Mercoledì 18 marzo 2026

     

    IV Settimana di quaresima

     

    Avvenne il 18 marzo…

    37 – Il Senato romano rifiuta il volere di Tiberio e proclama Caligola imperatore di Roma

    1123 – 1° Concilio Lateranense, presso la Basilica di San Giovanni in Laterano a Roma. 9° concilio nella storia della Chiesa e primo a svolgersi in Occidente

    1314 – Morte sul rogo di Jacques de Molay, l’ultimo maestro dell’Ordine dei Templari

    1848 – Milano: Carlo Cattaneo, ottiene alcune concessioni subito annullate dal generale austriaco J. Radetzky. Cattaneo e i suoi insorgono, iniziando le Cinque giornate di Milano

    1921 – L’URSS si annette Ucraina e Bielorussia. Il governo ucraino emigra in Francia.

    1945 – 2.a guerra mondiale: 1.250 bombardieri statunitensi attaccano Berlino.

    2000 – Uganda: 530 fedeli di una setta apocalittica perdono la vita nell’incendio nella loro chiesa;

     

    Aforisma dei padri del deserto

    «L’uomo che possiede una mente innamorata di Dio ha una luce nel cuore e può vedere l’Invisibile».

     

    Santo del giorno

    S. CIRILLO DI GERUSALEMME

    Cirillo nacque verso il 315 probabilmente a Gerusalemme. Dopo aver appreso i primi rudimenti della letteratura e delle scienze profane, studiò Sacra Scrittura, con tanto ardore e profitto, da diventare un intrepido difensore della fede. Ormai adulto, fu consacrato prete da S. Massimo, vescovo di Gerusalemme.

    E fu il successore del vescovo Massimo dal 348 circa fino al 18 marzo 386, il suo episcopato fu segnato dalla grave crisi che coinvolse la Chiesa del IV secolo.

    Esiliato per 3 volte, Cirillo, esperto conoscitore della Parola di Dio, compose opere importanti che testimoniano uno stile di vita sobrio e pacifico e attenzione viva per la pastorale dei catecumeni. Già vecchio S. Cirillo intervenne al Concilio Ecumenico di Costantinopoli, dove fu condannata l’eresia di Macedonio e di Ario. Ritornato quindi fra il suo gregge quasi ottuagenario, si addormentò nel Signore nell’anno 386.

     

    Preghiera Colletta

    O Dio, che doni la ricompensa ai giusti e non rifiuti il perdono ai peccatori purificati dalla penitenza, abbi misericordia di noi, perché l’umile confessione delle nostre colpe ci ottenga la remissione dei peccati. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

     

    Parola di dio Giovanni 5,17-30

    Gesù disse ai Giudei: «Il Padre mio agisce anche ora e anch’io agisco». Per questo i Giudei cercavano ancor più di ucciderlo, perché non solo violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio. Gesù riprese a parlare: «In verità, in verità io vi dico: il Figlio da sé stesso non può fare nulla, se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo. Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché voi ne siate meravigliati.

    Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato. In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità io vi dico: viene l’ora – ed è questa – in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno.

    Come infatti il Padre ha la vita in sé stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in sé stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. Non meravigliatevi di questo: viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna. Da me, io non posso fare nulla. Giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato».

     

    Riflessione Papa Leone XIV

    Riportiamo alcune delle risposte di papa Leone XIV alle domande rivoltegli dal clero di Roma nel febbraio 2026. «Io ho vissuto a Roma per quattro anni negli anni ’80, poi per dodici anni dal 2000 al 2012-13, poi adesso da tre anni, e ogni volta che torno a Roma, in un certo senso, trovo un’altra Roma. Invito a resistere alla tentazione di preparare le omelie con l’intelligenza artificiale! Come tutti i muscoli nel corpo se non li utilizziamo, se non li muoviamo muoiono, il cervello ha bisogno di essere utilizzato.

    L’“invidia clericalis” è come una delle “pandemie” del clero a livello universale. Ci sono persone – lo diciamo con una certa franchezza – che già da giovani camminano per le strade della vita con una certa amarezza. È diverso, invece, diventare anziani con lo stesso spirito di preghiera e sacrificio che avevamo il giorno dell’ordinazione sacerdotale.

    Voglio dire anche che lo studio nella nostra vita dev’essere permanente, continuo. Quando sento da qualcuno che mi dice (questo me lo ha detto un sacerdote): “Io non ho più aperto un libro da quando sono uscito dal seminario”. Mamma mia, ho pensato, che tristezza! E quanto è triste per i suoi fedeli, che devono ascoltare Dio sa cosa».

             

    Intenzione di preghiera

    Preghiamo per i cristiani perseguitati e uccisi in Nigeria soprattutto nel Benue State dove i terroristi di Boko Aram e le tribù Fulani distruggono interi villaggi e uccidono le popolazioni.

     

    Don’t Forget! Martiri dell’Armenia

    10.000 martiri

     

    (Detti anche i 10.000 Crocifissi) sarebbero stati un gruppo di soldati romani che, guidati da S. Acacio, dopo essersi convertiti alla fede cristiana, sarebbero stati crocifissi sul Monte Ararat in Armenia su ordine dell’imperatore romano. Un’antica passio narra che 9.000 soldati romani, guidati da Acacio, vennero inviati contro i ribelli armeni e li sconfissero solo dopo aver implorato l’aiuto di Gesù su suggerimento di un angelo.

    Questi li condusse poi sul monte Ararat, dove li istruì nella religione cristiana. Alla notizia della conversione, l’imperatore li raggiunse con altri re pagani, minacciandoli di sterminarli tutti. Ma la loro fede incrollabile, anche dinanzi alle torture, convertì altri mille soldati pagani che si unirono a loro. Durante un violento temporale, avvenne la passione finale, simile a quella del Cristo. Il numero esagerato fa pensare a una leggenda o alla trasformazione di un nucleo originario di martiri in una moltitudine come questa.

    Questo gruppo di martiri è rimasto presente nel Martirologio Romano sino all’edizione precedente il Concilio Vaticano II, senza però specificare il nome del capogruppo, per poi essere rimosso nella nuova edizione pubblicata da Papa Giovanni Paolo II all’alba del terzo millennio. La chiesa armena non fa menzione di questi martiri il cui culto invece è diffuso in occidente in varie nazioni ed è stato rappresentato più volte nell’arte. 

     

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