirito Santo, andiamo nella casa di Dio incontro a Cristo. Lo troveremo e lo riconosceremo nello spezzare il pane, nell’attesa che egli venga e si manifesti nella sua gloria in noi e nella storia del mondo.

     

    Letture

    MALACHIA 3,1-4; SALMO 23; EBREI 2,14-18; LC 2,22-40

    La Presentazione di Gesù al Tempio, celebrata il 2 febbraio e nota come Candelora, è la festa cristiana che commemora l’offerta di Gesù al Tempio di Gerusalemme da parte di Maria e Giuseppe. L’evento, narrato nel Vangelo di Luca, segna l’incontro con il vecchio Simeone, che riconosce nel bambino la luce per le genti. 

    Significato Liturgico: La festa, originaria del IV secolo in Oriente e introdotta a Roma nel VII secolo, celebra l’incontro tra Cristo e l’umanità.

    La Profezia di Simeone: Simeone benedice il bambino e profetizza a Maria che una spada le trafiggerà l’anima, preannunciando la passione di Gesù.

    La Candelora: Popolarmente chiamata Candelora, la festa prende il nome dalla benedizione delle candele, simbolo di Cristo “luce per illuminare le genti”.

    La Purificazione: Secondo la legge mosaica, Maria si sottopose al rituale di purificazione 40 giorni dopo la nascita di un figlio maschio.

    Giornata del Consacrato: Dal 1997 il 2 febbraio è la Giornata Mondiale della Vita Consacrata. 

     

    Frase da Ebrei 2

    “Gesù proprio per essere stato messo alla prova e avere sofferto personalmente, è in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova.”

     

    Preghiera Colletta

    Dio onnipotente ed eterno, guarda i tuoi fedeli riuniti nella festa della Presentazione al tempio del tuo unico Figlio fatto uomo, e concedi anche a noi di essere presentati a te purificati nello spirito. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

     

    Parola di dio Lc 2,22-40

    Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore. Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui.

    Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele».

    Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori». C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni.

    Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nazareth. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.

     

    Riflessione di S. Giovanni Paolo II

    «La liturgia di oggi ripresenta e riattualizza un “mistero” della vita di Cristo: nel Tempio, centro religioso della nazione ebraica, nel quale venivano sacrificati animali per essere offerti a Dio, fa il suo primo ingresso, umile e modesto, Gesù colui il quale, secondo la profezia di Malachia, dovrà sedere “per fondere e purificare” (Ml 3,3), in particolare le persone consacrate al culto ed al servizio di Dio. Il salmista, prevedendo tale venuta, esclama pieno di entusiasmo, rivolgendosi al Tempio stesso: “Sollevate, porte, i vostri frontali, / alzatevi, porte antiche, / ed entri il re della gloria.

    / Chi è questo re della gloria? / Il Signore forte e potente, / il Signore potente in battaglia /…Il Signore degli eserciti è il re della gloria” (Salmo 24,7-10). Ma il “re della gloria” è, ora, un piccolo neonato di 40 giorni, che viene portato al Tempio per essere offerto a Dio, secondo la prescrizione della legge di Mosè. Chi è in realtà questo neonato? La risposta a tale domanda, fondamentale per la storia del mondo e dell’umanità, è data dal vecchio Simeone, che, stringendo il bambino tra le braccia, vede ed intuisce in lui “la salvezza” di Dio, la “luce per illuminare le genti”, la “gloria” del popolo Israele, la “rovina e la risurrezione di molti in Israele”, il “segno di contraddizione”.

    Tutto questo è quel bimbo, che, pur essendo il “re della gloria”, il “Signore del Tempio”, vi entra per la prima volta, nel silenzio, nel nascondimento e nella fragilità della natura umana». (San Giovanni Paolo II – Omelia nella Santa Messa per i religiosi e le religiose nella Festa della Presentazione del Signore. 2 febbraio 1981).

     

    Intenzione di preghiera

    Oggi che è il giorno a loro dedicato, preghiamo per le comunità religiose maschili e femminili di vita contemplativa affinché con la loro vita di testimonianza non si stanchino di indicare all’umanità la presenza di Dio luce del mondo.  

     

    Don’t Forget! Avvenne il 2 febbraio…

    962 – Papa Giovanni XII incorona imperatore Ottone I di Sassonia.

    1309 – Papa Clemente 5° è trattenuto ad Avignone dal re di Francia Filippo il Bello: inizia la cattività avignonese

    1808 – Pio VII non aderisce al blocco imposto da Napoleone agli Stati europei per isolare l’Inghilterra e le truppe francesi occupano Roma

    1943 – Con la resa della 6ª armata di Friedrich Paulus ha termine la battaglia di Stalingrado.

    1989 – L’ultima colonna blindata dell’Urss lascia Kabul: ha fine l’occupazione militare di 9 anni.

     

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