Martedì 3 marzo 2026

     

    II Settimana di quaresima

     

    Avvenne il 3 marzo…

    1426 – La Repubblica di Venezia dichiara guerra a Milano;

    1517 – I conquistadores avvistano la città Maya di Tulum sulle coste nell’attuale Yucatan;

    1939 – A Bombay Gandhi digiuna per protesta contro il governo autocratico dell’India;

    1944 – Balvano: si consuma la “Sciagura del treno 8017” con oltre 500 morti;

    1974 – Rappresentanti cattolici e luterani raggiungono un accordo per un’eventuale riconciliazione

     

    Aforisma dei padri del deserto

    “Una malvagità non caccia affatto un’altra malvagità; se uno ti ha fatto del male, tu fagli del bene, per distruggere la sua malvagità con le tue opere buone.”

     

    Santo del giorno 

    Nasce il 31 luglio 1801 a Bergamo. Primogenita dei sette figli di Antonio Verzeri e della contessa Elena Pedrocca-Grumelli, Teresa fa i primi studi in casa, guidata dal canonico Giuseppe Benaglio. Più tardi la troviamo con le monache benedettine di S. Grata, a Bergamo. Sono periodi di grande travaglio interiore e di ricerca. Teresa lascia il monastero, per dedicare la sua vita e il suo impegno nel mondo.

    L’8 febbraio 1831, insieme al canonico Benaglio, fonda la Congregazione delle Figlie del S. Cuore di Gesù. Saranno educatrici e guide delle ragazze povere, orfane e abbandonate.

    Morto il canonico Benaglio nel 1836, gravano su di lei le fatiche per la formazione delle religiose, per le costituzioni, per i rapporti con Roma. Un lavoro imponente, testimoniato da volumi sui doveri delle religiose, dalle costituzioni, dalle oltre 3.500 lettere che scrive di persona. Muore a Brescia il 3 marzo 1852.

     

    Preghiera Colletta

    Custodisci con continua benevolenza, o Padre, la tua Chiesa e poiché, a causa della debolezza umana, non può sostenersi senza di te, il tuo aiuto la liberi sempre da ogni pericolo e la guidi alla salvezza eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

     

    Parola di dio Matteo 23,1-12

    Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.

    Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente. Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli.

    E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo. Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalta, sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato».

     

    Riflessione Don Arturo commenta don Bepo

    «Non si può mettere la museruola agli uomini, ma devono saper mettere i freni con la volontà propria. Il saper comandare a sé stesso». Don Giuseppe Vavassori (Diario 1964-1969, aprile 1967).

    Condivido pubblicato su L’Osservatore,Romano, con riferimento a una poesia di Trilussa, intitolata: “La vipera convertita”.  «Appena che la vipera s’accorse d’esse vecchia e sdentata, cambiò vita. S’era pentita? Forse. Lo disse ar Pipistrello: — Me ritiro  in un orto de monache qui intorno, e farò penitenza fino ar giorno che m’esce fòri l’urtimo sospiro.

    Così riparerò, con un bell’atto, a tanto male inutile ch’ho fatto… — Capisco: — je rispose er Pipistrello — la crisi de coscienza è sufficiente per aggiustà li sbaji der cervello: ma er veleno ch’hai sparso fra la gente, crisi o nun crisi, resta sempre quello». La redenzione, si sa, è strada non esente da fatiche anche quando il desiderio di riscatto è genuino. Fa un po’ sorridere la vipera che vuol chiudersi in un orto di monache – la versione “claustrale” di un rettile – per espiare il male inutile che ha fatto.

    Fa molto pensare l’osservazione senza sconti che le rivolge il pipistrello sulla crisi di coscienza chiaramente tardiva (la vipera si pente quando è vecchia e sdentata, ovvero quando anche volendo non può più colpire) e che non sembra tener troppo conto degli strascichi lasciati dal male compiuto.  L’anziana vipera di Trilussa invece non sa (non può?) ribattere alla coscienza-pipistrello, che le spiattella davanti un dato di fatto, il veleno ch’hai sparso (…) resta sempre quello. 

    Pinocchio non si pente e guarda proteso in avanti, la Vipera si pente ma non sa (non vuole?) guardarsi indietro. Buona fede, la sua, o operazione di cervello? Ci pensa il poeta a saggiare la sincerità del rimorso. Il responso non lascia scampo: forse».  Un apologo che invita a voltar pagina…    

     

    Intenzione di preghiera

    Preghiamo perché i pericolosi fuochi di guerra divampati in Medio Oriente tra Pakistan e Afganistan siano spenti prima possibile dal ricorso al dialogo e alla diplomazia.

     

    Don’t Forget! 1000 quadri più belli del mondo

    VINCENT VAN GOGH: NOTTE STELLATA 

    1889 – olio su tela – 73,7 x 92 cm. – New York, Museum of Modern Art

    Questo straordinario capolavoro di Vincent van Gogh (1853-1890) è una vera e propria icona della pittura occidentale e raffigura il paesaggio notturno di Saint-Rémy-de-Provence, poco prima del sorgere del sole. Il pittore si trovava nella località della Provenza perché dopo l’episodio di auto mutilazione dell’orecchio si era convinto a farsi ricoverare nella clinica per alienati mentali di Saint-Rémy-de-Provence. Durante l’internamento, preso da un vero e proprio furore creativo, van Gogh eseguì una gran mole di dipinti, nei quali rielaborava la realtà concedendo ampio spazio alla sua immaginazione.

    In questo dipinto, infatti, il pittore ha sì cercato il contatto diretto con la realtà, dipingendo quello che si poteva vedere dalla finestra della sua stanza, ma non ha ripreso fedelmente la veduta notturna, bensì l’ha manipolata, interiorizzandola fino allo spasimo e trasformandola in una potente visione onirica in cui poter fare affiorare le sue emozioni e paure, i suoi viaggi dell’anima. L’immagine possiede una forza straordinaria. A sinistra la scena è chiusa da un cipresso alto e severo che, stagliandosi contro il cielo notturno, agisce come un intermediario vegetale tra la terra e il cielo, tra la vita e la morte.

    A fianco del solitario cipresso troviamo un paesino che, disperdendosi su una vallata, sembra perduto nell’immensità del movimento cosmico che fluisce sopra di esso: i caseggiati sono bassi, ad eccezione per l’acuminata cuspide di un campanile, che «sfida le forze della natura: è antenna e parafulmine insieme…che sembra crepitare, carica di elettricità». A destra vigoreggia la ricca vegetazione degli ulivi, mentre sullo sfondo si estende il profilo diagonale e ondulato delle Alpilles, importante catena montuosa del Meridione francese. Il villaggio è avvolto dal buio e dal sonno e rimanda nel complesso a un ideale di placida quiete.

    L’inquietudine dell’artista, poi, esplode nella porzione superiore della tela, quella del cielo: gli spazi cosmici sono rischiarati dalla luce lunare, visibile in alto a destra, e dal quieto pulsare del pianeta Venere, la «stella del mattino». Ma a catturare l’attenzione dell’osservatore sono le stelle, che sembrano ruotare su sé stesse in gorghi vorticosi, come meteore impazzite. Così, in questo capolavoro dell’arte ottocentesca, i vertiginosi e drammatici tormenti di van Gogh trovano una delle loro più belle e potenti raffigurazioni.

     

    Condividi questa!

    Informazioni sull'autore

    Potrebbe piacerti anche

    Nessun commento

    È possibile postare il commento di prima risposta.

    Lascia un commento

    Please enter your name. Please enter an valid email address. Please enter a message.

    WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com