Sabato 10 gennaio 2026

     

    II Settimana di Natale

     

    Avvenne il 10 gennaio…

    49 a.C. – Giulio Cesare attraversa il Rubicone, atto che segnalava l’inizio della guerra civile con Pompeo e il Senato

    1072 – Il capo normanno Roberto il Guiscardo conquista Palermo

    1810 – Napoleone Bonaparte, dopo 14 anni di matrimonio, divorzia da Giuseppina di Beauharnais.

    1920 – La Società delle Nazioni si riunisce per la prima volta e ratifica il trattato di Versailles, ponendo fine alla prima guerra mondiale.

    1946 – Prima Assemblea generale delle Nazioni Unite a Londra

     

    aforisma dalla 1.a lettera i S. Giovanni apostolo

    “Se uno dice: «Io amo Dio» e odia suo fratello, è un bugiardo. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede.”

     

    Preghiera Colletta

    O Padre, che nel tuo Figlio hai fatto sorgere su tutti i popoli la luce eterna, concedi a noi di riconoscere la gloria del redentore, perché, illuminati dalla sua presenza, giungiamo al giorno che non tramonta. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

     

    Santo del giorno 

    Secondo la tradizione, l’eremita Aldo – vissuto in epoca imprecisata tra l’VIII e il l’XI secolo -, era un carbonaio che scelse la vita “ritirata” molto probabilmente nella forma portata a Bobbio da san Colombano. Il monachesimo irlandese, infatti, era basato sua una forma mista: ogni monaco costruiva la propria cella vivendoci da solo, ma poi condivideva alcuni momenti comunitari e durante il giorno si dedicava a un’occupazione o un mestiere.

    Le testimonianze storiche su S. Aldo riguardano l’antichità del culto e il luogo della sepoltura a Pavia nella cappella di San Colombano, dalla quale venne poi traslato nella basilica di San Michele, a Pavia, che fu un tempo capitale del Regno dei Longobardi. E’ probabile, infatti, che sangue longobardo scorresse nelle vene del Santo eremita, o così almeno fa pensare l’origine del suo nome, che la parola longobarda “ald”, con il significato di vecchio.

     

    Parola di dio Luca 4,14-22

    In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode. Venne a Nazareth, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere.

    Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi e proclamare l’anno di grazia del Signore».

    Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca.

     

    Riflessione don Arturo commenta don Bepo 

    «Ogni anno un dono e così la sua casa diventa più bella, più calda. Poi sono giunti i magi, persone ricche e in vasi di alabastro ornati hanno portato dell’oro, dell’incenso, degli unguenti profumati». don Giuseppe Vavassori (1959-01- 06 omelia di epifania)

    È l’inizio dell’omelia di Bepo per l’Epifania del 1959. I doni profetici che i magi portano al bambino Gesù, sono oggi incompresi o travisati. Il consumismo ne ha oscurato il vero significato: ha sostituito le figure regali, i doni profetici e il lungo pellegrinaggio interiore dei magi, con la figura della befana, una vecchietta che vola con la sua scopa per portare i regali ai bambini. Quale il significato della visita e dei doni dei magi alla Grotta di Betlemme? I magi sono saggi in ricerca e i loro doni sono simboli importanti: l’oro simboleggia la regalità di Cristo, cioè il servizio di chi ha responsabilità pubbliche i cittadini e in famiglia l’autorità dei genitori verso i loro figli. È un compito che i genitori non solo devono esercitare ma mostrare con l’esempio con la parola e con la condotta di vita.

    L’obbedienza dei figli ai genitori è una offerta preziosa a Gesù; valore agli occhi di Dio, più prezioso dell’oro. Esercitando il ruolo di guide e di testimoni, la madre ed il padre preparano la via del Signore ai loro figli, li orientano verso la vocazione che lo Spirito Santo invita a riconoscere e accogliere. L’incenso rappresenta la divinità di Gesù e significa pure la sacralità di ogni vita umana che è unica, irripetibile, di valore inestimabile. Una verità da ribadire perché la mentalità diffusa subordina la vita a esigenze psicologiche economiche e culturali.  Il profumo dell’incenso poi esprime lode al Creatore e attenzione a ogni essere umano dal più piccolo e debole, al più fragile nel corpo e nello spirito. La mirra evoca la morte, pensiero che aiuta a camminare sulla via del bene e a fuggire i tanti vizi che insidiano l’umanità.

     

    Intenzione di preghiera

    Preghiamo perché per intercessione di Maria SS. Dio ci conceda un anno di pace e di benedizione

     

    Don’t Forget! Foto della settimana

    MERCOLEDÌ 7 GENNAIO SAINT-TROPEZ, FRANCIA

    La bara dell’ex attrice francese Brigitte Bardot viene portata in chiesa per il funerale
    EPA / SEBASTIEN NOGIER / Ansa

     

    Condividi questa!

    Informazioni sull'autore

    Potrebbe piacerti anche

    Nessun commento

    È possibile postare il commento di prima risposta.

    Lascia un commento

    Please enter your name. Please enter an valid email address. Please enter a message.

    WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com