III Settimana di quaresima
Avvenne l’11 marzo…
222 – La guardia pretoriana assassina l’imperatore romano Eliogabalo e proclama augusto Alessandro Severo, ultimo rappresentante della dinastia dei Severi.
1387 – Battaglia di Castagnaro tra Giovanni Ordelaffi dei Veronesi e Giovanni Acuto dei Padovani
1990 – Patricio Aylwin è il primo presidente democraticamente eletto del Cile dal 1973.
2003 – A L’Aia viene fondata la Corte internazionale di giustizia;
2004 – Una serie di attentati colpisce Madrid. Il bilancio è di 191 morti e circa 2.000 feriti.
2011 – Un terremoto di magnitudo 9.1 Richter durato 6 minuti in Giappone, provoca uno tsunami con onde di 40 metri d’altezza che devastano centinaia di km di costa entrando per diversi chilometri nell’entroterra, causandola la morte di circa 16.000 persone e migliaia di feriti, dispersi e sfollati oltre che danni alle centrali nucleari nella Prefettura di Fukushima;
Aforisma dei padri del deserto
«Se ti imbatti in uno che ama le discussioni e comincia a disputare con te su ciò che è vero ed ovvio, tronca il discorso e allontanati da lui.».
Santo del giorno

Costantino, nato verso il 520, ascese probabilmente al trono nel 537 dopo la morte di suo padre Cado e fu re dell’attuale Cornovaglia. Il primo periodo della sua vita fu a quanto si racconta “scellerato”.
Sacrilego e pluriassassino (dopo aver giurato di voler fare la pace con i suoi nemici, si travestì da abate, entrò nel santuario dove questi si trovavano e li uccise spietatamente ai piedi dell’altare) si sarebbe separato dalla moglie, figlia del re di Bretagna Armoricana, per essere più libero. Convertitosi al cristianesimo, cambiò radicalmente vita, abbandonò il trono e si ritirò in eremitaggio a Costyneston, nei pressi di Cardiff, e fu anche discepolo di San Columba di Iona e di S. Kentingern.
Spinto da questi grandi santi si spinse a nord, ove fondò il monastero di Govan, ne divenne primo abate. Dopo sette di vita vissuta in austerità e penitenza, studiando le scritture, fu consacrato sacerdote e invitato in Scozia, per evangelizzare le popolazioni indigene. Lì fu martirizzato da fanatici pagani. La sua vita ci testimonia quale sia la potenza del Vangelo di Cristo.
Preghiera Colletta
Concedi a noi, o Signore, che, nutriti dalla tua parola e formati nell’impegno quaresimale, ti serviamo con purezza di cuore e siamo sempre concordi nella preghiera. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen.
Parola di dio Matteo 5,17-19
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».».
Riflessione Don Arturo Bellini commenta don Bepo
«Incominciare e finire la giornata con la preghiera». Don Giuseppe Vavassori (DIARIO 1964-1969)
Anthony Bloom, metropolita della chiesa ortodossa russa, a una signora che gli aveva posto il problema di aver pregato per quattordici anni, senza aver mai avvertito la presenza di Dio, il religioso suggerì di mettere da parte quindici minuti ogni giorno, restando seduta a sferruzzare davanti al volto di Dio. Che significa stare nella vita sferruzzando davanti a Dio? Semplice: basta valorizzare il quotidiano.
I bambini che piangono, il campanello che suona e tu sei ai fornelli, il bagno sempre occupato, le auto in colonna, la crisi del figlio, la notizia del terremoto, l’abbraccio infinito e quello negato. Stare davanti a Dio, non in fuga o a dispetto della vita, ma interpretando la vita. Una preghiera non contro i ritmi quotidiani, ma secondo i ritmi del quotidiano. Come la preghiera del pellegrino russo che, seguendo il ritmo del respiro, camminando così pregava: “Signore Gesù, Figlio di Dio, abbi pietà di me”. Alcuni esempi per accendere la fantasia.
La preghiera nel ritmo di una madre che sta con Dio e culla il suo bambino e, cullando, chi sa, nel cuore va mormorando parole della S. Scrittura: “Può forse una madre dimenticare il suo piccolo? Anche se fosse, dice Dio, io non mi dimenticherò di te”. E continua a cullare. La preghiera della donna affaccendata a preparare il desinare. Chi sa che nel cuore non culli la memoria del Risorto che, sul litorale del lago di Galilea, prepara e pesce arrostito per i discepoli sfiniti da una notte di pesca sul lago.
Stare con Dio, chissà, nella colonna delle auto ferme, ferme e insofferenti, in attesa di un evento che schiuda, e avvertire nel segreto un’attesa ancora più radicale, l’attesa della venuta del Signore. Stare con Dio quando esci di casa o quando ritorni e nel cuore senti l’eco del salmo: “Il Signore è il tuo custode e la tua ombra, il Signore custodirà il tuo entrare e il tuo uscire. Ora e per sempre” (Salmo 121). O quando ti trema il cuore evocare il salmo che ti ricorda che Dio “ti ha plasmato nel più profondo, ha creato le tue viscere, ti ha tessuto nel seno di tua madre” (Salmo 139).
Intenzione di preghiera
Preghiamo perché i nuovi pericolosi fuochi di guerra divampati in Medio Oriente tra Pakistan e Afghanistan siano spenti prima possibile dal ricorso al dialogo e alla diplomazia.
Don’t Forget! Storia dei martiri Cristiani
4.a PARTE: STORIA DELL’ARMENIA

IL DOMINIO OTTOMANO E IL GENOCIDIO DEGLI ARMENI
Il movimento dei “Giovani Turchi”
Mausoleo del genocidio
Mentre gran parte del popolo armeno si era spostata in Cilicia, l’Armenia vera e propria venne dominata da diverse popolazioni. Nel 1453 l’Impero Ottomano conquistò Costantinopoli e per la storia del popolo armeno iniziò una fase di declino che si concluse in tragedia. Infatti, se a Costantinopoli gli armeni furono rispettati e fu addirittura istituito un patriarcato, nel resto dell’Impero furono discriminati e costretti a pagare tributi più alti.
Nel 1894 il Sultano Ottomano Abdul-Hamid II si era ritrovato a governare un Impero in netto declino e la popolazione armena dell’Anatolia Orientale cominciò a sollevarsi. Così il Sultano ordinò un primo sterminio di massa che provocò lo sterminio di circa 80.000 armeni. Nel 1915 invece avvenne il vero e proprio genocidio.
Infatti, al governo si erano istallati i Giovani Turchi i quali, temendo che gli scontenti armeni si unissero ai russi nella rivolta, decisero di mettere in atto un altro sterminio che si trasformò in vero e proprio genocidio. Il 23-4-1915 fu ordinata la prima deportazione di massa dando inizio alle famigerate marce della morte, che si conclusero con un totale di 1 milione e 200 mila morti. Lo sterminio degli armeni è considerato il primo genocidio del novecento, ed è ancora un argomento delicato per la Turchia e di estremo dolore per il popolo armeno e la sua storia.
UNIONE SOVIETICA E INDIPENDENZA.
L’Armenia fu incorporata nel 1922 all’URSS, come Repubblica Socialista Sovietica Federativa Transcaucasica, che comprendeva anche le odierne Georgia e Azerbaijan. Sotto il dominio Sovietico, l’Armenia conobbe un discreto sviluppo economico, che però non garantiva la libertà e rendeva impossibile l’antico sogno di un Nazione Armena. Con la caduta definitiva dell’Unione Sovietica, l’Armenia fu uno dei primi paesi dell’ex URSS ad ottenere l’indipendenza, e il 21-9-1991 dichiarò la propria autonomia, con capitale a Yerevan. Attualmente tra gli 8 milioni di armeni, solo 3 vivono in Armenia; gli altri si trovano in vari paesi del mondo non solo per via della tradizionale diaspora armena. ma anche a causa delle numerose persecuzioni ricevute.
DIASPORA ARMENA


Gli armeni, così come gli ebrei, rappresentano un raro esempio di nazione la cui maggioranza della popolazione vive al di fuori della loro patria. Oggi le più grandi comunità armene si trovano in Russia (2,25 milioni), USA (1,5 milioni) Francia (450.000 circa). Altre importanti comunità si trovano in Georgia, Argentina, Libano, Iran, Polonia, Ucraina, Germania, Australia, Brasile e Canada. Un’altra comunità molto importante esisteva in Siria, ma dopo i recenti avvenimenti la maggior parte degli armeni sono scappati e molti sono ritornati in Armenia. In Italia gli Armeni sono un’esigua minoranza (meno di 2.000) eppure la loro presenza in Italia nel corso della storia è stata molto importante, come testimoniano sia i molti cognomi con la tipica desinenza –ian in Veneto e in altre regioni d’Italia, sia soprattutto due centri di cultura Armena di eccezionale importanza: la stupenda isola di S. Lazzaro degli Armeni nella laguna di Venezia centro di studi e di vita spirituale (sopra a sinistra) e la chiesa di S. Giorgio Armeno con annesso monastero a Napoli (sopra destra) in uno dei quartieri più vivaci della città partenopea.








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