Martedì 6 gennaio 2026

     

    Seconda settimana di Natale

    Epifania di N. Signore Gesù Cristo

     

    Aforisma dal libro del profeta Isaia

    “Alza gli occhi intorno e guarda: tutti costoro si sono radunati, vengono a te. I tuoi figli vengono da lontano, le tue figlie sono portate in braccio. Allora guarderai e sarai raggiante, palpiterà e si dilaterà il tuo cuore, perché l’abbondanza del mare si riverserà su di te, verrà a te la ricchezza delle genti”.

     

    Preghiera Colletta

    O Dio, che in questo giorno, con la guida della stella, hai rivelato alle genti il tuo unico Figlio, conduci benigno anche noi, che già ti abbiamo conosciuto per la fede, a contemplare la grandezza della tua gloria. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen. 

     

    Parola di dio dell’Epifania

    Isaia 60,1-6; Salmo 71; Efesini 3,2-3a.5-6; Matteo 2,1-12

    Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo.

    Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele”». Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo».

    Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.

     

    Riflessione di Papa Benedetto XVI   

    La luce che a Natale è brillata nella notte illuminando la grotta di Betlemme, dove restano in silenziosa adorazione Maria, Giuseppe ed i pastori, oggi risplende e si manifesta a tutti. L’Epifania è mistero di luce, simbolicamente indicata dalla stella che guidò il viaggio dei Magi. La vera sorgente luminosa, il “sole che sorge dall’alto” (Lc 1, 78), è però Cristo. Nel mistero del Natale, la luce di Cristo si irradia sulla terra, diffondendosi come a cerchi concentrici. Anzitutto sulla santa Famiglia di Nazareth: la Vergine Maria e Giuseppe sono illuminati dalla divina presenza del Bambino Gesù. […] Il fulgore di Cristo raggiunge infine i Magi, che costituiscono le primizie dei popoli pagani.

    Restano in ombra i palazzi del potere di Gerusalemme, dove la notizia della nascita del Messia viene recata paradossalmente proprio dai Magi, e suscita non gioia, ma timore e reazioni ostili. Attratti da questa luce, giungono i Magi dall’Oriente. Nel mistero dell’Epifania, dunque, accanto ad un movimento di irradiazione verso l’esterno, si manifesta un movimento di attrazione verso il centro, che porta a compimento il movimento già inscritto nell’Antica Alleanza.

    La sorgente di tale dinamismo è Dio, Uno nella sostanza e Trino nelle Persone, che tutto e tutti attira a sé. La Persona incarnata del Verbo si presenta così come principio di riconciliazione e di ricapitolazione universale (cfr Ef 1, 9-10). Egli è la meta finale della storia, il punto di arrivo di un “esodo”, di un provvidenziale cammino di redenzione, che culmina nella sua morte e risurrezione. Per questo, nella solennità dell’Epifania, la liturgia prevede il cosiddetto “Annuncio della Pasqua”: l’anno liturgico, infatti, riassume l’intera parabola della storia della salvezza, al cui centro sta “il Triduo del Signore crocifisso, sepolto e risorto”.

    La manifestazione ai Magi non aggiunge qualcosa di estraneo al disegno di Dio, ma ne svela una dimensione perenne e costitutiva, che cioè “i Gentili sono chiamati, in Cristo Gesù, a partecipare alla stessa eredità, a formare lo stesso corpo, e ad essere partecipi della promessa per mezzo del vangelo” (Ef 3, 6).».       

     

    Intenzione di preghiera

    Preghiamo perché la stella dell’epifania brilli nei cuori di ogni uomo e l’aiuti a trovare la via che porta a Gesù.

     

    Santi di oggi – i santi re magi

    L’Arca dei Re Magi nel duomo di Colonia, Germania

    Oggi festeggiamo l’Epifania che significa “manifestazione del Signore”. Durante il regno del re Erode III il Grande, tre sapienti, colti e religiosi, chiamati Re Magi, provenienti da una terra lontana dell’Oriente, vengono guidati da una luminosissima stella cometa dalla lunga coda, più brillante di tutte le altre, per trovare la strada che conduce a un bambino appena nato, Gesù, il Figlio di Dio.».

    I Magi, Baldassarre re indiano, Gaspare re arabo dalla pelle scura e Melchiorre re di Persia, vengono chiamati Magi perché, avendo studiato l’astronomia, sono esperti dei fenomeni celesti. Infatti, consultando il cielo, dove in alto brilla la stella, dopo tre giorni di viaggio attraverso il deserto, accompagnati dai loro inseparabili cammelli, vestiti con mantelli e indumenti sfarzosi, Baldassarre, Gaspare e Melchiorre giungono a Betlemme. La stella si ferma proprio sopra alla misera grotta adibita a stalla, dove si trovano Gesù Bambino con Maria (sua madre), il suo sposo Giuseppe, il bue e l’asinello, circondati dai pastori.

    I Re Magi si inginocchiano davanti al Bambino e lo adorano. Quindi prendono i loro scrigni e li aprono per offrire a Gesù il loro prezioso contenuto: oro (simbolo di regalità), incenso (resina aromatica usata davanti all’altare divino) e mirra (resina di gomma profumata). E questa è l’Epifania che significa “presentazione”, ovvero la manifestazione di Gesù, come Figlio di Dio, davanti al mondo intero rappresentato dai Re Magi. Dai doni portati a Gesù dai Re Magi nasce, poi, la tradizione del regalo di Natale, soprattutto per i bambini.

    Non si sa molto della vita dei Re Magi. Si narra che, tornati in India, siano stati convertiti da san Tommaso apostolo al Cristianesimo e che abbiano trascorso una vita esemplare e virtuosa. È certo che le loro reliquie nel 1162 si trovassero a Milano e che dal 1164 fossero state trasferite a Colonia, in Germania, durante l’invasione dell’imperatore tedesco Federico Barbarossa. Ancora oggi l’imponente Cattedrale di Colonia accoglie i resti dei Re Magi ed è meta di pellegrinaggio da parte di tanti devoti.

     

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